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  • Digital detox vs brand presence: come comunicare in estate

    Digital detox vs brand presence: come comunicare in estate

    Con l’arrivo di agosto, il panorama della comunicazione digitale entra in una fase diversa, quasi sospesa. Le persone rallentano, si allontanano dagli impegni quotidiani e, consapevolmente o meno, si concedono una pausa dal sovraccarico informativo.

    Questo fenomeno, noto come Digital Detox, porta con sé un cambio nel modo di fruire i contenuti. La navigazione non si interrompe, ma si fa più fluida, meno frenetica, spesso più visuale.

    In questo scenario, i brand si trovano davanti a una sfida: come restare presenti senza risultare invadenti? Come comunicare con un’audience meno ricettiva, senza forzare i messaggi?

    A fare la differenza è la capacità di leggere il momento e adattare tono e strategia con equilibrio, sensibilità e intelligenza.

    Cos’è il Digital Detox?

    Il termine Digital Detox, indica la scelta consapevole di ridurre — o sospendere — l’esposizione ai dispositivi digitali per recuperare attenzione, energia mentale e benessere.

    È una risposta crescente al sovraccarico informativo quotidiano e alla pressione della connessione continua.

    Questa pratica non riguarda solo la sfera personale, ma ha un impatto diretto anche sui comportamenti digitali collettivi: meno interazioni impulsive, più selettività, tempi di risposta dilatati.

    Non si tratta di assenza, ma di una presenza diversa, più misurata.

    Per i brand, riconoscere questo cambiamento è fondamentale.

    Ignorarlo rischia di compromettere la rilevanza della comunicazione. Comprenderlo, invece, apre nuove opportunità per costruire un dialogo più autentico.

    Woman hand using smartphone to do work business, social network, communication concept.

    Perché comunicare in estate è un’opportunità

    Ad Agosto, molti brand scelgono di rallentare – o persino fermare – la comunicazione, convinti che il pubblico sia meno presente online.
    Ma è davvero così? In realtà, l’engagement non scompare: cambia forma. Con meno rumore competitivo, i contenuti in sintonia con il momento trovano più spazio per emergere e attirare attenzione.

    Il clima estivo apre la strada a una comunicazione più autentica, meno promozionale e più empatica. È il momento ideale per costruire relazioni, sperimentare toni più leggeri e introdurre — con misura — temi che torneranno centrali in autunno.

    Comunicare ad agosto non è un rischio, ma una scelta consapevole: chi lo fa con consapevolezza può trasformare un periodo apparentemente “vuoto” in un’opportunità concreta di posizionamento. E chi riesce a farlo bene, arriva a settembre con un vantaggio competitivo già attivo — più riconoscibile, più credibile.

    Come Ikea ha comunicato l’estate

    Un esempio efficace? IKEA Italia. Con una comunicazione semplice ma significativa, ha saputo cogliere il bisogno diffuso di rallentare.

    In un post del 17 giugno, invita esplicitamente gli utenti a fermarsi, smetterla di “scrollare” e respirare, usando l’immagine di una sedia: simbolo immediato di comfort e pausa.

    Il messaggio si inserisce con naturalezza nel contesto del digital detox: riconosce un’esigenza reale, parla con empatia e non forza l’attenzione. Una presenza capace di creare una vera connessione.

    Il 4 luglio, Ikea rilancia con un nuovo post: un’amaca in giardino e la scritta “programmi per l’estate: questo e il suono delle cicale in sottofondo”. Nessuna call to action, solo atmosfera.

    Un approccio che dimostra come sia possibile restare rilevanti anche in estate, adattando tono e messaggi al momento e rafforzando la relazione con l’audience.

    Screenshot
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    Una questione di ascolto e presenza

    La realtà è che ad agosto l’attenzione cala: le interazioni diminuiscono, i numeri sono più bassi e il pubblico è meno coinvolto. Ma questo non significa spegnere del tutto la comunicazione.

    La chiave è rallentare anche nel linguaggio, scegliendo contenuti semplici, visivi ed emozionali. Invece di inseguire la performance, puntare alle connessione.
    Meglio pochi messaggi, ma coerenti con il momento e capaci di lasciare una traccia duratura.

    Chi riesce a comunicare così in estate non solo mantiene viva la relazione con il proprio pubblico, ma a settembre riparte già in vantaggio: più riconoscibile, più vicino, più rilevante.

    Vuoi comunicare il tuo brand in modo efficace anche in estate?

  • Siti non accessibili? Ecco i rischi per bandi e business

    Siti non accessibili? Ecco i rischi per bandi e business

    Dal 28 giugno 2025, l’European Accessibility Act (EAA) introduce un cambiamento sostanziale nel panorama digitale: tutti i siti web, le applicazioni e le piattaforme online dovranno garantire l’accesso pieno e senza ostacoli a ogni utente, indipendentemente dalle sue capacità.

    Non si tratta più solo di un impegno etico o di una scelta legata alla responsabilità sociale: l’accessibilità diventa un requisito legale a tutti gli effetti, con implicazioni concrete per aziende, enti pubblici e fornitori di servizi digitali.

    I siti non accessibili, cioè quelli che non rispettano gli standard internazionali, rischiano di escludere milioni di utenti e, allo stesso tempo, di far perdere alle aziende opportunità concrete.

    In Italia, l’Accessibility Act richiede la piena conformità alle linee guida WCAG 2.1, già adottate dalla Pubblica Amministrazione e sempre più presenti nei requisiti di bandi pubblici e partnership commerciali.

    Adeguarsi significa mettere in regola il proprio sito, evitare sanzioni e prepararsi a un mercato digitale dove l’accessibilità è sinonimo di innovazione, competitività e reputazione.

    Accessibilità e bandi pubblici: cosa sta cambiando? 

    Con l’entrata in vigore dell’Accessibility Act, cresce il numero di bandi pubblici, italiani ed europei, che richiedono la conformità ai requisiti di accessibilità digitale, come le linee guida WCAG 2.1. Le pubbliche amministrazioni non accettano più dichiarazioni generiche: richiedono prove concrete, come audit tecnici, dichiarazioni di accessibilità aggiornate e report di conformità.

    Chi presenta siti non accessibili rischia l’esclusione immediata dalla gara o penalizzazioni nel punteggio finale.

    Normative come la Direttiva UE 2016/2102 e lo standard EN 301 549 fissano criteri chiari e controlli rigorosi. Essere conformi non è più un’opzione: è una condizione necessaria per accedere a fondi e opportunità pubbliche.

    Non solo PA: l’accessibilità come requisito nelle opportunità commerciali

    Non solo la Pubblica Amministrazione impone oggi criteri di accessibilità. Anche molte grandi aziende, soprattutto multinazionali e realtà B2B internazionali, stanno integrando la conformità agli standard di accessibilità digitale nei loro requisiti contrattuali. Questo perché l’accessibilità è sempre più letta come un elemento chiave per la responsabilità sociale d’impresa (CSR) e per il rispetto dei criteri ESG (Environmental, Social, Governance).

