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  • UNION BRESCIA: SEI MESI DI LAVORO CONDIVISO TRA CAMPO E DIGITALE

    UNION BRESCIA: SEI MESI DI LAVORO CONDIVISO TRA CAMPO E DIGITALE

    Negli ultimi sei mesi la nostra web agency ha lavorato a stretto contatto con Union Brescia, accompagnando la società in un percorso di sviluppo digitale costruito giorno dopo giorno. 

    Non si è trattato di un progetto statico, ma di una collaborazione viva, che ha seguito il ritmo del campionato, delle partite, delle esigenze comunicative e operative di una realtà calcistica in costante evoluzione. 

    Fin dall’inizio, l’obiettivo è stato quello di creare strumenti capaci di adattarsi rapidamente al cambiamento, mantenendo sempre coerenza, affidabilità e continuità. Il calcio, oggi, richiede una comunicazione immediata e costante, capace di parlare a tifosi, sponsor e stakeholder senza interruzioni. 

    Un rapporto costruito sulla fiducia 

    La collaborazione con Union Brescia nasce da un percorso che parte da lontano, grazie al lavoro svolto in precedenza con Feralpisalò, società acquisitrice. 

    Questa continuità ci ha permesso di conoscere a fondo il contesto sportivo, le dinamiche interne e le aspettative legate alla comunicazione di un club professionistico.
    Non si è quindi partiti da zero, ma da una base di fiducia e conoscenza reciproca che ha facilitato il passaggio verso un progetto più strutturato e ambizioso. 

    Nel corso dei mesi, il rapporto si è consolidato attraverso il dialogo costante e la capacità di rispondere in modo puntuale alle esigenze di Union Brescia.
    Questo approccio ci ha consentito di costruire
    soluzioni su misura, pensate per essere gestite con autonomia e adattarsi ai cambiamenti.  

    L’ecosistema digitale: sito istituzionale ed e-commerce

    Il cuore del progetto è la creazione di un ecosistema digitale integrato, tra sito istituzionale ed e-commerce, in un’esperienza coerente. 

    Due strumenti diversi per funzione, ma pensati per dialogare tra loro e rispondere alle esigenze di tifosi, sponsor e stakeholder. Il sito racconta l’identità di Union Brescia e garantisce aggiornamenti costanti su news, risultati e attività del club, mentre lo store ufficiale permette ai tifosi di vivere la propria passione anche fuori dal campo. 

    Entrambe le piattaforme sono state progettate per essere rapide, intuitive e facilmente gestibili in autonomia dal team Union Brescia. La tecnologia diventa così un supporto concreto al lavoro quotidiano del club, capace di adattarsi ai momenti di maggiore intensità della stagione e di crescere nel tempo senza perdere efficienza o coerenza comunicativa.

    E-commerce prodotti

    Contenuti visivi: fotografia e mockup

    Un ruolo centrale all’interno del progetto è stato svolto dalla creazione dei contenuti visivi. Abbiamo realizzato servizi fotografici still life per tutti i prodotti dello store, con l’obiettivo di garantire immagini coerenti, riconoscibili e di alta qualità. 

    Per le maglie ufficiali, in particolare, abbiamo sviluppato mockup fotorealistici partendo dagli scatti originali, studiati per valorizzare colori, materiali e dettagli di design. Questo lavoro non è stato solo estetico, ma strategico: immagini curate migliorano l’esperienza dell’utente, rafforzano l’identità del club e rendono ogni prodotto parte di un racconto più ampio. 

    La produzione visiva diventa così un elemento fondamentale della comunicazione digitale, capace di trasmettere professionalità, appartenenza e passione.

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    Un progetto in continua evoluzione

    Dopo questi sei mesi di lavoro, la collaborazione con Union Brescia rappresenta un progetto aperto, in costante evoluzione. 

    Il digitale, come il calcio, richiede capacità di adattamento, visione e rapidità di risposta. Ogni strumento sviluppato è pensato per essere aggiornabile, flessibile e pronto a supportare le esigenze future del club. 

    Il nostro approccio rimane quello di affiancare Union Brescia nel tempo, lavorando fianco a fianco per migliorare, ottimizzare e far crescere l’ecosistema digitale costruito insieme. 

    Un percorso che conferma la nostra idea di collaborazione: non fornire semplici servizi, ma costruire soluzioni durature, capaci di accompagnare il cliente nelle sfide quotidiane e negli obiettivi a lungo termine.

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    I servizi di Mr Keting

    Progetti come quello sviluppato con Union Brescia raccontano il nostro approccio: affiancare le realtà aziendali nella costruzione di ecosistemi digitali completi, che uniscono strategia, sviluppo web, e-commerce e produzione di contenuti visivi.

    Lavoriamo su piattaforme pensate per evolversi nel tempo, adattarsi ai cambiamenti e supportare la comunicazione quotidiana, senza perdere identità, performance e coerenza. 

    Ogni progetto nasce dall’ascolto e si traduce in soluzioni su misura, costruite attorno alle reali esigenze del cliente.

    Vuoi sviluppare una strategia digitale su misura per la tua realtà?

  • Bando CONneSSi: contributi per l’internazionalizzazione digitale delle PMI

    Bando CONneSSi: contributi per l’internazionalizzazione digitale delle PMI

    La Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi ha pubblicato il Bando CONneSSi 2026, un’agevolazione a fondo perduto pensata per aiutare le micro, piccole e medie imprese a sviluppare e potenziare la propria presenza online sui mercati esteri.

