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  • European Accessibility Act in Italia: multe fino a 40.000€ per le aziende

    European Accessibility Act in Italia: multe fino a 40.000€ per le aziende

    A partire dal 28 giugno 2025, in Italia entrerà ufficialmente in vigore l’European Accessibility Act (EAA), una normativa europea che impone alle aziende l’obbligo di rendere accessibili i propri siti web, app e servizi digitali anche alle persone con disabilità visive, uditive, motorie e cognitive.

    Le imprese che non si adegueranno in tempo rischiano sanzioni fino a 40.000 euro, oltre alla possibilità di vedersi ritirati i prodotti digitali dal mercato o esclusi da gare pubbliche.

    Cosa prevede l’European Accessibility Act in Italia?

    L’obiettivo dell’European Accessibility Act in Italia è garantire che ogni cittadino, a prescindere dalla propria condizione fisica o sensoriale, possa navigare, informarsi, acquistare e comunicare online in modo autonomo e senza ostacoli.

    L’Accessibility Act obbliga le aziende a progettare i propri servizi digitali secondo i principi dell’accessibilità universale, introducendo requisiti tecnici minimi da rispettare su:

     

    • Siti web
    • App mobili
    • E-commerce
    • Servizi bancari digitali
    • Comunicazioni elettroniche (email, chat, VoIP)
    • Streaming e TV on demand
    • Documenti digitali
    • Servizi pubblici online
    Un collega e una donna in sedia a rotelle lavorano insieme in ufficio, simbolo di parità e accessibilità sul posto di lavoro.
    European Accessibility Act: l’obbligo di rendere siti web, e-commerce e prodotti digitali accessibili a tutti gli utenti, inclusi quelli con disabilità.

    EAA: il web è un diritto di tutti

    Rendere accessibile la propria piattaforma digitale significa permettere a milioni di persone con disabilità di navigare senza ostacoli, informarsi, fare acquisti e comunicare in autonomia online.

    È molto più di un obbligo normativo: è un segno concreto di rispetto verso chi affronta ogni giorno barriere digitali che oggi, grazie agli sviluppi della tecnologia, possono essere evitate.

    Quali sono le aziende che devono adeguarsi?

    In Italia, devono adeguarsi alla normativa dell’European Accessibility Act, tutte le aziende che offrono prodotti o servizi digitali al pubblico in possesso dei seguenti requisiti:

     

    • Più di 10 dipendenti
    • Fatturato superiore a 2 milioni di euro
    • Microimprese (≤10 dipendenti e ≤2 milioni di fatturato) che non offrono servizi digitali al pubblico, ma offrono prodotti digitali (es: podcast, musica, e-book, etc.)
    • Microimprese che realizzano prodotti digitali conto terzi
    Un acceso confronto durante un meeting aziendale per discutere le scadenze, i requisiti tecnici e i rischi legati alle sanzioni dell'EAA.
    European Accessibility Act: l’obbligo di rendere siti web, e-commerce e prodotti digitali accessibili a tutti gli utenti, inclusi quelli con disabilità.

    Vendita di prodotti digitali: nessuno è esente

    Per quanto riguarda la vendita di prodotti digitali, a differenza dei servizi, tutte le aziende italiane (anche le microimprese) devono rispettare i requisiti previsti dall’EAA.

    I prodotti digitali includono:

     

    • E-book o guide PDF
    • Modelli e template
    • Musica e podcast
    • Fotografie e illustrazioni digitali

    Qual è la differenza tra prodotti e servizi digitali?

    La principale differenza tra prodotti e servizi digitali sta nella modalità di fornitura.

    I prodotti digitali sono beni intangibili, come ebook o software, che vengono acquistati e scaricati dal consumatore. I servizi digitali, invece, sono prestazioni che vengono offerte al consumatore, come ad esempio un abbonamento a un servizio di streaming o un corso online.

    Quindi, le microimprese devono adeguarsi all’European Accessibility Act solo se forniscono al consumatore prodotti digitali. Se, al contrario, si occupano esclusivamente della fornitura di servizi digitali, le microimprese sono esentate dagli obblighi dell’EAA.

    Una donna legge un libro su un dispositivo e-reader: anche i servizi editoriali e i dispositivi elettronici devono rispettare l'European Accessibility Act.
    European Accessibility Act: l’obbligo di rendere siti web, e-commerce e prodotti digitali accessibili a tutti gli utenti, inclusi quelli con disabilità.
    Un uomo guarda una serie in streaming sul suo portatile: la normativa EAA coinvolge anche i servizi media audiovisivi e le piattaforme online.
    European Accessibility Act: l’obbligo di rendere siti web, e-commerce e prodotti digitali accessibili a tutti gli utenti, inclusi quelli con disabilità.

    European Accessibility Act: le sanzioni previste

    Il mancato adeguamento all’EAA può comportare alle aziende pesanti sanzioni:

     

    • Multe da 5.000 a 40.000 euro
    • Sanzioni fino al 5% del fatturato annuo
    • Ritiro dal mercato di prodotti o servizi digitali
    • Esclusione da bandi e finanziamenti pubblici
    • Reclami e segnalazioni all’AGID

    Tutti i vantaggi di rendere la tua piattaforma accessibile

    Rendere accessibile un sito web non è solo un dovere legale, ma anche un vantaggio competitivo.

    Essere accessibili significa offrire un’esperienza inclusiva a milioni di utenti con disabilità, ampliare il proprio mercato potenziale, migliorare l’usabilità per tutti gli utenti e rafforzare la brand reputation, aumentando la responsabilità sociale d’impresa.

    Durante una riunione di lavoro, un professionista in sedia a rotelle interagisce alla pari con il resto del team, sottolineando l'importanza dell'inclusione.
    European Accessibility Act: l’obbligo di rendere siti web, e-commerce e prodotti digitali accessibili a tutti gli utenti, inclusi quelli con disabilità.

    Come rendere accessibile la tua piattaforma digitale?