    Un sito non conforme può diventare un ostacolo a partnership strategiche, forniture o gare commerciali, impedendo di accedere a importanti opportunità. In questo scenario, avere canali digitali accessibili è non solo un dovere etico, ma anche una leva competitiva fondamentale per consolidare la reputazione aziendale e favorire relazioni di lungo termine con clienti e fornitori.

    Unrecognizable man filling application form. Businessman checking papers. He signing document. Manager working with report. Financial report concept

    Da dove iniziare? Il percorso consigliato

    Il primo passo verso la conformità all’Accessibility Act consiste in un’analisi tecnica approfondita del proprio sito o piattaforma digitale, con una verifica puntuale dei requisiti WCAG 2.1. Successivamente si definisce una roadmap personalizzata, che individua gli interventi necessari per adeguare progressivamente il sito, garantendo la tracciabilità di ogni fase.

    Questo approccio consente di pianificare l’adeguamento senza interrompere l’attività quotidiana, ottimizzando tempi e risorse.

    Compliance e competitività: un binomio strategico per le aziende

    Adeguare oggi i propri canali digitali agli standard di accessibilità significa prepararsi in anticipo a un mercato sempre più attento a inclusione e sostenibilità. Le organizzazioni che investono nell’accessibilità dimostrano innovazione e lungimiranza, evitando interventi d’urgenza e costosi correttivi all’ultimo momento.

    A completamento del processo, Mr Keting rilascia un attestato di conformità, utile come documentazione ufficiale da allegare in fase di candidatura o gara. Uno strumento concreto che certifica l’impegno verso l’accessibilità e rafforza la credibilità digitale dell’organizzazione.

  • Da zero a Perfex: il valore strategico dell’open source spiegato alle PMI

    Da zero a Perfex: il valore strategico dell’open source spiegato alle PMI

    Non è stato un semplice workshop tecnico.

    Lo scorso 30 giugno, presso la Camera di Commercio di Milano, si è tenuto “Da zero a Perfex”, un evento pensato per offrire alle PMI italiane uno sguardo nuovo – e soprattutto concreto – sulla digitalizzazione dei processi aziendali.

    A guidare l’incontro è stato Ivan Agliardi, CTO di Mr Keting e innovation manager certificato MISE, che ha costruito un percorso in grado di unire formazione operativa, casi d’uso reali e una riflessione più ampia sul ruolo dell’open source all’interno delle imprese.

    Oltre la tecnologia: prima i processi

    In un contesto in cui spesso la tecnologia viene proposta come una “soluzione magica”, il workshop ha scelto di fare il contrario: rimettere al centro i processi, prima ancora degli strumenti.

    Perfex – il CRM open source protagonista dell’incontro – non è stato presentato come un prodotto da installare, ma come una base flessibile su cui costruire, in modo consapevole, la propria organizzazione aziendale.

    Camera di commercia Milano

    Una cultura organizzativa, prima ancora che tecnica

    Fin dalle prime battute, Ivan ha invitato i partecipanti – imprenditori, professionisti e operatori del mondo PID – a porsi le domande giuste: Come comunichiamo tra reparti? Come gestiamo le richieste dei clienti? Come archiviamo offerte e preventivi?

    È solo a partire da queste domande che si può progettare un sistema digitale coerente, realmente funzionale alle esigenze aziendali. In questo scenario, Perfex si rivela uno strumento ideale: open source, personalizzabile, modulare, pensato per le PMI che desiderano digitalizzare i propri flussi mantenendo pieno controllo.

    Mr flow CRM
    People working on a laptop in a meeting

    L’open source come leva strategica

    Come raccontato anche da StratupItalia in un recente approfondimento, l’open source sta vivendo una nuova stagione nelle imprese italiane, non solo per ragioni economiche, ma per la sua capacità di offrire trasparenza, autonomia e flessibilità.

    Nel corso del workshop, questi valori sono stati concretamente messi in pratica attraverso una demo guidata, basata su scenari reali: dalla gestione dei ticket interni alla tracciabilità delle attività operative, fino alla digitalizzazione dei preventivi.

    Non si è parlato di software “chiavi in mano”, ma di metodo, struttura e capacità di ottimizzare processi che spesso vengono affrontati con strumenti improvvisati o scollegati tra loro.

    Ivan ha sottolineato come la vera forza dell’open source stia nella possibilità di modellare il software sulle persone – e non viceversa. Ed è proprio in quest’ottica che Perfex può diventare uno strumento potente, a patto che venga inserito all’interno di un progetto guidato da chi conosce davvero le dinamiche aziendali.

    Mr FLow: da Perfex a soluzione integrata

    L’esperienza maturata in anni di consulenze e implementazioni ha portato Mr Keting a sviluppare Mr Flow, una piattaforma CRM evoluta, costruita a partire da Perfex e pensata per rispondere in modo mirato alle esigenze delle PMI italiane.

    Mr Flow non è un pacchetto preconfezionato, ma un sistema modulare, personalizzabile e integrabile. Nasce per accompagnare la crescita aziendale, offrire visione su ciò che accade in azienda e semplificare i passaggi che spesso rallentano le attività quotidiane.

    Scegliere Mr Flow significa adottare non solo uno strumento, ma un approccio strategico alla digitalizzazione, guidato da professionisti che conoscono il linguaggio delle imprese.

    In questo senso, il workshop alla Camera di Commercio ha rappresentato solo il primo passo di un percorso più ampio, fatto di affiancamento, formazione e sviluppo su misura.

    Mr Flow CRM Mockup

    Un invito alla consapevolezza digitale

    Il messaggio emerso è chiaro: adottare strumenti digitali non basta per definirsi digitali. Serve metodo, cultura del processo e una visione integrata.

    L’open source, se guidato da competenze reali, può diventare una leva concreta di trasformazione. Non solo per ottimizzare flussi e architetture, ma per cambiare la mentalità con cui un’impresa guarda a sé stessa.

    Chi ha partecipato al workshop non è tornato a casa con un nuovo tool, ma con un nuovo schema di lettura: quello che trasforma le criticità operative in occasioni di crescita.

    Vuoi scoprire se Mr Flow è adatto alla tua realtà?

    Visita la pagina dedicata a Mr Flow e richiedi una demo gratuita.

    Ti mostreremo come costruire insieme una piattaforma operativa in grado di rispecchiare davvero il tuo modo di lavorare – e aiutarti a lavorare meglio.

  • EUROPEAN ACCESSIBILITY ACT IN ITALIA: MULTE FINO A 40.000€ PER LE AZIENDE

    EUROPEAN ACCESSIBILITY ACT IN ITALIA: MULTE FINO A 40.000€ PER LE AZIENDE

    A partire dal 28 giugno 2025, in Italia entrerà ufficialmente in vigore l’European Accessibility Act (EAA), una normativa europea che impone alle aziende l’obbligo di rendere accessibili i propri siti web, app e servizi digitali anche alle persone con disabilità visive, uditive, motorie e cognitive.