    Il bando nasce con un obiettivo preciso: accompagnare le imprese nel percorso di internazionalizzazione digitale, sostenendo investimenti in attività di marketing e comunicazione online rivolte esclusivamente a clienti e mercati fuori dall’Italia. Pertanto il mercato italiano è esplicitamente escluso: tutti i progetti finanziati devono avere come target l’estero.

    A cosa serve il Bando CONneSSi 2026?

    Oggi il digital marketing rappresenta uno degli strumenti più efficaci per entrare in nuovi mercati senza affrontare i costi e le complessità tipiche dei canali tradizionali offline.

    Il Bando CONneSSi 2026 nasce proprio per aiutare le imprese a utilizzare i canali digitali per promuovere i propri prodotti e servizi online nei mercati esteri. 

    Nello specifico, il Bando ha l’obiettivo di:

    • Aumentare la visibilità internazionale del brand
    • Promuovere prodotti e servizi online verso clienti esteri
    • Utilizzare in modo strategico siti web, marketplace e piattaforme digitali
    • Migliorare il posizionamento sui motori di ricerca nei mercati target

    Lo scopo non è solo quello di “fare pubblicità”, ma costruire una presenza digitale solida e coerente, capace di generare opportunità commerciali nel tempo.

    Chi può accedere al Bando 2026?

    Possono accedere ai contributi del Bando 2026 solamente le imprese con sede operativa nelle province di Milano, Monza Brianza o Lodi, regolarmente iscritte al Registro Imprese e in possesso di un sito web aziendale attivo (anche in lingua straniera) oppure di almeno un canale digitale operativo.

    Sono escluse invece le aziende che hanno già beneficiato dei Bandi CONneSSi negli anni precedenti.

     

    Quali spese sono finanziabili nel Bando CONneSSi 2026?

    Il contributo del Bando CONneSSi copre spese sostenute per attività di digital marketing rivolte ai mercati esteri, tra cui:

    • Digital marketing e content marketing
    • Social media marketing e campagne pubblicitarie (ADV)
    • Promozione su motori di ricerca, marketplace e social network internazionali
    • Attività SEO, come ottimizzazione del sito web, creazione e localizzazione dei contenuti, miglioramento delle performance tecniche e della visibilità online
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    Contributo economico e importi

    • Tipologia di agevolazione: contributo a fondo perduto
    • Spesa minima ammissibile: € 4.000
    • Spesa massima per singola tipologia di intervento: fino a € 6.000 – € 8.000, in base all’attività prevista

    Le spese sono considerate ammissibili se sostenute a partire dal 5 febbraio 2026 ed entro 270 giorni dalla data di pubblicazione della graduatoria.

     

    Affidati al nostro supporto!

    Mr Keting affianca le aziende in tutte le fasi del Bando CONneSSi 2026, offrendo un supporto completo sia a livello progettuale che amministrativo. 

    Ci occupiamo della definizione del progetto di digital marketing, della redazione del preventivo dettagliato, della descrizione delle attività e della preparazione di tutta la documentazione necessaria per la rendicontazione finale.

    Il nostro intervento è pensato per semplificare la presentazione della domanda e garantire il pieno rispetto dei requisiti richiesti dalla Camera di Commercio.

    Vuoi sapere se puoi accedere al Bando CONneSSi 2026?

  • Visual identity: cos’è l’identità visiva di marca

    Visual identity: cos’è l’identità visiva di marca

    Oggi l’attenzione è una risorsa sempre più rara. 

    Ogni giorno siamo esposti a centinaia di stimoli visivi: contenuti che scorrono rapidi tra feed, storie e piattaforme digitali, riducendo la nostra capacità di restare concentrati.

    In questo scenario, i brand hanno solo pochi istanti per farsi notare: se il messaggio non colpisce subito, viene semplicemente ignorato.

    Ed è proprio qui che entrano in gioco le immagini, primo e più potente punto di contatto tra un brand e le persone. Prima ancora di leggere un claim o un payoff, è l’impatto visivo a raccontare chi sei, cosa rappresenti e come vuoi essere percepito.

    Un colore, una composizione o una fotografia ben studiata possono trasmettere emozioni, valori e personalità in una frazione di secondo.

    È questo il ruolo della visual identity: un linguaggio visivo capace di rendere un brand immediatamente riconoscibile e memorabile.

    linguaggio visivo

    Visual identity: significato e funzione

    La visual identity è l’insieme di tutti gli elementi visivi che costruiscono l’identità grafica di un brand

    Logo, palette colori, tipografia, immagini, icone e layout lavorano insieme per creare un sistema coerente, riconoscibile e distintivo.

    La visual identity non è solo una questione estetica: è uno strumento strategico che traduce i valori del brand in un linguaggio visivo chiaro e immediato. È ciò che permette a un marchio di essere riconosciuto, ricordato e associato a determinate sensazioni ed emozioni.

    Brand identity e visual identity: la differenza

    Parlare di brand identity e visual identity significa distinguere tra ciò che un brand è e ciò che un brand mostra.

    La brand identity comprende l’insieme di valori, mission, vision, tono di voce e posizionamento di un marchio. La visual identity, invece, è la sua espressione visiva: il modo in cui tutto questo prende forma agli occhi delle persone.