    I problemi più comuni su siti web e altri servizi digitali riguardano:

     

    • Contrasto cromatico insufficiente tra testo e sfondo
    • Mancanza di testo alternativo nelle immagini
    • Moduli compilabili senza etichette
    • Navigazione non accessibile da tastiera e limitata al solo uso del mouse
    • Titoli e sezioni disorganizzate
    • Link generici (“clicca qui”) non descrittivi
    • Nessuna trascrizione nei contenuti audio/video
    • Interfacce poco intuitive

     

    Per risolvere tutte queste problematiche l’unico modo è rivolgersi a tecnici e sviluppatori esperti in grado di apportare tutte le modifiche
    necessarie previste dall’EAA.

    Il team di sviluppatori e designer discute le strategie di UX design per rendere un prodotto digitale o un e-commerce pienamente accessibile.
    European Accessibility Act: l’obbligo di rendere siti web, e-commerce e prodotti digitali accessibili a tutti gli utenti, inclusi quelli con disabilità.

    Rendi accessibile il tuo sito web con Mr Keting!

    Se stai cercando un partner di fiducia per rendere accessibile il tuo sito web e tutti i tuoi servizi digitali sei nel posto giusto.

    Da Mr Keting, i nostri sviluppatori restano costantemente aggiornati sulle normative, per mettere la tua azienda in regola con l’European Accessibility Act.

    Non aspettare oltre. Hai tempo fino al 28 giugno per evitare sanzioni e danni reputazionali.

    Il tuo sito è davvero conforme alle nuove regole di accessibilità?

    Contattaci per ricevere una consulenza dedicata e verificare subito lo stato del tuo sito.

  • Cuborcar, Mr Keting e Feralpisalò: cresce la cultura d’impresa

    Cuborcar, Mr Keting e Feralpisalò: cresce la cultura d’impresa

    Il 19 novembre 2024, a Calcinato (BS) si è tenuta l’inaugurazione della nuova sede operativa di Cuborcar, già attiva da luglio.

    Per l’occasione, oltre 100 partner della società calcistica Feralpisalò si sono riuniti per celebrare una cultura d’impresa condivisa e nuove opportunità di crescita e innovazione.

    Nella suggestiva cornice della nuova sede, i fondatori di Cuborcar Raimondo Cuccuru, Valentino Borghi e il nuovo amministratore Alessandro Borghi hanno accolto gli ospiti con grande ospitalità ed entusiasmo.

    Presente anche Giuseppe Pasini, presidente di Feralpisalò e figura chiave nell’industria bresciana, per vivere questo prezioso momento di incontro, confronto e condivisione.

    40 anni di crescita e innovazione nella logistica industriale

    Fondata negli anni ’80, Cuborcar è concessionario ufficiale Toyota per la provincia di Brescia occupandosi di noleggio, vendita e assistenza di carrelli elevatori e soluzioni per la movimentazione industriale.

    Per Cuborcar, la nuova sede di Calcinato rappresenta un enorme salto qualitativo in termini di spazi, accoglienza, showroom e servizi per la clientela.

    Durante l’evento, il CEO Alessandro Borghi ha illustrato con entusiasmo la visione che guida l’azienda, ispirata anche ai principi del leggendario ingegnere giapponese Taiichi Ōhno, padre del Toyota Production System.

    Una filosofia che coniuga concretezza, rispetto e innovazione continua per la crescita sostenibile dell’impresa.

    Intervista a un responsabile di Cuborcar durante l'evento, incentrata sulla condivisione della cultura d'impresa e delle strategie future.
    Cuborcar, Feralpisalò e Mr Keting: un evento per celebrare la rete di partner, i traguardi digitali e il valore della responsabilità sociale sul territorio.

    Feralpisalò: generare valore dall’unione di sport e impresa

    Come Cuborcar, anche Feralpisalò integra una forte cultura d’impresa nella propria organizzazione.

    Durante l’evento, la società calcistica bresciana ha presentato i risultati della prima parte di stagione, con particolare attenzione alla crescita digitale, alle collaborazioni con gli sponsor e ai progetti di responsabilità sociale intrapresi.

    Tutto questo per generare valore sul territorio: attraverso lo sport, infatti, Feralpisalò punta alla crescita dei giovani e delle comunità locali, promuovendo relazioni autentiche, tramite una rete consolidata di partner uniti dall’iconico stemma verdeblu dei “Leoni del Garda”.

    Presentazione della partnership tra Cuborcar e Feralpisalò: focus sulla crescita digitale, i progetti di responsabilità sociale e la rete degli sponsor verdeblu.
    Cuborcar, Feralpisalò e Mr Keting: un evento per celebrare la rete di partner, i traguardi digitali e il valore della responsabilità sociale sul territorio.
    Gli applausi e il coinvolgimento degli oltre 100 partner e sponsor presenti all'evento organizzato nella sede di Cuborcar.
    Cuborcar, Feralpisalò e Mr Keting: un evento per celebrare la rete di partner, i traguardi digitali e il valore della responsabilità sociale sul territorio.

    Mr Keting il partner digitale di Cuborcar e Feralpisalò

    Proprio per valorizzare questa sinergia, Cuborcar e Feralpisalò hanno scelto Mr Keting come partner digitale per potenziare la comunicazione digitale e i processi online.

    Attualmente la nostra web agency sta sviluppando per Cuborcar un nuovo sito istituzionale composto da:

    • un wizard interattivo per configurare carrelli elevatoriintegrazioni di marketing automation per gestire lead e richieste
    • un’area post-vendita intuitiva per assistenza
    • un design aggiornato, in linea con l’identità Toyota e i valori aziendali

    Per Feralpisalò, invece, collaboriamo già da anni su progetti digitali altamente innovativi, affiancando il Club nella creazione di contenuti per il sito web, nella gestione social e nel rafforzamento del brand nel mondo sportivo e imprenditoriale.

    Un altro momento della celebrazione per le 100.000 visite al sito Cuborcar, simbolo del successo della strategia digitale sviluppata insieme a Mr Keting.
    Cuborcar, Feralpisalò e Mr Keting: un evento per celebrare la rete di partner, i traguardi digitali e il valore della responsabilità sociale sul territorio.

    Una sinergia che unisce impresa, sport e innovazione digitale

    La partnership tra Feralpisalò, Cubor Car e Mr Keting si fonda su una profonda stima reciproca e una visione condivisa di leadership, innovazione e cultura d’impresa.

    Giuseppe Pasini, presidente di Feralpisalò, Alessandro Borghi, amministratore di Cuborcar, e Antonio Conti, founder di Mr Keting, sono i protagonisti di questo entusiasmante progetto.