    Le imprese che non si adegueranno in tempo rischiano sanzioni fino a 40.000 euro, oltre alla possibilità di vedersi ritirati i prodotti digitali dal mercato o esclusi da gare pubbliche.

    Cosa prevede l’European Accessibility Act in Italia?

    L’obiettivo dell’European Accessibility Act in Italia è garantire che ogni cittadino, a prescindere dalla propria condizione fisica o sensoriale, possa navigare, informarsi, acquistare e comunicare online in modo autonomo e senza ostacoli.

    L’Accessibility Act obbliga le aziende a progettare i propri servizi digitali secondo i principi dell’accessibilità universale, introducendo requisiti tecnici minimi da rispettare su:

     

    • Siti web
    • App mobili
    • E-commerce
    • Servizi bancari digitali
    • Comunicazioni elettroniche (email, chat, VoIP)
    • Streaming e TV on demand
    • Documenti digitali
    • Servizi pubblici online
    Mr Keting - European Accessibility ACT in Itlia: Multe finoa 40.000 € per le aziende

    EAA: il web è un diritto di tutti

    Rendere accessibile la propria piattaforma digitale significa permettere a milioni di persone con disabilità di navigare senza ostacoli, informarsi, fare acquisti e comunicare in autonomia online.

    È molto più di un obbligo normativo: è un segno concreto di rispetto verso chi affronta ogni giorno barriere digitali che oggi, grazie agli sviluppi della tecnologia, possono essere evitate.

    Quali sono le aziende che devono adeguarsi?

    In Italia, devono adeguarsi alla normativa dell’European Accessibility Act, tutte le aziende che offrono prodotti o servizi digitali al pubblico in possesso dei seguenti requisiti:

     

    • Più di 10 dipendenti
    • Fatturato superiore a 2 milioni di euro
    • Microimprese (≤10 dipendenti e ≤2 milioni di fatturato) che non offrono servizi digitali al pubblico, ma offrono prodotti digitali (es: podcast, musica, e-book, etc.)
    • Microimprese che realizzano prodotti digitali conto terzi
    Mr Keting - European Accessibility ACT in Itlia: Multe finoa 40.000 € per le aziende

    Vendita di prodotti digitali: nessuno è esente

    Per quanto riguarda la vendita di prodotti digitali, a differenza dei servizi, tutte le aziende italiane (anche le microimprese) devono rispettare i requisiti previsti dall’EAA.

    I prodotti digitali includono:

     

    • E-book o guide PDF
    • Modelli e template
    • Musica e podcast
    • Fotografie e illustrazioni digitali

    Qual è la differenza tra prodotti e servizi digitali?

    La principale differenza tra prodotti e servizi digitali sta nella modalità di fornitura.

    I prodotti digitali sono beni intangibili, come ebook o software, che vengono acquistati e scaricati dal consumatore. I servizi digitali, invece, sono prestazioni che vengono offerte al consumatore, come ad esempio un abbonamento a un servizio di streaming o un corso online.

    Quindi, le microimprese devono adeguarsi all’European Accessibility Act solo se forniscono al consumatore prodotti digitali. Se, al contrario, si occupano esclusivamente della fornitura di servizi digitali, le microimprese sono esentate dagli obblighi dell’EAA.

    Mr Keting - European Accessibility ACT in Itlia: Multe finoa 40.000 € per le aziende
    Mr Keting - European Accessibility ACT in Itlia: Multe finoa 40.000 € per le aziende

    European Accessibility Act: le sanzioni previste

    Il mancato adeguamento all’EAA può comportare alle aziende pesanti sanzioni:

     

    • Multe da 5.000 a 40.000 euro
    • Sanzioni fino al 5% del fatturato annuo
    • Ritiro dal mercato di prodotti o servizi digitali
    • Esclusione da bandi e finanziamenti pubblici
    • Reclami e segnalazioni all’AGID

    Tutti i vantaggi di rendere la tua piattaforma accessibile

    Rendere accessibile un sito web non è solo un dovere legale, ma anche un vantaggio competitivo.

    Essere accessibili significa offrire un’esperienza inclusiva a milioni di utenti con disabilità, ampliare il proprio mercato potenziale, migliorare l’usabilità per tutti gli utenti e rafforzare la brand reputation, aumentando la responsabilità sociale d’impresa.

    Mr Keting - European Accessibility ACT in Itlia: Multe finoa 40.000 € per le aziende

    Come rendere accessibile la tua piattaforma digitale?

    I problemi più comuni su siti web e altri servizi digitali riguardano:

     

    • Contrasto cromatico insufficiente tra testo e sfondo
    • Mancanza di testo alternativo nelle immagini
    • Moduli compilabili senza etichette
    • Navigazione non accessibile da tastiera e limitata al solo uso del mouse
    • Titoli e sezioni disorganizzate
    • Link generici (“clicca qui”) non descrittivi
    • Nessuna trascrizione nei contenuti audio/video
    • Interfacce poco intuitive

     

    Per risolvere tutte queste problematiche l’unico modo è rivolgersi a tecnici e sviluppatori esperti in grado di apportare tutte le modifiche
    necessarie previste dall’EAA.

    Mr Keting - European Accessibility ACT in Itlia: Multe finoa 40.000 € per le aziende

    Rendi accessibile il tuo sito web con Mr Keting!

    Se stai cercando un partner di fiducia per rendere accessibile il tuo sito web e tutti i tuoi servizi digitali sei nel posto giusto.

    Da Mr Keting, i nostri sviluppatori restano costantemente aggiornati sulle normative, per mettere la tua azienda in regola con l’European Accessibility Act.

    Non aspettare oltre. Hai tempo fino al 28 giugno per evitare sanzioni e danni reputazionali.

  • Cuborcar, Mr Keting e Feralpisalò: cresce la cultura d’impresa

    Cuborcar, Mr Keting e Feralpisalò: cresce la cultura d’impresa

    Il 19 novembre 2024, a Calcinato (BS) si è tenuta l’inaugurazione della nuova sede operativa di Cuborcar, già attiva da luglio.

    Per l’occasione, oltre 100 partner della società calcistica Feralpisalò si sono riuniti per celebrare una cultura d’impresa condivisa e nuove opportunità di crescita e innovazione.

    Nella suggestiva cornice della nuova sede, i fondatori di Cuborcar Raimondo Cuccuru, Valentino Borghi e il nuovo amministratore Alessandro Borghi hanno accolto gli ospiti con grande ospitalità ed entusiasmo.

    Presente anche Giuseppe Pasini, presidente di Feralpisalò e figura chiave nell’industria bresciana, per vivere questo prezioso momento di incontro, confronto e condivisione.

    40 anni di crescita e innovazione nella logistica industriale

    Fondata negli anni ’80, Cuborcar è concessionario ufficiale Toyota per la provincia di Brescia occupandosi di noleggio, vendita e assistenza di carrelli elevatori e soluzioni per la movimentazione industriale.

    Per Cuborcar, la nuova sede di Calcinato rappresenta un enorme salto qualitativo in termini di spazi, accoglienza, showroom e servizi per la clientela.