    La visual identity non sostituisce la brand identity, ma la rende concreta e visibile. Senza un sistema visivo coerente, anche il messaggio più forte rischia di perdersi o di non essere compreso fino in fondo.

    Definire la visual identity: un percorso che parte da te

    Definire la visual identity non è un esercizio puramente grafico, ma un percorso di consapevolezza che parte da dentro: prima di comunicare all’esterno, è necessario capire chi si è, cosa si vuole raccontare e quali elementi rendono il marchio unico.

    Colori, tipografie, logo, stile grafico del sito web e di tutti i materiali di comunicazione, fino all’abbigliamento del personale a contatto con il pubblico, fanno parte di un unico sistema visivo.

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    Quali sono le caratteristiche di una visual identity efficace?

    Una visual identity ben progettata non nasce soltanto per essere esteticamente gradevole, ma per essere funzionale, strategica e duratura. Deve supportare il brand nel tempo e adattarsi ai suoi obiettivi di crescita. 

    In particolare, un’identità visiva efficace presenta alcune caratteristiche fondamentali:

    1. Flessibile

    Una visual identity deve funzionare su più canali e formati, dal digitale all’offline, adattandosi a contesti diversi senza perdere riconoscibilità. Inoltre, deve essere in grado di evolversi insieme al brand, accompagnandone lo sviluppo e l’ingresso in nuovi mercati.

    2. Completa

    Un sistema visivo solido non lascia spazio all’improvvisazione. Tutti gli elementi necessari alla comunicazione devono essere progettati fin dall’inizio, prevedendo anche utilizzi futuri, così da garantire continuità e coerenza nel tempo.

    3. Accurata

    Ogni scelta visiva deve riflettere l’identità del brand. Colori, forme e stile devono parlare la stessa lingua, trasmettendo valori, personalità e posizionamento in modo chiaro e immediato.

    4. Coerente

    Ogni elemento della visual identity deve dialogare con gli altri. Nulla è isolato o casuale: tutto fa parte di un sistema armonico, pensato per comunicare un messaggio unitario e riconoscibile.

     

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    Mr Keting: trasformiamo la tua identità in strategia

    In Mr Keting crediamo che la visual identity sia una leva strategica fondamentale per costruire brand solidi e riconoscibili.

    Affianchiamo aziende e professionisti nella definizione e nello sviluppo della loro identità visiva, partendo dall’analisi del brand fino alla progettazione di sistemi visivi coerenti, efficaci e pensati per durare nel tempo.

    Non creiamo solo immagini: costruiamo linguaggi visivi che raccontano storie, valori e visioni, aiutando i brand a distinguersi e a lasciare il segno.

    Vuoi dare una nuova forma visiva al tuo brand?

  • Le migliori campagne natalizie degli ultimi anni

    Le migliori campagne natalizie degli ultimi anni

    Ogni anno, quando i tetti si tingono di bianco e i caminetti si accendono, anche la comunicazione si veste di magia

    Le campagne natalizie sono molto più di semplici spot pubblicitari: si tratta di piccole storie capaci di farci fermare, sorridere e, alcune volte, addirittura commuovere.

    In questo magico periodo dell’anno, anche i brand decidono di raccontare ciò che conta davvero: le relazioni, i gesti di cura, il tempo condiviso.

    E così, tra le luci soffuse e le note di un pianoforte, nascono racconti che restano impressi nel cuore e nella mente.

    Abbiamo selezionato le migliori campagne natalizie degli ultimi anni, dal 2020 fino ad oggi: 6 storie che ci ricordano che il marketing più potente non vende: emoziona.

    DocMorris: “Take care of yourself” (2020)

    Nel 2020, la campagna natalizia di DocMorris ha saputo conquistare milioni di spettatori in tutta Europa.

    Lo spot mostra un anziano signore che, giorno dopo giorno, si allena con determinazione sollevando una piccola kettlebell. Solo alla fine il pubblico scopre il vero motivo di questo impegno: quell’uomo non si allena per se stesso, ma per fare un regalo alla nipote.

    Dal punto di vista marketing, questo spot è un esempio di storytelling efficace [link interno news Mr Keting: “Come fare uno storytelling di successo”] che trasforma DocMorris, un brand di prodotti farmaceutici, in un simbolo di amore e vicinanza alle persone.

    La campagna di Natale 2020 non promuove direttamente i prodotti dell’azienda, ma costruisce associazioni positive con il marchio: resilienza, amore familiare e dedizione, valori che rimangono impressi nella memoria degli spettatori.

    Amazon: “Kindness, the greatest gift” (2021)

    In un mondo segnato dalla pandemia, Amazon ha deciso di raccontare i problemi dei giovani nel ritornare alla normalità: solitudine, tristezza, ansia sociale.

    “La gentilezza, il regalo più grande” è un atto di attenzione e cura in forma di spot: un’anziana nota che la giovane vicina di casa sta attraversando un momento difficile e decide di farle un regalo.

    Nessun effetto speciale, solo luce calda e occhi che parlano. È la prova che, anche nell’era dell’e-commerce, il valore non è nel pacco che consegni, ma nel pensiero che sta dietro.

    Perché la campagna di Amazon funziona?

    Dal punto di vista del marketing, la campagna di Natale di Amazon funziona perché trasforma la comunicazione in un’esperienza emotiva. Amazon non cerca di vendere oggetti, ma di associare il brand a valori universali: empatia, cura e connessione umana. 