    Tra noi abbiamo instaurato relazioni autentiche e di fiducia, che oggi guidano con successo ogni nostra iniziativa.

    Comunicare per crescere: la nuova frontiera dell’impresa

    L’inaugurazione di Cuborcar, con il supporto di Feralpisalò, è molto più di un semplice evento istituzionale: questo incontro incarna una cultura d’impresa moderna che unisce innovazione, relazioni umane e condivisione.

    E in questo scenario, la comunicazione digitale diventa uno strumento chiave per esprimere al meglio i valori che ci rappresentano e creare nuove opportunità di crescita e unione.

    Per questo motivo, Mr Keting continua a sostenere e promuovere con orgoglio questa collaborazione, come occasione unica di fare squadra anche fuori dal campo.

    SCOPRI DI Più SULLA NOSTRA REALTà

  • Tone of voice: cos’è, come definirlo e perché è fondamentale

    Tone of voice: cos’è, come definirlo e perché è fondamentale

    Il tone of voice definisce non solo cosa comunica un brand, ma come lo fa.

    Parole, ritmo e intenzione creano emozioni e costruiscono relazioni autentiche. Scegliere la voce giusta significa parlare con coerenza, adattandosi al contesto senza perdere personalità.

    Cos’è il tone of voice?

    Con il tone of voice, la comunicazione di un brand assume una dimensione distintiva e coerente, andando oltre il semplice contenuto dei messaggi.

    Non conta solo cosa si comunica, ma anche come lo si fa: ritmo, tono, scelte lessicali e intenzione trasmettono emozioni e definiscono lo stile con cui il brand si relaziona al pubblico.

    In questo senso, il tone of voice rappresenta l’identità “comportamentale” del marchio, che guida non solo i contenuti principali ma anche le iniziative e le attività sui social.

    La sua definizione nasce dall’analisi strategica del brand e prevede la scelta di aggettivi chiave da associare alla comunicazione, spiegandone significato e applicazione.

    Lo scopo è creare linee guida chiare, capaci di rendere la comunicazione coerente, autentica e riconoscibile.

    La “scala di temperatura”

    I diversi tipi di tone of voice possono essere interpretati come una vera e propria “scala di temperatura”, che va dal più distaccato al più vivace, permettendo di selezionare il tono più appropriato in base al contesto, al pubblico e agli obiettivi strategici, garantendo coerenza e riconoscibilità nella comunicazione.

     

    TONO FREDDO

    Un tono freddo si caratterizza per uno stile burocratico o istituzionale, formale e distante, tipico di brand che vogliono trasmettere autorevolezza e affidabilità.

     

    TONO NEUTRO

    Il tono neutro, invece, risulta equilibrato e professionale, talvolta leggermente narrativo o onirico, ed è indicato per comunicazioni informative o didattiche che richiedono chiarezza senza risultare impersonali.

     

    TONO CALDO

    Il tono caldo privilegia una comunicazione amichevole e colloquiale, creando un contatto diretto e umano con il pubblico, adatto a brand che vogliono instaurare vicinanza ed empatia.

     

    TONO COLORATO

    Infine, il tono colorato è audace, ironico o vivace, pensato per catturare l’attenzione e generare impatto, tipico di brand dinamici e innovativi che desiderano distinguersi.

     

    Fonte: Testi che parlano di Valentina Falcinelli

    Come definirlo

    Il processo parte dall’analisi del pubblico di riferimento, individuando target, abitudini, piattaforme e modalità di interazione per delineare il profilo del cliente ideale.

    Successivamente, si sceglie lo stile comunicativo, in linea con la personalità del brand e il contesto competitivo.

    Analizzare i competitor aiuta a trovare spazi di differenziazione, mentre la definizione di linee guida operative – vocabolario da usare o evitare, esempi concreti e registro linguistico – assicura coerenza interna ed esterna.

    Perché è un’opportunità

    Come abbiamo visto, il tone of voice non definisce solo cosa comunica un brand, ma soprattutto come lo comunica. La scelta consapevole del tono di voce permette di umanizzare il marchio, instaurare un contatto diretto e duraturo con il pubblico, e differenziarsi dai competitor, creando riconoscibilità e coerenza su tutti i canali.

    Influisce non solo sulla percezione esterna del brand, ma anche sulla sua identità interna, guidando le strategie comunicative e rafforzando il posizionamento aziendale.

    Un TOV ben definito permette di trasmettere valori, personalità e missione in modo chiaro, coerente e distintivo, trasformando ogni messaggio in un’esperienza unica per il pubblico e rendendo il brand memorabile, autentico e strategicamente efficace.

    Nespresso: quando il tono di voce diventa esperienza

    Nespresso rappresenta uno degli esempi più emblematici di come un tone of voice accuratamente studiato possa trasformare un prodotto apparentemente ordinario in un’esperienza di marca memorabile e distintiva. In questo modo, il consumo diventa un momento da assaporare e non un’abitudine meccanica.

    Nei suoi post social, ad esempio, Nespresso utilizza spesso espressioni evocative che rimandano a un immaginario sensoriale fatto di profumi, atmosfere ovattate e suggestioni visive. Non si limita a descrivere un prodotto, ma costruisce scenari che coinvolgono la vista, l’olfatto e persino l’udito, invitando l’utente a entrare in un’esperienza immersiva. Il linguaggio scelto diventa così avvolgente, capace di trasportare il lettore in un mondo che va oltre la semplice tazzina di caffè e che celebra piuttosto uno stile di vita ricercato.

    Questa coerenza comunicativa, presente su tutti i canali – dalla pubblicità televisiva ai contenuti digitali, fino all’esperienza nei punti vendita – contribuisce a rafforzare il posizionamento premium del brand e a costruire un legame emotivo duraturo con il pubblico. È proprio questa strategia a differenziarlo dai competitor, che spesso preferiscono concentrarsi su messaggi più funzionali, tecnici o meramente commerciali, perdendo così quella dimensione esperienziale ed emotiva che rende unica la narrazione di Nespresso.

    Una questione di coerenza e relazione

    In definitiva, senza un tone of voice chiaro e definito la comunicazione rischia di perdere forza e coerenza.