    Durante l’evento, il CEO Alessandro Borghi ha illustrato con entusiasmo la visione che guida l’azienda, ispirata anche ai principi del leggendario ingegnere giapponese Taiichi Ōhno, padre del Toyota Production System.

    Una filosofia che coniuga concretezza, rispetto e innovazione continua per la crescita sostenibile dell’impresa.

    Mr Keting - Storie B2B Feralpisalo Cubor-Car

    Feralpisalò: generare valore dall’unione di sport e impresa

    Come Cuborcar, anche Feralpisalò integra una forte cultura d’impresa nella propria organizzazione.

    Durante l’evento, la società calcistica bresciana ha presentato i risultati della prima parte di stagione, con particolare attenzione alla crescita digitale, alle collaborazioni con gli sponsor e ai progetti di responsabilità sociale intrapresi.

    Tutto questo per generare valore sul territorio: attraverso lo sport, infatti, Feralpisalò punta alla crescita dei giovani e delle comunità locali, promuovendo relazioni autentiche, tramite una rete consolidata di partner uniti dall’iconico stemma verdeblu dei “Leoni del Garda”.

    Mr Keting - Storie B2B Feralpisalo Cubor-Car
    Mr Keting - Storie B2B Feralpisalo Cubor-Car

    Mr Keting il partner digitale di Cuborcar e Feralpisalò

    Proprio per valorizzare questa sinergia, Cuborcar e Feralpisalò hanno scelto Mr Keting come partner digitale per potenziare la comunicazione digitale e i processi online.

    Attualmente la nostra web agency sta sviluppando per Cuborcar un nuovo sito istituzionale composto da:

    • un wizard interattivo per configurare carrelli elevatoriintegrazioni di marketing automation per gestire lead e richieste
    • un’area post-vendita intuitiva per assistenza
    • un design aggiornato, in linea con l’identità Toyota e i valori aziendali

    Per Feralpisalò, invece, collaboriamo già da anni su progetti digitali altamente innovativi, affiancando il Club nella creazione di contenuti per il sito web, nella gestione social e nel rafforzamento del brand nel mondo sportivo e imprenditoriale.

    Mr Keting - Storie B2B Feralpisalo Cubor-Car

    Una sinergia che unisce impresa, sport e innovazione digitale

    La partnership tra Feralpisalò, Cubor Car e Mr Keting si fonda su una profonda stima reciproca e una visione condivisa di leadership, innovazione e cultura d’impresa.

    Giuseppe Pasini, presidente di Feralpisalò, Alessandro Borghi, amministratore di Cuborcar, e Antonio Conti, founder di Mr Keting, sono i protagonisti di questo entusiasmante progetto.

    Tra noi abbiamo instaurato relazioni autentiche e di fiducia, che oggi guidano con successo ogni nostra iniziativa.

    Comunicare per crescere: la nuova frontiera dell’impresa

    L’inaugurazione di Cuborcar, con il supporto di Feralpisalò, è molto più di un semplice evento istituzionale: questo incontro incarna una cultura d’impresa moderna che unisce innovazione, relazioni umane e condivisione.

    E in questo scenario, la comunicazione digitale diventa uno strumento chiave per esprimere al meglio i valori che ci rappresentano e creare nuove opportunità di crescita e unione.

    Per questo motivo, Mr Keting continua a sostenere e promuovere con orgoglio questa collaborazione, come occasione unica di fare squadra anche fuori dal campo.

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  • Tone of voice: esempi e come crearlo

    Tone of voice: esempi e come crearlo

    Cos’è il tone of voice e come scegliere quello ideale per il tuo brand? Scopri il suo significato e tanti esempi pratici. Leggi la news dei nostri esperti!

    Le parole sono il cuore pulsante della comunicazione. Non solo trasmettono un messaggio, ma danno forma a emozioni e stati d’animo, creando connessioni profonde con i nostri interlocutori.

    Le parole giuste ci permettono di entrare in sintonia con gli altri, tuttavia questo dipende anche dal tono di voce con cui le pronunciamo. Per esempio, parole gentili, come “grazie” e “per favore”, possono evocare sensazioni positive in chi ci ascolta.

    Ma prova ad immaginare le stesse espressioni dette con un tono di voce aggressivo: se pronunciato con rabbia, “per favore” può sembrare sarcastico o impaziente, mentre “grazie” può sembrare ironico o forzato, come se il ringraziamento non fosse sincero.

    Ecco perché scegliere le parole corrette non basta: la chiave è abbinarle al giusto tone of voice se vogliamo esprimere al meglio il messaggio, le nostre emozioni e la nostra personalità. E ovviamente, tutto questo vale anche per il tuo brand.

    Tone of voice: la chiave per rendere unico il tuo brand

    Il tone of voice (TOV) è il modo in cui un brand parla e si relaziona con i consumatori. È l’insieme di parole, toni e stili che riflettono la sua personalità, i suoi valori e la sua missione, creando un’identità unica, ben definita e riconoscibile.

    Un tone of voice efficace non solo comunica, ma cattura e fidelizza il pubblico. Si tratta di una strategia di stile che non stabilisce cosa dire, ma piuttosto come dirlo, con lo scopo di trasmettere l’essenza del marchio e creare relazioni durature con il target.

    Il modo in cui diciamo le cose, infatti, è più importante del messaggio in sé, perché non sono i concetti, bensì le emozioni che esprimiamo a lasciare un’impronta indelebile negli interlocutori.

    Arrivati a questo punto, è importante chiedersi: che tipo di impronta vogliamo lasciare nella mente di chi ci ascolta?

    Come trovare il tone of voice del tuo brand

    Per definire il tone of voice ideale per il tuo brand, devi prima comprendere come desideri essere percepito dagli altri. Che personalità vuoi dare al tuo marchio? La risposta a questa domanda è la chiave per trovare l’impronta da trasmettere al tuo pubblico.

    Arrivati a questo punto, è importante chiedersi: che tipo di impronta vogliamo lasciare nella mente di chi ci ascolta?

    Personalità di brand: 12 archetipi e 5 dimensioni

    Nel 1954, Carl Gustav Jung catalogò 12 archetipi di brand, che ancora oggi aiutano le aziende a definire la propria personalità sulla base dei bisogni fondamentali del pubblico di riferimento.

    Anni dopo, nel 1997, Jennifer Aaker riassunse i tratti delle personalità di brand in 5 dimensioni:

    1. Sincerità: caloroso, onesto e amichevole.
    2. Entusiasmo: dinamico, giovane e pieno di energia.
    3. Competenza: affidabile, autorevole e responsabile.
    4. Raffinatezza: sofisticato, elegante e di alta qualità.
    5. Asprezza: forte, audace, irriverente e anticonformista.

    Individuare quali delle precedenti caratteristiche rappresentano il tuo brand, ti aiuterà a definire il tone of voice con maggiore precisione ed efficacia per fare breccia nel cuore e nella mente del tuo target.