    In un contesto post-pandemia, in cui le persone erano più fragili e attente ai gesti autentici, questo messaggio ha acquistato una risonanza immediata, ricordando a tutti che il vero investimento è l’empatia.

    “The Snow Gran” (2022)

    Tra le campagne natalizie più toccanti degli ultimi anni, O2 ha scelto di raccontare la connessione digitale in modo poetico.

    “La nonna di neve” è la storia di un’anziana fatta di neve che torna alla vita grazie alla magia della tecnologia per restare vicina ai propri cari.

    Uno spot delicato e visivamente sorprendente, che unisce il calore delle relazioni umane al potere della connettività.

    Esselunga: “La Noce” (2023)

    Tra le campagne di Natale più belle del 2023, Esselunga ha lasciato il segno con “La Noce” .

    Un racconto intimo e quotidiano che parte da un gesto semplice, condividere una noce, e si trasforma in una metafora dei legami d’amicizia, che non conoscono né tempo né distanza.

    Lo spot ha conquistato il pubblico grazie a un tono cinematografico e autentico, capace di restituire al Natale la sua dimensione più umana.

    Un esempio perfetto di storytelling che valorizza il brand e lo rende più vicino ai bisogni delle persone.

    Deutsche Telekom: “Bubbles” (2024)

    Con “Bolle”, Deutsche Telekom, uno dei principali gruppi europei nel settore delle telecomunicazioni, firma una delle campagne di Natale più simboliche degli ultimi anni. 

    Lo spot è la storia commovente di due bambine che vivono in mondi separati, racchiuse in due distinte bolle di vetro. Due universi diversi, due vite che non dovrebbero sfiorarsi, e invece lo fanno.

    Nonostante le barriere e gli sguardi diffidenti degli adulti, le due piccole protagoniste trovano un modo per connettersi: prima con piccoli giochi, poi con un regalo che diventa il primo ponte tra loro. 

    Fino al momento più potente dello spot: le due bolle che si infrangono, metafora visiva del superare ciò che divide, come culture, pregiudizi e paure.

    Perché Bubbles è un esempio di marketing efficace?

    Dal punto di vista del marketing, Bubbles incarna perfettamente il posizionamento di Deutsche Telekom, che ha sempre costruito il proprio linguaggio di marca intorno a un concetto semplice: la connessione avvicina le persone.

    Un promemoria che le barriere possono cadere, se qualcuno compie il primo passo.

    John Lewis: “Where Love Lives” (2025)

    Chiudiamo con una delle campagne natalizie più attese di ogni anno: quella di John Lewis.

    Con “Dove vive l’amore”, il brand britannico continua la sua tradizione di racconti visivi capaci di toccare il cuore, unendo musica, narrazione e simbolismo. Questo spot è la storia di un padre e di suo figlio, e del regalo che li aiuta a ritrovare la strada l’uno verso l’altro.

    Come ogni anno, quella di John Lewis è una delle campagna natalizie più belle e commoventi di sempre. Insomma, la celebre catena di grandi magazzini non si smentisce mai: dopotutto, c’è un motivo se ogni dicembre aspettiamo i loro spot come si aspettano i cinepanettoni a Natale!

    Vuoi scoprire tutte le news dal mondo del marketing?

  • .eco: il dominio che certifica la sostenibilità digitale

    .eco: il dominio che certifica la sostenibilità digitale

    Negli ultimi anni, la crescente attenzione alla sostenibilità ha influenzato anche il mondo digitale.

    Il dominio .eco rappresenta una risposta concreta a questa tendenza, offrendo un’estensione web dedicata a chi intende comunicare il proprio impegno ambientale.

    Lanciato nel 2017, il .eco permette a organizzazioni, imprese e individui di costruire una presenza online immediatamente riconoscibile come sostenibile, integrando valori ecologici nella strategia digitale.

    CHE COS’É IL DOMINIO .ECO?

    Il dominio .eco è un top-level domain (TLD) progettato specificamente per aziende e iniziative orientate alla sostenibilità.

    A differenza di estensioni generiche come .com o .org, il .eco veicola un messaggio chiaro: chi lo utilizza si impegna a rispettare standard di responsabilità ambientale.
    Registrare un .eco non è solo una scelta di branding, ma implica l’adesione a un codice di condotta ambientale, che garantisce la coerenza tra l’identità digitale e le pratiche sostenibili reali.

    Il dominio funge da sigillo digitale: rende immediatamente comprensibile la missione ecologica del sito e permette agli utenti di identificare con facilità contenuti affidabili legati all’ambiente.

    La registrazione è subordinata alla verifica dell’impegno ambientale, rendendo il .eco un dominio credibile, eticamente orientato e coerente con gli standard internazionali di sostenibilità digitale.

    PERCHÉ SCEGLIERE UN DOMINIO .ECO

    Scegliere un .eco significa distinguersi nel panorama digitale e consolidare la propria reputazione.

    La presenza online con un dominio ecologico comunica professionalità e trasparenza, trasmettendo immediatamente ai visitatori e ai partner il valore attribuito alla sostenibilità.

    Dal punto di vista del branding digitale, il .eco funziona come elemento distintivo: differenzia l’organizzazione, rafforza la percezione positiva del pubblico e può aumentare la fiducia nei confronti dei prodotti o servizi offerti.