    Non si tratta di complicare la strategia, ma di semplificarla: scegliere un linguaggio preciso, mantenerlo costante e renderlo riconoscibile. Meglio pochi messaggi chiari e coerenti, che tanti testi frammentati.

    Un tone of voice ben costruito non solo rafforza il legame con il pubblico, ma diventa un vero e proprio vantaggio competitivo, capace di rendere il brand più autentico, vicino e memorabile.

    VUOI DEFINIRE IL GIUSTO TONE OF VOICE PER IL TUO BRAND?

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  • Mr Keting tra innovazione e trend al Packaging Première 2025

    Mr Keting tra innovazione e trend al Packaging Première 2025

    Il Packaging Première di Milano si conferma come uno degli eventi più rilevanti a livello europeo dedicati al packaging di alta gamma.

    Ogni anno, questa fiera unisce brand, designer, fornitori e produttori con un obiettivo comune: innovare attraverso materiali innovativi, tecnologie all’avanguardia e un design sostenibile che risponda alle sfide del mercato attuale.

    Sostenibilità e digitale sono le tendenze emergenti

    La nostra visita al Packaging Première di Milano ci ha permesso di esplorare più da vicino le tendenze che guidano oggi il settore del packaging.

    Dai materiali eco-sostenibili alle soluzioni digitali interattive, il packaging oggi non è più solo un contenitore, ma uno strumento narrativo in grado di comunicare valori, identità e visione del brand.

    Tecnologie come QR code, NFC e realtà aumentata trasformano il packaging in una piattaforma esperienziale, creando connessioni sempre più dirette e coinvolgenti con il pubblico.

    Il packaging come leva per costruire valore di marca

    Questa esperienza ha confermato quanto il packaging sia uno strumento strategico di brand positioning.

    Le innovazioni presentate in fiera ispirano nuove soluzioni capaci di rafforzare l’identità visiva, migliorare l’esperienza del consumatore e comunicare con coerenza i valori del marchio.

    Per Mr Keting, restare aggiornati su questi trend significa offrire ai clienti strategie sempre più evolute e competitive.

    Dettaglio di un dipinto d'arte come suggestione visiva per il design del packaging di lusso, esplorando l'uso del colore e della materia.
    Il team di Mr Keting alla ricerca di nuove contaminazioni visive al Packaging Première 2025 di Milano: quando l’arte e la cultura pop incontrano il lusso.
    Una scultura artistica analizzata dal team di Mr Keting: lo studio dei volumi e delle forme tridimensionali per creare un packaging strutturale d'eccellenza.
    Il team di Mr Keting alla ricerca di nuove contaminazioni visive al Packaging Première 2025 di Milano: quando l’arte e la cultura pop incontrano il lusso.

    Dal packaging alla brand identity: i servizi di Mr Keting

    In un mercato che unisce design e innovazione, Mr Keting affianca le aziende e i brand con una proposta completa di servizi di comunicazione visiva e branding pensati per valorizzare ogni aspetto del prodotto e della sua presentazione.

    Tra i servizi offerti:

    • Brand identity
      Sviluppiamo identità di brand forti e riconoscibili, dal naming al payoff fino al design del logo.Visual communication
      Progettiamo materiali grafici coordinati per stampa e digital.
    • Packaging design
      Realizziamo confezioni su misura, in linea con il design e i valori del brand.
    • Strategia creativa
      Affianchiamo le aziende con strategie su misura per la costruzione di narrazioni visive coerenti e di
      impatto.

    Il nostro obiettivo? Tradurre la personalità del brand in un linguaggio visivo forte e memorabile.

    Stile comics e illustrazioni pop culture tra i trend innovativi scoperti al Packaging Première, ideali per edizioni limitate e brand creativi.
    Il team di Mr Keting alla ricerca di nuove contaminazioni visive al Packaging Première 2025 di Milano: quando l’arte e la cultura pop incontrano il lusso.

    Un bagaglio di conoscenze da trasformare in risultati concreti

    La partecipazione di Mr Keting al Packaging Première di Milano ha sottolineato l’importanza di una comunicazione strategica, dove il packaging diventa veicolo di valori e innovazione.

    Inoltre, questa esperienza ci ha permesso di rafforzare il nostro approccio multidisciplinare, unendo design, sostenibilità e tecnologia in soluzioni su misura.

    Crediamo infatti che un packaging ben progettato sia solo il punto di partenza: ciò che fa davvero la differenza è una visione integrata della comunicazione, capace di generare valore concreto per i nostri clienti in ogni contesto competitivo.

    Vuoi realizzare packaging originali e di successo?

    Contattaci per una consulenza senza impegno!

  • Scopri Gemini, l’innovativa AI di Google

    Scopri Gemini, l’innovativa AI di Google

    Gemini è l’innovativa intelligenza artificiale di Google: scopri tutte le caratteristiche e i vantaggi per aziende e programmatori.

    All’inizio di dicembre, Google ha lanciato Gemini 1.0: un nuovo modello di intelligenza artificiale finalizzato a migliorare le prestazioni di Bard, il famoso chatbot di Google.

    Secondo molti test effettuati, le performance avanzate di Gemini superano quelle di Chat GPT-4. Scopriamo insieme tutte le versioni disponibili della nuova AI per creare testi, immagini e video in alta definizione.

    Cos’è Gemini 1.0 e tutte le versioni disponibili

    Gemini 1.0 è un modello di intelligenza artificiale multimodale, anche detto di deep learning: si tratta di una tipologia di AI che è in grado di generare informazioni ricavando i dati da diverse fonti, per esempio da testi, immagini, audio, video e codici di programmazione.

    L’obiettivo di questo modello è quello di combinare tutte le informazioni ricavate dai vari input per comprendere al meglio il contesto e generare così risultati più precisi e completi.

    Attualmente, Google ha creato tre varianti di Gemini: Ultra, Pro e Nano. Le tre versioni differiscono per la dimensione del loro sistema di apprendimento automatico, più grande in Gemini Ultra (con 1,6 trilioni di parametri) e più piccolo in Gemini Nano (10 miliardi di parametri).

    Gemini Ultra, Nano e Pro: quale scegliere 

    Maggiore è il modello di apprendimento automatico, maggiore è la capacità dell’intelligenza artificiale di apprendere informazioni e generare risultati affidabili e creativi. 