    Ecco qui il modello personalitov, uno strumento molto utile per stabilire l’identità aziendale insieme al suo tone of voice.

    4 tipi di tone of voice: esempi pratici

    Come abbiamo visto finora, il tone of voice varia a seconda dell’identità del brand e dei bisogni del pubblico di riferimento.

    Sebbene ogni marchio sia unico nelle sue molteplici sfumature, possiamo distinguere 4 tipi di tone of voice. Vediamoli nel dettaglio.

    Formale vs. informale

    I toni formali sono concisi, eleganti e istituzionali. Possono risultare un po’ freddi, ma sono ideali per settori come la finanza o brand di lusso, dove è importante trasmettere competenza, autorevolezza oppure esclusività.

    I toni informali, invece, puntano su una comunicazione più colloquiale, perfetta per brand che vogliono instaurare un rapporto empatico, diretto e amichevole con il pubblico.

    Esempi:

    Formale

    Esempio di Immagine Formale - Mr Keting
    Esempio di Immagine Formale – Mr Keting

    Informale

    Esempio di Immagine Informale - Mr Keting
    Esempio di Immagine Informale – Mr Keting

    Serio vs. divertente

    Un tono serio è adatto a temi delicati o professionali, dove è essenziale dimostrare forza, competenza e affidabilità. Un tono divertente, invece, utilizza l’ironia e l’umorismo per intrattenere e rimanere impresso nella mente del pubblico.

    Esempi:

    Serio

    Esempio di immagine Seria - Mr Keting
    Esempio di immagine Seria – Mr Keting

    Divertente

    Esempio di immagine divertente: Mr Keting
    Esempio di immagine divertente: Mr Keting

    Rispettoso vs. irriverente

    Un tono rispettoso comunica in modo elegante, sensibile e sofisticato, senza mai risultare invadente, esagerato o fuori luogo. Al contrario, l’irriverenza è utilizzata da brand audaci e anticonformisti che non temono di rompere gli schemi.

    Esempi:

    Rispettoso

    Esempio di immagine Rispettosa - Mr Keting
    Esempio di immagine Rispettosa – Mr Keting

    Irriverente

    Esempio di immagine irriverente - Mr Keting
    Esempio di immagine irriverente – Mr Keting

    Entusiasta vs. pratico

    L’entusiasmo trasmette energia e passione, mentre un tono pratico è diretto e funzionale, puntando sulla semplicità e sulla chiarezza.
    Esempi:

    Entusiasta

    Esempio di immagine entusioasta - Mr Keting
    Esempio di immagine entusioasta – Mr Keting

    Pratico

    Esempio di immagine pratico - Mr Keting
    Esempio di immagine pratico – Mr Keting

    Perché il tone of voice è cruciale?

    Il tone of voice non è solo uno stile comunicativo, ma una strategia di marketing estremamente efficace. Una voce chiara e autentica, infatti, rende il tuo brand riconoscibile, costruendo fiducia e connessioni profonde con il pubblico.

    Quando comunichi nel modo giusto, il cliente si sente compreso e più incline a scegliere il tuo marchio rispetto ai competitor, sviluppando una fedeltà che dura nel tempo.

    Definisci la tua voce, applicala con coerenza e trasformala nel tuo biglietto da visita. È il primo passo per distinguerti e conquistare il cuore dei tuoi clienti!

    Vuoi dare al tuo brand il giusto tone of voice?

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  • Mr Keting tra innovazione e trend al Packaging Première 2025

    Mr Keting tra innovazione e trend al Packaging Première 2025

    Il Packaging Première di Milano si conferma come uno degli eventi più rilevanti a livello europeo dedicati al packaging di alta gamma.

    Ogni anno, questa fiera unisce brand, designer, fornitori e produttori con un obiettivo comune: innovare attraverso materiali innovativi, tecnologie all’avanguardia e un design sostenibile che risponda alle sfide del mercato attuale.

    Sostenibilità e digitale sono le tendenze emergenti

    La nostra visita al Packaging Première di Milano ci ha permesso di esplorare più da vicino le tendenze che guidano oggi il settore del packaging.

    Dai materiali eco-sostenibili alle soluzioni digitali interattive, il packaging oggi non è più solo un contenitore, ma uno strumento narrativo in grado di comunicare valori, identità e visione del brand.

    Tecnologie come QR code, NFC e realtà aumentata trasformano il packaging in una piattaforma esperienziale, creando connessioni sempre più dirette e coinvolgenti con il pubblico.

    Il packaging come leva per costruire valore di marca

    Questa esperienza ha confermato quanto il packaging sia uno strumento strategico di brand positioning.

    Le innovazioni presentate in fiera ispirano nuove soluzioni capaci di rafforzare l’identità visiva, migliorare l’esperienza del consumatore e comunicare con coerenza i valori del marchio.

    Per Mr Keting, restare aggiornati su questi trend significa offrire ai clienti strategie sempre più evolute e competitive.

    Mr Keting - Packaging Premiere 2025
    Mr Keting - Packaging Premiere 2025

    Dal packaging alla brand identity: i servizi di Mr Keting

    In un mercato che unisce design e innovazione, Mr Keting affianca le aziende e i brand con una proposta completa di servizi di comunicazione visiva e branding pensati per valorizzare ogni aspetto del prodotto e della sua presentazione.

    Tra i servizi offerti:

    • Brand identity
      Sviluppiamo identità di brand forti e riconoscibili, dal naming al payoff fino al design del logo.Visual communication
      Progettiamo materiali grafici coordinati per stampa e digital.
    • Packaging design
      Realizziamo confezioni su misura, in linea con il design e i valori del brand.
    • Strategia creativa
      Affianchiamo le aziende con strategie su misura per la costruzione di narrazioni visive coerenti e di
      impatto.

    Il nostro obiettivo? Tradurre la personalità del brand in un linguaggio visivo forte e memorabile.

    Mr Keting - Packaging Premiere 2025

    Un bagaglio di conoscenze da trasformare in risultati concreti

    La partecipazione di Mr Keting al Packaging Première di Milano ha sottolineato l’importanza di una comunicazione strategica, dove il packaging diventa veicolo di valori e innovazione.

    Inoltre, questa esperienza ci ha permesso di rafforzare il nostro approccio multidisciplinare, unendo design, sostenibilità e tecnologia in soluzioni su misura.

    Crediamo infatti che un packaging ben progettato sia solo il punto di partenza: ciò che fa davvero la differenza è una visione integrata della comunicazione, capace di generare valore concreto per i nostri clienti in ogni contesto competitivo.

    Vuoi realizzare packaging originali e di successo?

    Contattaci per una consulenza senza impegno!

  • Origini Black Friday: perchè nasce il venerdì nero?

    Origini Black Friday: perchè nasce il venerdì nero?

    Scopri le origini del Black Friday: quando nasce, perché si chiama così e le 3 campagne pubblicitarie più iconiche del Super Bowl dello shopping. Leggi la news.

    Il Black Friday sta per arrivare! Quest’anno, il 29 novembre, si dà ufficialmente il via alla maratona degli acquisti, il Super Bowl dello shopping per tutti gli amanti delle occasioni imperdibili.