    COME FUNZIONA LA REGISTRAZIONE

    La registrazione di un dominio .eco richiede l’adesione a un codice di condotta ambientale, che definisce standard minimi di responsabilità ecologica e trasparenza dei contenuti.

    Questo approccio garantisce coerenza tra la comunicazione digitale e le pratiche reali dell’organizzazione.

    Alcuni servizi di registrazione possono richiedere ulteriori conferme dell’impegno ambientale, ma la procedura è strutturata per essere chiara e accessibile. Una volta registrato, il dominio .eco consente di entrare in una rete globale di siti web sostenibili, rafforzando la reputazione online e permettendo di distinguersi come attore responsabile nel panorama digitale.

    IMPATTI E BENEFICI DI AVERE UN DOMINIO .ECO

    Possedere un .eco non significa semplicemente avere un indirizzo web differente: è un impegno concreto e misurabile verso la sostenibilità.

    Il dominio trasmette fiducia a clienti, partner e stakeholder, evidenziando che l’organizzazione agisce con responsabilità e trasparenza.

    Dal punto di vista tecnico, il .eco permette di consolidare la reputazione digitale e di distinguersi nella comunicazione online, riducendo il rischio di greenwashing percepito.

    Inoltre, facilita l’accesso a una comunità internazionale di siti web sostenibili, creando opportunità di collaborazione, condivisione di best practice e visibilità all’interno di network dedicati all’eco-responsabilità.

    LA COMMUNITY .ECO: UNA RETE GLOBALE DI SOSTENIBILITÀ

    Oltre agli aspetti tecnici, registrare un dominio .eco significa accedere alla community internazionale ospitata su profiles.eco, che conta migliaia di membri attivi in quasi 200 Paesi.

    Questa rete globale riunisce aziende, istituzioni, associazioni e singoli individui, favorendo la creazione di collaborazioni, la condivisione di buone pratiche e l’aumento della visibilità delle iniziative più virtuose.

    Entrare in questa community significa poter dialogare con interlocutori che operano in settori diversi ma accomunati dalla stessa visione: costruire un futuro più sostenibile.

    La community consente inoltre di allinearsi agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite, offrendo uno strumento concreto per rafforzare la credibilità delle organizzazioni e permettendo loro di essere riconosciute a livello internazionale come attori responsabili e innovativi.

    IL FUTURO DIGITALE CON IL DOMINIO .ECO

    Guardando al futuro, il .eco può diventare un elemento centrale nelle strategie di Responsabilità Sociale d’Impresa (CSR) e nei piani di transizione ecologica delle organizzazioni. In questo senso, rappresenta non solo una scelta di immagine, ma un vero e proprio investimento in credibilità, trasparenza e posizionamento competitivo, capace di incidere sulla percezione del pubblico e sull’evoluzione stessa dell’identità digitale.

    AFFIDATI A MR KETING PER LA GESTIONE DELLA PRATICA DI REGISTRAZIONE DEL TUO .ECO

  • Mr Keting a Smau Milano 2025: ispirazione e nuove connessioni

    Mr Keting a Smau Milano 2025: ispirazione e nuove connessioni

    Il 6 novembre, durante la seconda giornata di Smau Milano 2025, il team di Mr Keting ha preso parte a una delle principali manifestazioni italiane dedicate all’innovazione e al networking tra imprese.

    L’esperienza ci ha permesso di osservare trend digitali emergenti, partecipare a workshop tematici selezionati in base ai propri ambiti di competenza, dal marketing digitale per l’innovazione al posizionamento imprenditoriale, e raccogliere spunti concreti da applicare nei progetti futuri, rafforzando la nostra capacità di innovare e offrire soluzioni realmente efficaci.

    COS’É SMAU?

    Smau è uno degli eventi di riferimento in Italia per l’innovazione e le tecnologie digitali, dedicato a professionisti, aziende e startup che vogliono aggiornarsi sulle ultime tendenze del settore e creare opportunità di collaborazione.

    Nato come fiera delle tecnologie per le imprese, oggi Smau offre un ricco programma di workshop, convegni, aree espositive e incontri B2B, diventando un punto di riferimento per chi desidera comprendere le evoluzioni del mercato digitale e scoprire soluzioni innovative per migliorare i processi aziendali.

    La manifestazione permette di entrare in contatto diretto con esperti, innovatori e realtà emergenti, offrendo stimoli concreti per lo sviluppo strategico delle aziende e spunti per la crescita personale e professionale dei partecipanti.

    Smau è anche un’occasione per apprendere best practice e capire come la tecnologia può essere applicata in modo concreto nell’attività di ciascuna impresa.

    Tema della fiera 2025

    Il tema principale di Smau Milano 2025 è stata la digital transformation delle imprese, con un focus particolare su soluzioni innovative per migliorare l’efficienza, la competitività e la sostenibilità delle aziende.

    L’evento di quest’anno ha messo in evidenza come tecnologie avanzate, per esempio l’Intelligenza Artificiale e l’automazione dei processi, possano essere integrate nella strategia aziendale per affrontare al meglio le sfide del mercato.

    Workshop, seminari e demo hanno illustrato esempi concreti di applicazione delle tecnologie digitali in diversi settori, consentendo ai partecipanti di comprendere come sfruttare al meglio le opportunità offerte dall’innovazione.