    Proprio per questo motivo, Gemini Ultra è il modello più costoso in quanto è in grado di utilizzare ben 57 macro aree del sapere per risolvere operazioni elaborate e complesse in modo estremamente accurato. 

    Tuttavia, anche Gemini Pro, con i suoi 100 miliardi di parametri, è un’ottima scelta per generare contenuti originali e di alta qualità. Ad oggi, la versione Pro è disponibile gratuitamente su Google Bard e rappresenta quindi un grande aiuto per aziende e programmatori che vogliono rendere la propria attività più efficiente contenendo i costi.

    Per quanto riguarda Gemini Nano, invece, questo modello è disponibile solo sui dispositivi Google Pixel 8 Pro e permette di ottenere ottimi risultati in quelle operazioni più semplici e generiche.

    Quando arriva Gemini Ultra? 

    A differenza delle versioni Nano e Pro già in uso, Gemini Ultra arriverà su Bard all’inizio del 2024 con prestazioni avanzate che, secondo la stessa casa madre, supererebbero quelle di Chat GPT-4 di OpenAI, soprattutto nella matematica e nella codifica specializzata.

    Infatti, Jeff Dean, Capo Scienziato di Google, ha dichiarato che Gemini Ultra è il primo modello “a raggiungere prestazioni di umano esperto su MMLU in 57 soggetti con un punteggio superiore al 90%“.

    Per altre succulente novità digitali, scopri le ricette del nostro blog!

  • Threads: come funziona e le differenze con X (ex Twitter)

    Threads: come funziona e le differenze con X (ex Twitter)

    Lo scorso giovedì 14 dicembre, Threads ha fatto il suo ingresso anche in Europa, dopo il lancio nel resto del mondo avvenuto nel mese di luglio. Il motivo di questo ritardo? Le restrittive norme europee sulla privacy hanno richiesto un lungo periodo di adeguamento per il team di Meta.

    Ma andiamo al dunque, che cos’è Threads? In breve, è una piattaforma online che offre agli utenti la possibilità di condividere messaggi di testo in modo più articolato rispetto agli altri social network di Zuckerberg. Le funzionalità della nuova app sono molto simili a quelle di X di Elon Musk, tuttavia non mancano alcune fondamentali differenze che, secondo molti, potrebbero portare Threads a superare una volta per tutte l’ex Twitter.

    A cosa serve Threads e come funziona

    Vediamo ora le principali funzionalità del nuovo social network di Meta. Innanzitutto, all’interno della nuova piattaforma, gli utenti possono pubblicare messaggi di testo, chiamati “threads”, accompagnati da immagini e video fino a 500 caratteri. 

    L’esperienza è ricca e versatile: ogni utente ha la possibilità di condividere link a siti esterni, creare sondaggi e arricchire le proprie conversazioni con Gif e messaggi vocali utilizzando anche hashtag e menzioni per ripostare i contenuti di altri profili in modo semplice e rapido.

    Il nuovo social network offre inoltre la possibilità di scegliere tra il feed “Per te”, con contenuti selezionati dall’algoritmo, e il feed “Following”, con i threads delle persone seguite che compaiono in ordine cronologico. Infatti, un’altra caratteristica innovativa dell’app è la possibilità di seguire altri profili. 

    Threads Vs X: le due app a confronto

    Mark Zuckerberg, fondatore e CEO di Meta, definisce Threads come un’alternativa a Twitter nella sua versione originaria, ovvero prima delle modifiche introdotte da Elon Musk dopo averlo acquistato e ribattezzato “X” che hanno reso numerosi utenti insoddisfatti.

    Attualmente, le differenze principali tra Threads e X sono le seguenti: 

    • X offre la possibilità di inviare messaggi diretti, ovvero messaggi privati da un account ad un’altro, a differenza di Threads.

    • Gli utenti di Threads possono modificare gratuitamente un post una volta pubblicato entro 5 minuti, mentre questa funzione è a pagamento su X.

    • Nella nuova app di Meta, non ci sono limiti di visibilità dei post, mentre l’ex Twitter limita la visibilità dei “tweet” degli account non verificati.

    • Threads è collegato ad Instagram: questo è un aspetto molto importante per creatori e influencer perché possono avere il proprio network di Instagram già registrato su Threads, senza dover ricominciare da zero all’iscrizione.

    Threads arriva in Europa con l’ok dell’UE

    Dopo cinque mesi di attesa, l’UE ha finalmente approvato il lancio di Threads in Europa. Questo ritardo rispetto agli altri paesi del mondo, è stato causato dalle stringenti normative europee in materia di privacy e tutela dei dati personali, tra cui il Gdpr, il Digital Services Act e il Digital Markets Act. 

    Meta, infatti, ha dovuto dedicare parecchio tempo per comprendere il panorama normativo dell’UE al fine di garantire la piena conformità di Threads agli elevati standard di privacy e sicurezza vigenti in Europa. 

    E per rendere conforme il nuovo social network, Meta ha dovuto dare agli utenti europei la possibilità di utilizzare Threads anche senza collegare un profilo Instagram. Tuttavia, chi utilizzerà questa modalità, potrà soltanto visualizzare i contenuti e condividerli tramite link, ma non potrà pubblicare i propri threads o interagire con quelli degli altri lasciando commenti.

    Quale futuro può aspettarsi Threads?

    In appena 5 giorni dal lancio, Threads di Meta ha raggiunto i 100 milioni di iscritti, battendo Chat GPT, finora in testa, che aveva conquistato questo risultato in due mesi.

    Tuttavia, è ancora presto per dire se la nuova app di Zuckerberg è destinata ad essere un successo: infatti, ad agosto 2023, a solo un mese dalla sua uscita, il numero di utenti attivi su Threads è diminuito di circa l’80%.

    Nonostante ciò, il creatore di Meta si mostra fiducioso, affermando che nel social network verranno inserite delle novità in base alle preferenze degli utenti con l’obiettivo di dare vita ad una piattaforma sempre più aperta e accogliente.

    Quindi, che ne sarà di Threads? La nuova app riuscirà a prevalere sull’app di Musk? 

    Tutto dipende se le innovazioni proposte da Zuckerberg terranno alta l’attenzione degli utenti o meno.