    Tradizione americana che segue la festa del Ringraziamento, nel magico giorno del venerdì nero tutto diventa possibile, o meglio accessibile. I super sconti, infatti, attirano milioni di consumatori da ogni parte del mondo, pronti a invadere negozi fisici e online alla caccia delle offerte migliori.

    Ma come è nato questo fenomeno che si rinnova ogni anno? In questo articolo scopriamo insieme le origini del Black Friday, le curiosità legate al suo nome e come si è evoluto fino a diventare l’evento globale che conosciamo oggi.

    Cos’è il Black Friday e quando nasce?

    Ormai da decenni, il Black Friday è un evento simbolo dello shopping a livello mondiale, celebrato ogni anno il quarto venerdì di novembre.

    La sua origine risale nel 1924, negli Stati Uniti, quando i manager della catena Macy’s decisero di utilizzare questa giornata per inaugurare la stagione natalizia, proponendo offerte super convenienti al fine di incentivare gli acquisti dei consumatori.

    Nel corso del tempo, sempre più negozi statunitensi iniziarono a sfruttare il Black Friday che diventò un evento imperdibile, nonché un vero e proprio giorno di festa nazionale: oggi, infatti, le attività lavorative negli USA chiudono, inclusa la Borsa di Wall Street, per permettere alle persone di dedicarsi completamente allo shopping sfrenato.

    Il venerdì nero nel mondo

    Negli anni ’80, il Black Friday ha iniziato a conquistare il mondo al di fuori degli Stati Uniti: le sue offerte straordinarie arrivarono rapidamente anche in Europa, Asia e America Latina.

    Tuttavia, il venerdì nero assume forme diverse a seconda del continente: negli Stati Uniti si svolge in un’unica giornata o al massimo durante il weekend, mentre in Italia e in altri Paesi europei il Black Friday si estende per un’intera settimana o persino per tutto il mese di novembre.

    Le immagini iconiche delle lunghe file di persone in coda davanti ai magazzini e dei consumatori accampati in tenda fuori dai negozi sono diventate simbolo di questo fenomeno globale, anche se oggi molte promozioni si sono spostate online, offrendo ai clienti una comoda alternativa agli affollati negozi fisici.

    Perchè si chiama Black Friday?

    L’origine del nome Black Friday è incerta e, nel corso degli anni, sono emerse varie teorie sulla nascita di questo termine.

    La spiegazione più accreditata riconduce l’origine del nome alle pratiche contabili: i commercianti, infatti, utilizzavano l’inchiostro rosso per indicare le perdite e quello nero per segnare i profitti della propria attività.

    Durante questa giornata di acquisti sfrenati e aumento delle vendite, i bilanci dei negozi si tingevano “di nero”, ed ecco spiegato il perchè del nome “venerdì nero”.

    Un’altra possibile origine, invece, si rifà agli anni ’60 a Philadelphia, quando la polizia iniziò a chiamare Black Friday il giorno dei super sconti successivo al Ringraziameto a causa del caos e del traffico intenso dei clienti che creavano un vero e proprio blocco della città, simile al “bollino nero” che vediamo sulle autostrade nei periodi di ferie.

    Le migliori campagne di Black Friday fino ad oggi

    Come abbiamo esplorato in questo articolo, il Black Friday è molto più di un semplice giorno di sconti: è un vero e proprio fenomeno commerciale che coinvolge milioni di consumatori in tutto il mondo.

    E ovviamente, in occasione del periodo di shopping più atteso dell’anno, le aziende non possono fare altro che catturare l’attenzione del pubblico con campagne pubblicitarie creative e coinvolgenti, presentando le proprie offerte in modo avvincente e originale.

    Scopriamo insieme le 3 campagne più iconiche in occasione del Black Friday a cui abbiamo potuto assistere fino ad oggi!

     

    1. Il vivace mondo di MediaWorld

    La nuova campagna di MediaWorld per il 2024 si arricchisce di creatività grazie ai The Jackal, protagonisti di una serie di episodi trasmessi sia in TV che sui canali digitali.

    Ambientata in uno store MediaWorld super colorato e ipertecnologico, la squadra di comici si immerge in un mondo vivace e ricco di offerte imperdibili.

    Questa campagna si distingue per la sua originalità e l’approccio divertente, pensato per coinvolgere e intrattenere i consumatori con ironia, mentre scoprono le migliori occasioni che li attendono durante il Black Friday.

     

    2. Il Green Friday di Tentree

    Chi ha detto che il Black Friday è solo un tossico consumismo? Nel 2023, Tentree trasformò il venerdì nero in un’iniziativa ecologica grazia alla sua campagna Green Friday, dove ogni acquisto equivaleva a 10 alberi piantati.

    In occasione di questa giornata, l’azienda decise di promuovere la sostenibilità offrendo sconti e promozioni in tutto il sito e incentivando le vendite anche tramite regali misteriosi e spedizioni gratuite.

    Inoltre, i clienti potevano tracciare dove venivano piantati i propri alberi, dal Madagascar ad Haiti fino al Nepal, grazie a codici riservati e contatori live. Insomma, Tentree riuscì a fare del Black Friday un’occasione unica non solo per aumentare le vendite, ma anche per salvare il pianeta.

    3. L’aumento dei prezzi di Card Against Humanity

    Cards Against Humanity è un gioco da tavolo americano basato sul sarcasmo, sul dark humor e sul politicamente scorretto.

    Nel 2013, il brand sfidò le convenzioni del Black Friday con una strategia audace e del tutto controversa che fece parecchio scalpore: l’azienda aumentò i prezzi di tutti i suoi prodotti di 5 dollari.

    Molti considerarono questa strategia folle e controproducente, ma il gioco da tavolo riuscì ad aumentare le vendite nonostante l’aumento dei prezzi. Questo successo fu possibile grazie alla natura stessa del brand e del suo target: irriverente, provocatoria e fuori dagli schemi.

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  • 7 consigli per un e-commerce di successo

    7 consigli per un e-commerce di successo

    Vuoi vendere i tuoi prodotti online ma non sai come fare? Scopri 7 consigli per un e-commerce di successo e tutti i vantaggi per la crescita del tuo business.

    Nel panorama digitale odierno, aprire un e-commerce non è più un semplice desiderio, ma una necessità per molte aziende che vogliono crescere e competere a livello globale.

    Tuttavia, creare un e-commerce di successo è un processo complesso che richiede una solida pianificazione, una profonda conoscenza dei modelli di business e un impegno costante per offrire un’esperienza unica ai propri clienti.

    Che cos’è un e-commerce?

    Un e-commerce è una piattaforma digitale che consente di vendere prodotti e servizi online, facilitando l’intero processo di acquisto e pagamento in modo semplice e immediato.

    Questa forma di commercio consente alle aziende di raggiungere i clienti direttamente online, offrendo loro un’ampia gamma di offerte e la possibilità di effettuare acquisti comodamente da casa, il tutto con un semplice clic.