    Innovazione e trend

    Durante la fiera, il nostro team ha avuto anche l’opportunità di osservare da vicino le principali innovazioni nel campo digitale, dall’Intelligenza Artificiale alle piattaforme di gestione dei dati, dalle soluzioni per la cybersecurity alle tecnologie per il lavoro collaborativo e remoto.

    Ogni stand e ogni presentazione hanno offerto uno sguardo sulle tendenze che stanno plasmando il futuro del mercato, permettendo di cogliere insight concreti e idee applicabili ai nostri progetti.

    In sintesi, abbiamo potuto confrontarci con professionisti e innovatori, comprendere quali strumenti stanno facendo realmente la differenza e quali approcci sono destinati a evolversi nei prossimi anni.

    Networking e nuove relazioni

    Smau rappresenta uno spazio unico per il networking tra aziende, startup e professionisti del settore digitale. Ogni incontro ha rappresentato un’occasione per ampliare la nostra rete di contatti e identificare potenziali collaborazioni future, dalle partnership strategiche a progetti congiunti di innovazione.

    Il confronto diretto con professionisti di settori diversi ci ha permesso di arricchire il nostro know-how, cogliere nuove prospettive e scoprire approcci innovativi da integrare nei nostri servizi.

    Workshop e approfondimenti tematici

    Una delle opportunità più interessanti offerte da Smau Milano 2025 sono stati senza dubbio gli approfondimenti tematici proposti durante la fiera, realizzati da professionisti, esperti e rappresentanti di realtà provenienti da diversi settori.

    Il nostro team ha partecipato ad alcuni di questi incontri, selezionando i workshop più affini ai propri ambiti di competenza, approfondendo temi che andavano dal marketing digitale per l’innovazione al posizionamento imprenditoriale e all’evoluzione dell’identità professionale.

    Gli interventi hanno offerto spunti concreti su come le strategie di comunicazione e i processi organizzativi possano evolversi grazie alla tecnologia e a una visione integrata dell’impresa. Questi momenti formativi hanno stimolato riflessioni utili, suggerendo idee e strumenti pratici da applicare nei progetti quotidiani.

    Verso il 2026

    L’evento ha permesso di arricchire la nostra visione strategica, individuare nuove opportunità e raccogliere spunti concreti da applicare ai nostri progetti e alle soluzioni offerte ai clienti.

    Siamo entusiasti di mettere a frutto quanto appreso, integrando le idee più promettenti e continuando a innovare con creatività e determinazione.

    Smau conferma l’importanza di rimanere aggiornati sulle tendenze tecnologiche, sperimentare nuove soluzioni e coltivare relazioni strategiche per crescere e consolidare il ruolo di Mr Keting in un mercato digitale sempre più dinamico e competitivo.

    Ti interessa sapere come applicare strategie digitali efficaci al tuo business?

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  • Engagement rate: cos’è e 4 strategie efficaci

    Engagement rate: cos’è e 4 strategie efficaci

    Nell’era del web marketing, le aziende hanno a disposizione strumenti e dati in grado di fotografare con precisione i comportamenti degli utenti.

    L’engagement rate è tra gli indicatori più strategici: consente di valutare la qualità delle interazioni e capire se la comunicazione funziona davvero. Non è solo un numero da monitorare, ma un motore che alimenta brand awareness, fidelizzazione e crescita.

    Che cos’è l’engagement rate?

    L’engagement rate è l’indicatore che misura quanto il pubblico interagisce davvero con un brand, andando ben oltre il semplice conteggio dei like.

    Si tratta di una metrica che fotografa il livello di attenzione, interesse e partecipazione che i contenuti riescono a generare, online e offline. Non basta “guardare” un post: ciò che fa la differenza è come le persone reagiscono e se scelgono di compiere un’azione concreta.

    Le interazioni si dividono in due grandi categorie.
    Da una parte c’è l’engagement diretto, fatto di azioni visibili e immediate come like, reaction, commenti, condivisioni, salvataggi o click su link e call to action.
    Dall’altra troviamo l’engagement indiretto, che comprende attività meno evidenti ma molto influenti, come il passaparola, le menzioni spontanee, le recensioni e le discussioni che si sviluppano attorno al marchio.

    Un buon engagement rate non è solo un numero su un report: racconta la qualità della relazione con gli utenti. Più alto è questo tasso, più significa che il pubblico non si limita a osservare passivamente, ma sceglie di partecipare alla conversazione, trasformando la comunicazione da monologo a dialogo autentico e bidirezionale.

    Engagement rate e fidelizzazione

    L’engagement rate è strettamente connesso alla fidelizzazione: un utente coinvolto è più propenso a tornare, acquistare di nuovo e raccomandare il brand.

    Creare relazioni autentiche non significa solo vendere un prodotto o servizio, ma costruire esperienze e comunità. È questa la base di una customer loyalty solida e duratura.

    Perché l’engagement rate è così importante?

    Un alto livello di coinvolgimento non si traduce solo in numeri, ma in un vero e proprio valore strategico per il brand.

    Più interazioni significano maggiore visibilità e, di conseguenza, una crescita organica dell’esposizione.

    Un pubblico coinvolto sviluppa un legame più forte e duraturo con l’azienda, trasformandosi nel tempo in una comunità fedele. Questo legame favorisce anche il passaparola positivo: utenti soddisfatti diventano ambasciatori spontanei, capaci di amplificare il messaggio con autenticità.