    Per altre novità nel settore, sfoglia il nostro ricettario!

  • Brand image: la guida per definire l’identità del tuo brand

    Brand image: la guida per definire l’identità del tuo brand

    Posizionamento e brand image: in che modo l’immagine della tua azienda può influire sulla percezione dei tuoi clienti? Scoprilo in questa news!

    L’immagine del marchio, o brand image, rappresenta l’identità visiva e percepita di un’azienda. È ciò che consente ai consumatori di riconoscerla, differenziarla dai concorrenti e creare un legame emotivo con essa.

    La brand image è quindi fondamentale per costruire una presenza di successo sul mercato e ottenere una posizione distintiva nella mente dei consumatori.

    Per creare una brand image efficace, è necessario considerare diversi aspetti chiave e curare ogni dettaglio. Ecco una guida dettagliata che illustra come definire l’identità del tuo brand.


    Moodboard

    Primo step fondamentale per realizzare una brand image vincente, un moodboard è una tavola visiva che raccoglie immagini, colori, font, texture e altri elementi che rappresentano l’atmosfera e lo stile desiderati per il tuo brand.

    È uno strumento utile per ottenere una visione chiara dell’immagine che desideri trasmettere e creare una base solida per il resto degli elementi visivi del marchio.


    Logo

    Come noto, il logo è l’elemento visivo distintivo di ogni brand, rappresenta la sua personalità, i suoi valori e la sua promessa.

    È essenziale che il logo sia riconoscibile, memorabile e rappresenti al meglio l’essenza del tuo business. Investire in un design professionale del logo è infatti decisivo nel creare una brand image forte e duratura, capace di fare la differenza nel proprio settore di riferimento.


    Definizione font e palette

    La scelta dei font e dei colori giusti è cruciale per trasmettere il tono e lo stile del tuo brand. I font devono essere coerenti con la personalità e il concept della tua attività, mentre la palette dei colori dovrebbe riflettere i valori e creare un’armonia visiva.

    Per una brand image coerente, quindi, è indispensabile definire un set di font e una palette di colori che saranno utilizzati in tutti i materiali di branding.


    Biglietti da visita

    I biglietti da visita sono uno strumento di comunicazione essenziale per le aziende: devono infatti rappresentare la brand image in modo professionale e fornire le informazioni di contatto in modo chiaro ed immediato, restando sempre coerenti con il resto del marchio.


    Firma email

    La firma email è un dettaglio spesso trascurato ma importante per trasmettere l’immagine del tuo brand in ogni comunicazione via email.

    Una firma email include il tuo logo, i tuoi dati di contatto e, se appropriato, elementi visivi che richiamano il tuo brand. Tutto ciò contribuirà a creare coerenza visiva e a rafforzare l’identità del tuo marchio.


    Cartellette, block notes e buste

    Che siano block notes, cartellette o buste personalizzate, tutti questi strumenti offrono un’opportunità per estendere la tua brand image oltre i confini digitali.

    Per sfruttarne al meglio le potenzialità, utilizza font, colori e loghi coerenti con il resto dell’identità visiva: l’unione di questi dettagli, infatti, contribuirà ad accrescere il valore percepito della tua azienda.


    Company profile, carta intestata e grafiche coordinate per i social

    Questi strumenti sono fondamentali per presentare il tuo brand in modo completo e professionale.

    La company profile dovrebbe riflettere l’essenza del tuo business e fornire una panoramica delle tue attività e dei tuoi valori.

    La carta intestata e le grafiche coordinate per i social media, invece, devono essere progettate in modo tale da trasmettere coerenza visiva e messaggi chiari sul tuo brand.


    Non solo visual: con la brand image rafforzi il legame con il tuo target

    La brand image richiede quindi coerenza e coesione in tutti gli aspetti visivi dell’azienda, così da contribuire alla creazione di un’immagine forte e riconoscibile per i Clienti.

    Investire tempo ed energie nella definizione e nella cura di ogni dettaglio, infatti, assicurerà al marchio notorietà oltre che il rafforzamento del legame con il suo pubblico, aspetto fondamentale per crescere e migliorare il posizionamento della propria attività.

  • Direttiva Omnibus: quello che devi sapere se hai un ecommerce

    Direttiva Omnibus: quello che devi sapere se hai un ecommerce

    Cosa cambia con la Direttiva UE Omnibus per chi ha un ecommerce? Scopri in questa news le novità introdotte a tutela dei consumatori, leggi l’approfondimento.

    Il 1° luglio 2023 è entrata ufficialmente in vigore anche in Italia la Direttiva UE 2019/2161, conosciuta come “Direttiva Omnibus”.

    Questa direttiva recepisce la nuova normativa europea per la tutela dei consumatori nel commercio B2C, focalizzandosi sulle pratiche commerciali scorrette e sulle clausole vessatorie.

    Le due principali aree di interesse per le aziende riguardano la comunicazione di riduzione dei prezzi e le pratiche commerciali scorrette e, nello specifico, in questo articolo scopriremo cosa cambia per chi ha un ecommerce con l’introduzione della nuova Direttiva.


    Comunicazione di riduzione dei prezzi

    Con la nuova normativa, ogni comunicazione riguardante sconti o riduzioni di prezzo deve indicare il prezzo più basso applicato alla generalità dei consumatori nei 30 giorni precedenti l’applicazione della riduzione.

    Questo significa che le aziende devono fornire un riferimento chiaro al prezzo precedente affinché i consumatori possano valutare effettivamente l’entità dello sconto.


    Quali annunci sono attenzionati dalla Direttiva Omnibus

    La disciplina si applica ad annunci come “saldi“, “offerte speciali“, “Black Friday“, “acquista oggi e non paghi l’IVA“, “vendite promozionali” e “liquidazione“.

    Tuttavia, ci sono annunci che non sono interessati dalla Direttiva, come ad esempio per gli annunci: “vendite sottocosto“, “prezzi di lancio“, offerte combinate o soggette a condizioni (come ad esempio l’offerta “3×2”) e offerte personalizzate (come le promozioni legate a programmi fedeltà o a Marketing Automation).

    A tal proposito, secondo quanto previsto dalla Direttiva, è comunque richiesto indicare nelle informazioni pre-contrattuali che i prezzi sono personalizzati sulla base di un processo decisionale automatizzato.