    Ma non si tratta di un semplice negozio virtuale: l’e-commerce è un canale vivace e interattivo che permette di instaurare relazioni profonde con i consumatori, superando ogni confine fisico o temporale e personalizzando ogni interazione.

    La possibilità di personalizzare e migliorare l’user experience sulla base delle preferenze dell’utente, è una delle caratteristiche più entusiasmanti dell’e-commerce, in quanto elemento essenziale per fidelizzare i clienti a lungo termine e spingerli a compiere un nuovo acquisto.

    Perché l’e-commerce funziona così bene

    Nell’era digitale, i comportamenti dei consumatori sono cambiati: oggi, le persone desiderano poter fare acquisti in qualunque momento e da qualsiasi dispositivo.

    La vendita online risponde a questa esigenza, offrendo una comodità senza precedenti, insieme alla possibilità di esplorare una vasta gamma di prodotti e ricevere assistenza con un semplice clic.

    Ed ecco perché l’e-commerce funziona così bene, diventando un elemento imprescindibile per le aziende di ogni dimensione e settore.

    Tutti i vantaggi della vendita online

    Aprire un e-commerce assicura numerosi vantaggi alle aziende e ai liberi professionisti che possono utilizzare questa piattaforma per accrescere il proprio business.

    Oltre a garantire una solida presenza online, infatti, l’e-commerce è uno strumento strategico che può aumentare le opportunità di business in modo esponenziale, permettendo alle imprese di entrare in contatto con nuovi clienti in tutto il mondo, espandersi in nuovi mercati e ridurre le barriere produttore-cliente, sia linguistiche che geografiche.

    Inoltre, in un’epoca in cui l’esperienza digitale è sempre più importante, l’e-commerce offre strumenti analitici sofisticati per analizzare i dati, ottimizzare le offerte e migliorare di continuo l’esperienza utente. Tutto questo grazie ai feedback (i cosiddetti microdata), registrati dalla piattaforma stessa.

    Come realizzare un e-commerce di successo

    Creare un e-commerce di successo, ovvero che converte e fidelizza gli utenti a lungo termine, è un viaggio che richiede tempo, impegno e strategia, insieme anche ad una buona dose di risorse e miglioramento continuo.

    Seppure si tratti di un processo lento e complesso, ecco qui 7 consigli pratici per ottimizzare la tua piattaforma e massimizzare le conversioni, ovvero per aumentare le vendite.

     

    1. Pianifica la strategia

    Per ottenere il successo di un e-commerce, è essenziale avviare il tuo percorso con una pianificazione strategica ben ponderata.

    Avere un’idea brillante o un prodotto di qualità da offrire non è sufficiente: è necessario elaborare un piano chiaro e dettagliato che stabilisca obiettivi aziendali, identifichi il target di mercato, definisca il posizionamento del brand e includa anche una strategia di marketing efficace.

    Dedica tempo e risorse per analizzare il mercato, osservare i tuoi concorrenti e individuare le caratteristiche e i valori che rendono unici il tuo brand e la tua proposta di valore.

    Questa fase di pianificazione è fondamentale perché rappresenta il primo passo per costruire un progetto di vendita online solido e duraturo nel tempo.

     

    2. Scegli il giusto modello di business

    Esistono diversi modelli di business nel mondo dell’e-commerce, ciascuno con le sue peculiarità, vantaggi e sfide. Conoscere e scegliere il modello più adatto alla tua attività è cruciale per massimizzare le opportunità di successo.

    Che tu voglia vendere direttamente ai consumatori (B2C), collaborare con altre aziende (B2B), facilitare lo scambio tra consumatori (C2C) o offrire servizi alle imprese (C2B), scegliere il giusto modello di business ti aiuterà ad ottimizzare ogni aspetto del tuo e-commerce: dalla grafica all’user experience, fino al copy e alla strategia di marketing.

    Ma come capire qual è la struttura adatta alla tua attività? Semplice, analizza il target e crea un’esperienza su misura per coinvolgere e catturare l’attenzione dei tuoi potenziali clienti.

     

    3. Innovazione e sicurezza

    Nel competitivo panorama dell’e-commerce, avere piattaforme digitali innovative e sicure è fondamentale per emergere. Per questo, è importante investire in tecnologie all’avanguardia al fine di proteggere al meglio i dati sensibili degli utenti e garantire pagamenti sicuri.

    Questo implica scegliere la piattaforma giusta, ottimizzare il sito web per i diversi dispositivi mobili e integrare sistemi di pagamento protetti, come ad esempio Paypal.

    Ma ricorda: un’esperienza cliente straordinaria si basa anche su una navigazione fluida e intuitiva e sulla velocità di caricamento del sito.

     

    4. Assistenza clienti e fidelizzazione

    Accanto all’innovazione, l’assistenza clienti è un altro elemento chiave per conquistare e fidelizzare gli utenti. Infatti, oltre a vendere prodotti di qualità, è essenziale costruire relazioni di fiducia, aiutando i clienti a risolvere le loro esigenze in modo efficace e tempestivo.

    Per fidelizzare i clienti, puoi utilizzare anche strategie di email marketing e curare i social media offrendo contenuti coinvolgenti e accattivanti.

    La fidelizzazione infatti è cruciale per il successo a lungo termine del tuo e-commerce: un cliente soddisfatto non solo farà acquisti ripetuti, ma diventerà un ambasciatore appassionato del tuo brand, contribuendo attivamente alla crescita del tuo business.

     

    5. Analisi e monitoraggio dei dati

    Un e-commerce non può mai fermarsi: per crescere e migliorare, è necessario misurare costantemente le performance e ottimizzare le strategie in base ai risultati ottenuti.

    Utilizza strumenti di analisi per monitorare il comportamento degli utenti, le vendite, il tasso di conversione e rimbalzo, e la soddisfazione del cliente.

    I dati sono una risorsa inestimabile che ti permette di adattare le tue scelte e rispondere in maniera efficace alle nuove esigenze del mercato, garantendo un miglioramento continuo del servizio offerto.

     

    6. Graphic design accattivante

    Anche un graphic design accattivante è fondamentale per catturare l’attenzione dei visitatori e comunicare l’identità unica del tuo brand in modo efficace.

    La prima impressione conta e, in un mercato affollato, un design curato e attraente può fare la differenza tra un cliente che naviga sul tuo e-commerce e uno che lo abbandona.

    È importante scegliere elementi tipografici e visivi accattivanti e coordinati tra loro, capaci di aumentare l’appeal del tuo sito web e rendere i contenuti più coinvolgenti.

    E non dimenticare l’importanza del responsive design, che assicura al tuo e-commerce di essere fruibile su tutti i dispositivi.

     

    7. Personalizza l’esperienza utente

    E infine, la personalizzazione.

    Personalizzare l’esperienza utente è fondamentale per coinvolgere e fidelizzare i clienti nel tempo. Infatti, creare un percorso d’acquisto su misura per ciascun utente, basato sulle sue preferenze e comportamenti di acquisto, può fare la differenza nel rendere la tua offerta più attraente.