    Inoltre, le interazioni genuine rafforzano la credibilità e consolidano l’autorevolezza del brand nel proprio settore.

    L’engagement rate non è quindi una semplice metrica da monitorare, ma il vero termometro della relazione con il pubblico e un acceleratore di crescita a lungo termine.

    Come si misura l’engagement rate?

    Il calcolo dell’engagement può variare a seconda del canale, ma in linea generale si basa sul rapporto tra le interazioni generate e il numero di utenti raggiunti.

    A seconda del contesto, gli indicatori assumono forme diverse: per i siti web contano il tempo medio di permanenza, la frequenza di rimbalzo, le pagine visitate e le conversioni; negli e-commerce diventano fondamentali l’abbandono del carrello, gli acquisti ripetuti e la spesa media; sui social media le metriche principali sono like, commenti, condivisioni, reazioni e risposte alle storie; nell’e-mail marketing hanno rilievo i tassi di apertura e i click sui link; infine, per le app risultano significativi la frequenza d’uso, le azioni svolte e la durata delle sessioni.

    Monitorare costantemente questi dati permette non solo di identificare i punti di forza, ma anche di individuare con precisione le aree di miglioramento su cui intervenire per ottimizzare la performance complessiva.

    L’engagement rate come specchio della reputazione

    Il tasso di coinvolgimento non serve solo a misurare le performance di marketing: è anche un riflesso della reputazione aziendale.

    Un pubblico che interagisce con costanza dimostra fiducia, interesse e senso di appartenenza. Al contrario, un calo di engagement può segnalare un distacco emotivo o una crisi di credibilità. Per questo motivo, l’engagement rate diventa uno strumento prezioso per monitorare la percezione del brand nel tempo.

    4 strategie per migliorare l’engagement rate

    1. Conosci i tuoi utenti

    Non fermarti a età e genere: scopri interessi, valori e abitudini digitali. Con analytics e social listening puoi creare contenuti davvero rilevanti.

    2. Crea contenuti di valore

    In un feed saturo vince chi offre utilità, sorpresa e coerenza. Analizza i competitor e colma i vuoti con idee originali che stimolino interazioni autentiche.

    3. Personalizza l’esperienza

    Gli utenti non vogliono sentirsi numeri. Segmenta newsletter, proponi offerte su misura e premia la fedeltà: anche un messaggio personalizzato fa la differenza.

    4. Sfrutta Meta Ads e Google Ads

    Le campagne mirate non servono solo a vendere. Annunci basati su interessi e comportamenti generano click, commenti e condivisioni, ampliando la community.

    Engagement rate: un investimento sul futuro

    Un buon tasso di engagement non rappresenta solo un risultato numerico, ma la dimostrazione concreta che il brand sa costruire relazioni autentiche e durature con il proprio pubblico.

    Ogni interazione diventa un indicatore prezioso, trasformando i dati raccolti in insight strategici per ottimizzare campagne, prodotti e l’intero customer journey.

    Investire nell’engagement significa quindi non solo aumentare visibilità e interazioni, ma consolidare la reputazione, anticipare bisogni e guidare una crescita nel tempo.

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  • CES 2024: L’AI come protagonista assoluta a Las Vegas

    CES 2024: L’AI come protagonista assoluta a Las Vegas

    Il CES 2024 di Las Vegas conferma l’intelligenza artificiale come grande protagonista della scena tecnologica mondiale.

    Dai robot domestici ai dispositivi medici intelligenti, fino alle auto autonome, la fiera internazionale ha mostrato come l’AI stia ridefinendo ogni settore, dal marketing alla sanità, dall’automotive alla vita quotidiana.

    L’intelligenza artificiale è ovunque

    Negli ultimi anni, il Consumer Electronics Show (CES) di Las Vegas si è affermato come il principale evento globale per innovatori, marketer, brand tecnologici e aziende visionarie che vogliono anticipare i trend del futuro.
    Non si tratta solo di una fiera, ma di un vero laboratorio di idee dove si incontrano ricerca, creatività e business, generando connessioni che ridisegnano l’intero ecosistema digitale.

    Dal 9 al 12 gennaio 2024, la capitale del Nevada si è trasformata in un grande palcoscenico dell’innovazione, con oltre 4.000 espositori provenienti da ogni parte del mondo pronti a presentare soluzioni avveniristiche, esperienze immersive e concept capaci di ridefinire il nostro rapporto con la tecnologia.

    Quest’anno, più che mai, la protagonista assoluta è stata l’intelligenza artificiale, presente in ogni ambito: prodotti, strategie e nuovi modelli di business.

    LG presenta il primo robot Smart Home

    “All On” è stato il claim del CES 2024, un invito a guardare a una tecnologia sempre più integrata nella nostra vita quotidiana.

    L’AI è stata protagonista dei panel e delle novità esposte: frigoriferi che suggeriscono ricette, dispositivi medici predittivi, assistenti digitali capaci di apprendere.

    Tra le innovazioni più sorprendenti, spicca AI Agent di LG: un robot domestico capace di spostarsi da stanza a stanza, riconoscere le espressioni facciali e comunicare con linguaggio naturale. È pensato per assistere nelle attività di casa, gestire la domotica, intrattenere bambini o animali.