    La nuova normativa si applica agli annunci di riduzione di prezzo su tutti i canali distributivi e comunicativi, sia online che offline. Tuttavia, gli e-commerce B2C sono particolarmente colpiti, poiché devono intervenire sulle etichette e sui prezzi esposti negli shop online per adeguarsi alle nuove disposizioni.


    Pratiche commerciali scorrette

    La Direttiva Omnibus amplia, inoltre, la lista delle pratiche considerate scorrette. Alcuni esempi includono la vendita di beni con “dual quality”, ossia la proposta di beni con packaging identico ma diversa qualità, l’omissione del fornitore terzo di prodotti negli e-commerce, l’omissione dei parametri di classificazione nelle ricerche (ad esempio sui Marketplace), la mancata segnalazione degli annunci pubblicitari a pagamento e le recensioni non veritiere.


    Le novità riguardanti le recensioni

    Per quanto riguarda le recensioni dei consumatori accessibili agli altri utenti, sarà necessario indicare se e come le recensioni provengono da acquirenti reali e dotarsi degli strumenti e dei metodi per dimostrare la veridicità delle stesse.

    Saranno ammesse alcune pratiche, come richiedere ai clienti effettivi di inviare una recensione, selezionare le recensioni positive (avvertendo che si tratta di una selezione) e indicare se la recensione è stata richiesta dall’azienda.


    E il tuo ecommerce…è a norma?

    La Direttiva Omnibus rappresenta, alla luce delle novità introdotte, un notevole cambiamento per le aziende e i professionisti che lavorano con il proprio ecommerce, strumento ormai fondamentale per vendere i propri prodotti o servizi online.

    Nell’applicazione pratica della nuova normativa, però, è sempre bene ricevere l’assistenza di un esperto per evitare di incorrere in sanzioni e, quindi, danneggiare la propria attività.

    Se non hai ancora messo a norma il tuo ecommerce e desideri uno strumento efficiente, sicuro e a norma di legge, contatta gli Specialist Mr Keting, insieme a noi i saldi estivi sono tutta un’altra storia.

  • Cybersecurity e Ai: scenario, rischi e opportunità

    Cybersecurity e Ai: scenario, rischi e opportunità

    Si riaccende il dibattito internazionale relativo a Ai e cybersecurity. Tra allarmi degli esperti e rassicurazioni, quanto manca al punto di non ritorno?

    L’intelligenza artificiale torna protagonista del dibattito pubblico dopo qualche settimana di apparente calma: il ritorno in Italia di ChatGPT insieme con la conferenza RSA appena conclusa a San Francisco, hanno infatti riacceso la discussione che da inizio anno imperversa un po’ ovunque.

    Se di intelligenza artificiale si parla ufficialmente da oltre 40 anni, è solo da pochi mesi che l’argomento desta numerose e, considerati i rischi, motivate, preoccupazioni tra addetti ai lavori e non solo.

    Quali sono quindi pericoli e benefici che l’Ai potrebbe avere nella quotidianità di aziende, liberi professionisti e attività commerciali in genere? Quale il suo impatto sulla cybersicurezza? Proviamo a fare il punto qui.


    Le (nuove) carte in tavola

    A dare una definizione per il fenomeno Ai è il direttore della cybersecurity dell’Agenzia per la sicurezza nazionale statunitense (Nsa) Rob Joyce che, in occasione della RSA ha dichiarato la nuova tecnologia una vera e propria esplosione non ancora completata.

    Impossibile secondo Joyce non considerare il rapporto tra Ai e malware: la difesa dei sistemi informatici e gli strumenti a disposizione, in questo senso, cambiano totalmente di prospettiva rispetto a quanto finora conosciuto.

    Nel delineare lo scenario prossimo futuro, infatti, è impossibile non interrogarsi sul ruolo degli hacker nello sviluppare e distribuire malware capaci di mettere a soqquadro i più sofisticati sistemi del settore pubblico e privato.

    Sfruttando la tecnologia Ai, infatti, i malintenzionati hanno la possibilità di automatizzare gli attacchi, producendo effetti catastrofici a caduta con importanti ripercussioni per TUTTI.


    Tra preoccupazioni degli esperti e pericoli concreti

    A mettere in guardia sui rischi di ulteriori sviluppi dell’AI è proprio il suo padrino, Geoffrey Hinton che, dopo 10 anni in Google come responsabile delle attuali intelligenze artificiali, inverte la rotta e consegna le dimissioni dichiarando che “la tecnologia può essere pericolosa”.

     Oltre al padrino dell’Ai, sono stati numerosi e altrettanto qualificati gli esperti che negli ultimi mesi hanno messo in guardia circa i potenziali pericoli dello sviluppo dell’Ai, come, appunto, il rapporto tra Ai e malware.

    Benché i chatbot Ai siano incapaci di sviluppare da zero nuovi malware, infatti, bisogna considerare il fatto che gli hacker potrebbero modificare malware esistenti proprio con l’Ai, allo scopo di modificarne caratteristiche e comportamento.

    Se questo dovesse accadere, gli attuali strumenti di cybersicurezza, come gli antivirus, non sarebbero in grado di riconoscerli e quindi nemmeno di segnalarne la versione, producendo danni irreparabili verso sistemi informatici dei più evoluti.


    L’Ai che fa bene ad aziende, PMI e industria 4.0

    Al centro del dibattito internazionale, però, anche le opportunità che l’intelligenza artificiale è senza dubbio capace di assicurare per la crescita e lo sviluppo del sistema economico.

    Primo tra tutti in materia di cybersicurezza, l’aspetto di acceleratore della difesa: avvalendosi infatti delle caratteristiche specifiche dell’Ai, tra le quali analisi e automazione dei grandi dati, è possibile individuare modelli di sfruttamento delle vulnerabilità, fornendo così aiuto concreto alle imprese per definire le priorità relative alla sicurezza.

    Ulteriore aspetto positivo insito nella tecnologia Ai, ad esempio, la possibilità di automatizzare processi relativi al customer service, come testimonia Mr Askme, l’assistente virtuale frutto della collaborazione tra Mr Keting e Open Ai che supporta i clienti e aiuta PMI a raggiungere i propri obiettivi in tutta sicurezza.