    Ad esempio, puoi utilizzare le informazioni raccolte dall’analisi dei dati per suggerire prodotti raccomandati, promozioni su misura oppure contenuti di interesse per ciascun utente.

    Questa attenzione ai dettagli non solo migliora la soddisfazione del cliente, ma lo incoraggia anche a compiere acquisti ripetuti in futuro.

    Vuoi vendere i tuoi prodotti o servizi online?

    Nella nostra web agency, sforniamo e-commerce di successo che non solo convertono, ma coinvolgono e fidelizzano.

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  • Come fare uno storytelling di successo

    Come fare uno storytelling di successo

    Lo storytelling è l’arte del raccontare storie, nonché uno dei più potenti strumenti di comunicazione. Scopri perché, leggi la news.

    Nel vasto universo della comunicazione, una sola arte riesce a catturare, emozionare e coinvolgere come nessun’altra: lo storytelling.

    Ma come fare uno storytelling che faccia davvero breccia nel cuore e nella mente del tuo pubblico? Scopri con noi i segreti per una narrazione che non solo racconta una storia, ma la rende memorabile.

    Cos’è lo storytelling? Il potere di raccontare

    Lo storytelling è una pratica antica che ha attraversato secoli e culture, rappresentando un potente mezzo di comunicazione sin dalle prime forme di società umane. Definito come l’arte della narrazione, il termine trova le sue radici nel verbo “affabulare”, ovvero raccontare in forma di favola e creare intrecci che danno vita a storie coinvolgenti.

    Anche prima dell’avvento della scrittura, le tribù utilizzavano lo storytelling orale per tramandare tradizioni, saperi e memorie. Questa forma primitiva di narrazione ha mantenuto la sua rilevanza nel tempo, evolvendosi fino alle moderne tecniche digitali, pur mantenendo lo stesso scopo: trasmettere emozioni e valori attraverso i racconti.

    Nonostante i cambiamenti tecnologici, le storie continuano ad avere un impatto straordinario, capace di toccare profondamente le emozioni del pubblico e restare impresse nella memoria, confermando la loro efficacia, oggi più che mai.

    La storia è un viaggio

    Per creare uno storytelling efficace, è essenziale costruire una narrazione chiara e coinvolgente, che permetta al pubblico di immedesimarsi nella storia, ovvero di essere trasportato totalmente all’interno di essa.

    Una struttura solida e familiare, come quella del viaggio dell’eroe teorizzato da Christopher Vogler, offre un percorso narrativo avvincente e semplice da seguire, che aiuta il lettore a connettersi emotivamente con il racconto, grazie a una serie di fasi e archetipi ben definiti.

    Domande e risposte di una storia avvincente

    Prima di raccontare una storia, dobbiamo innanzitutto chiederci: che messaggio vogliamo trasmettere? Definire l’identità del brand o del prodotto è il primo passo, perché solo conoscendo a fondo ciò che vogliamo rappresentare possiamo strutturare una narrazione coerente con i nostri valori e obiettivi.

    Altrettanto cruciale è conoscere il pubblico a cui è destinato il nostro racconto. In questo modo possiamo creare una narrazione che fa breccia nel cuore degli utenti e modulata con il tone of voice (TOV) più adatto a loro.

    Ma rispondere a queste domande non basta: la qualità di una storia sta nei dettagli. Coinvolgere tutti i sensi, descrivere ambienti e atmosfere, far vivere emozioni ricreando nella mente immagini potenti e suggestive, è infatti l’elemento più importante.

    È qui che entra in gioco il famoso principio dello show don’t tell.

     

    Mostra, non raccontare

    Show, don’t tell è una tecnica narrativa usata soprattutto nel cinema, che invita i registi a mettere in scena il messaggio piuttosto che trasmetterlo a parole.

    Questo approccio permette al pubblico di immergersi nella storia attraverso immagini, azioni e suggestioni, lasciando spazio alla propria fantasia ed interpretazioni.

    In questo modo, lo spettatore diventa parte attiva del racconto, vivendo l’esperienza in maniera personale e sfruttando al massimo la propria immaginazione.

    Perché raccontare storie nell’era digitale?

    Lo storytelling non è solo una tecnica di comunicazione, ma una strategia efficace e molto potente per raggiungere diversi obiettivi, ad esempio commerciali, di marketing, informativi, di personal branding e molti altri.

    Nell’era digitale e dei social network, dove la soglia di attenzione degli utenti è sempre più bassa, raccontare storie è fondamentale per distinguersi tra i milioni e milioni di contenuti che popolano il web e catturare l’attenzione del pubblico.

    Le storie, infatti, differenziano il brand dai competitor e rafforzano la relazione con gli utenti grazie alla loro elevata capacità di suscitare emozioni e creare profondi legami.

    Vediamo ora 6 consigli per un digital storytelling di successo.

    6 consigli per un digital storytelling che lascia il segno

    1. Definisci il target di riferimento

    Prima di iniziare a raccontare la tua storia, è essenziale identificare il pubblico. Considera il linguaggio e il tone of voice più adatti per entrare in empatia con i tuoi utenti, insieme ai contenuti che preferiscono e i riferimenti culturali che gli appartengono.

    2. Utilizza parole e visual accattivanti

    Fai uso di un linguaggio chiaro e diretto e immagini accattivanti per comunicare con schiettezza e raggiungere rapidamente il cuore del tuo pubblico.

    3. Suscita emozioni

    Permetti al lettore o spettatore di immedesimarsi nei personaggi e nelle situazioni della tua storia, creando una connessione emotiva profonda. Suscitare emozioni è importante anche per dare ritmo e rendere la storia più intrigante.

    4. Soddisfa bisogni e desideri

    Non dimenticare le “dramatic question” dello storytelling, ovvero le esigenze e i desideri del pubblico. La tua narrazione dovrebbe mirare a risolvere questi bisogni e soddisfarli, offrendo alla fine una morale appagante.

    5. Scegli i canali giusti

    Per il tuo storytelling digitale, utilizza piattaforme diverse, come social media, email marketing, blog e piattaforme di streaming. Ricorda: se il contenuto è il Re, la distribuzione è la Regina.

    6. Adatta il formato

    Sfrutta diversi formati, come video, audio e infografiche, per adattare il tuo storytelling alla piattaforma selezionata. La creatività non ha limiti, ma è fondamentale scegliere con attenzione il formato più efficace per comunicare il tuo messaggio.

    Raccontare storie che restano

    Il segreto per uno storytelling di successo è saper coniugare creatività, strategia ed emozione.

    Sia che tu stia raccontando la storia di un brand o quella di un prodotto, ricordati che ogni narrazione deve avere una struttura solida, un messaggio chiaro e una connessione autentica con il pubblico.

    Solo così puoi creare racconti che rimangono impressi nella memoria, dando vita ad esperienze coinvolgenti, uniche e indimenticabili.

    Sei pronto a trasformare la tua storia in un potente strumento di comunicazione?

    Contattaci