    L’industria 4.0, infine, già da anni vicina alle innovazioni proprie dell’intelligenza artificiale, potrebbe ulteriormente incrementare il livello di cybersicurezza fino ad arrivare, chissà, a non doversene più preoccupare.

  • Digital Branding: come costruire il Brand di una PMI

    Digital Branding: come costruire il Brand di una PMI

    Il Brand aiuta le aziende B2B a dimostrare le proprie competenze e vincere la concorrenza. Ecco come costruirlo perché sia efficace e strategico.

    Il Branding è il processo che porta alla costruzione di un Brand, non tanto sulla carta quanto nel cuore dei clienti. Le aziende B2C l’hanno capito ormai da tempo, ma anche chi lavora nel B2B può costruire una propria identità, anzi. Se il processo di costruzione del Brand passa per il web e diventa Digital Branding, le PMI lombarde possono uscire dal loro mercato regionale e aprirsi a nuove collaborazioni sia in Italia che all’estero. Scopriamo insieme come si fa Digital Branding e cosa ti serve per costruire il Brand della tua attività.


    Il Brand va ben oltre un logo

    Spesso le PMI pensano che il Brand sia solo l’ennesima parola inglese per indicare il proprio logo, ma c’è molto di più. Un Brand è il modo in cui il mercato percepisce un’azienda e comprende sia i colori, il font e il pittogramma del logo, ma anche tutti i valori che questi simboli portano con sé nell’immaginario degli utenti.

    Prendiamo un esempio pratico: quando vediamo il simbolo Ferrari, ma anche BMW o Audi, non ci soffermiamo tanto sull’uso dei colori – giallo, bianco/azzurro, argento – , o ai simboli – un cavallino, una scacchiera, 4 cerchi – ma la nostra mente va subito verso un significato più profondo che include velocità, tecnologia, sicurezza, affidabilità. Ecco, questo è un Brand.


    I requisiti per fare Digital Branding

    Fare Digital Branding significa costruire la propria immagine in Rete, ma anche in questo caso bisogna andare oltre al significato letterale del termine e capire cosa questo inglesismo comporta per le PMI.

    Un’azienda B2B di Bergamo, di Brescia o di qualsiasi altra provincia italiana che decide di fare Digital Branding, deve avere alcuni requisiti e valori che sono imprescindibili per costruire un Brand di successo:

    • Deve riconoscere nella Rete uno strumento utile per promuovere la propria attività
    • Deve aver ben chiari i suoi punti di forza e di debolezza
    • Deve essere disposta ad investire per diventare un riferimento di mercato
    • Deve farsi supportare da un team di specialisti della comunicazione

    Se credi in almeno 2 due punti appena descritti, puoi ritenerti un’azienda Smart e hai buone possibilità di costruire un brand efficace. Sei pronto a sapere come fare? Iniziamo!


    Come costruire un Brand B2B

    Il processo di costruzione di un Brand B2B è uguale a quello di un Brand B2C: i clienti percepiscono il Brand nel momento in cui lo conoscono, ci hanno interagito e hanno ben chiari i valori che esso veicola.

    Il riconoscimento di un Brand avviene in modo graduale e spontaneo, ma le aziende possono attivare strategie di Digital Marketing per incrementare questo processo. Ecco gli aspetti fondamentali per fare Digital Branding e costruire il proprio Brand:

    – Fatti conoscere

    Il punto zero per la costruzione di un Digital Brand è la sua diffusione. L’80% degli utenti sia B2B che tu B2B quando viene in contatto con un marchio, un nome o uno slogan, per prima cosa va on line a vedere a cosa si riferisce. Se on line trova un riferimento, approfondisce la conoscenza di marca e impara a riconoscere il Brand, se non trova nulla, la marca sfumerà nella memoria, e con essa le tue possibilità di acquisire un nuovo cliente.

    Aprire una pagina Facebook e abbandonarla a se stessa o avere un sito web con 5 pagine non è Digital Branding. Digital Branding è impegnarsi ogni giorno per condividere contenuti interessanti che accorciano le distante tra i clienti e le aziende.

    Giulia Agliardi 

    – Instaura relazioni

    Dietro ad ogni CEO, ad ogni AD, ad ogni responsabile acquisti, c’è una persona in carne ed ossa. Usciamo dal pregiudizio che quando si tratta di aziende B2B le relazioni umane sono superate e impariamo a dialogare con i nostri clienti, ascoltare le loro richieste, condividere i loro obiettivi, e dimostriamo loro che la nostra attività ha la risposta di cui hanno bisogno. Più creiamo relazioni con i nostri partner in affari, più facciamo conoscere il nostro nome e inneschiamo quel processo che porta alla creazione di un Brand forte.

    – Mantieni un’immagine coordinata

    Quando comunichi in Rete e fuori dalla Rete, cerca di mantenere sempre un’immagine coordinata dal punto di vista dello stile, del tono di voce, degli argomenti trattati. Per trasformare la tua marca in un Brand, gli utenti devono imparare a riconoscere al primo sguardo i tuoi valori attraverso la tua immagine, e se la tua immagine cambia di continuo, questa magia difficilmente accade.

    Molte PMI B2B di Bergamo e Brescia si basano su valori forti, ma per fretta o distrazione non hanno costruito una loro immagine univoca. Dai biglietti da visita con il vecchio logo, a pagine Social che hanno nomi simili ma mai uguali, questo modo di comunicare disorienta l’utente. In Mr Keting costruiamo Brand univoci proprio per non lasciare spazio a fraintendimenti.

    Paolo Cristini

    – Affidati ai professionisti

    Ti sei mai chiesto cosa c’è dietro i grandi nomi dell’industria italiana? Quello che spesso chiamiamo logo e consideriamo un Brand è la somma di valori, aspetti grafici e strategie di promozione che non sono mai scelte per caso. Se vuoi che il tuo marchio diventi un Brand nel tuo settore, rappresenti i tuoi valori e ti aiuti a dimostrare chi sei: affidati a degli specialisti della comunicazione.


    In Mr Keting abbiamo una squadra di grafici, copywriter ed esperti di marketing che ti aiutano a costruire il tuo Brand, lo diffondono in Rete e lo trasformano in un riferimento per tutti i tuoi clienti, vecchi e futuri.

     

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