    L’AI accelera la rivoluzione della mobilità

    L’AI è ormai parte integrante dell’esperienza di guida: dai sistemi ADAS (sistemi avanzati di assistenza alla guida) ai veicoli autonomi, fino agli assistenti che apprendono dal comportamento del conducente per aumentare sicurezza e comfort.

    Le case automobilistiche hanno mostrato come l’AI possa analizzare traffico e stile di guida per ottimizzare i percorsi. Honda ha svelato modelli elettrici con tecnologia predittiva, mentre Hyundai e Mercedes hanno presentato concept capaci di adattarsi alle emozioni e preferenze del conducente, rendendo il viaggio più fluido e personalizzato.

    Dispositivi intelligenti per un mondo sempre connesso

    Nel settore informatico l’AI ha brillato come autentico volano dell’innovazione. Lenovo, Asus e Acer hanno lanciato laptop di nuova generazione: potenti, leggeri e ottimizzati per applicazioni AI, con performance e design pensati per creativi, professionisti e studenti.

    Anche gli smartphone hanno compiuto un salto generazionale: funzioni AI avanzate per migliorare fotocamere, ottimizzare autonomia e offrire assistenza predittiva. In sintesi, i dispositivi diventano sempre più “intelligenti, efficienti e vicini alle esigenze reali”.

    A Las Vegas tante novità anche per il marketing

    Il digital marketing è stato uno dei cardini del CES 2024. Durante conferenze e workshop, esperti e brand hanno illustrato il modo in cui l’AI stia rivoluzionando la comunicazione digitale: dalla generazione automatica di contenuti all’analisi in tempo reale dei comportamenti dei consumatori.

    Le imprese possono oggi usare piattaforme AI per riconoscere trend, personalizzare campagne e migliorare il customer journey. Sono stati presentati tool per la creazione automatica di video, immagini e grafiche in alta definizione, aprendo la strada a una nuova era di creatività intelligente.

    L’AI come leva strategica per la competitività aziendale

    L’edizione 2024 del CES ha lanciato un messaggio chiaro: la competitività delle aziende dipenderà dalla capacità di integrare l’intelligenza artificiale nei propri processi, prodotti e strategie.

    Non si tratta solo di adottare nuove tecnologie, ma di ripensare la cultura aziendale e la mentalità del cambiamento: passare da un approccio reattivo a uno predittivo, in cui i dati diventano il cuore pulsante delle decisioni e la conoscenza un vantaggio strategico.

    Le imprese che sapranno combinare creatività umana e potenza algoritmica potranno anticipare i bisogni del mercato, ottimizzare i costi, ridurre l’impatto ambientale e creare esperienze personalizzate per ogni cliente.

    In questo nuovo ecosistema digitale, l’AI non sostituisce le persone: le potenzia. Trasforma le idee in strategie, le intuizioni in azioni e l’innovazione in valore concreto, rendendo il futuro più accessibile e misurabile, giorno dopo giorno.

    l’AI segna l’inizio di una nuova era

    Il CES 2024 segna un punto di svolta per l’evoluzione tecnologica globale.
    L’intelligenza artificiale non è più un progetto futuristico, ma una presenza stabile che trasforma il modo in cui comunichiamo, lavoriamo e innoviamo.

    Las Vegas ha acceso le luci su un mondo dove l’AI non è più una possibilità: è la nuova normalità. Una rivoluzione silenziosa ma inarrestabile che spinge imprese e professionisti a cambiare passo e costruire un futuro più intelligente, sostenibile e connesso.

    Rimani aggiornato sulle novità dell’AI

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  • Esempi di marketing non convenzionale: la campagna di Citrus

    Esempi di marketing non convenzionale: la campagna di Citrus

    San Valentino ha visto un’idea fresca e originale nel panorama italiano: la campagna “Limoniamo?” di Citrus l’Orto Italiano.

    Invece dei soliti fiori o cioccolatini, Citrus ha scelto il limone come simbolo di un San Valentino ironico, vitaminico e inclusivo.
    L’iniziativa punta a celebrare l’amore in tutte le sue forme, rivolgendosi sia a coppie sia a single, con un messaggio chiaro: il marketing del settore ortofrutticolo può essere creativo, divertente e comunicare valori concreti.

    Grazie a questa campagna, il brand ha trasformato un prodotto semplice in un regalo originale, capace di distinguersi nel periodo più romantico dell’anno.

    L’idea creativa: il limone come regalo simbolo

    Citrus ha reinventato completamente il concetto di regalo di San Valentino.

    L’idea nasce dalla volontà di sorprendere il pubblico con un messaggio leggero, originale e facilmente condivisibile, capace di rompere gli schemi tradizionali della festa degli innamorati.

    Il limone diventa così un gesto semplice ma carico di significato: un piccolo dono che può essere rivolto a chiunque, celebrando l’affetto in tutte le sue forme, dalle coppie agli amici, dai single agli innamorati della vita in generale.

    La campagna sottolinea inoltre come anche un prodotto quotidiano, come l’ortofrutta, possa trasformarsi in protagonista di un progetto di marketing creativo, capace di generare engagement reale e costruire un legame emotivo con il pubblico, rafforzando l’identità del brand come simbolo di ironia, freschezza e positività.

    Prodotti e packaging

    Citrus ha proposto due formati: il classico “due frutti” racchiuso nella confezione iconica di design, e una speciale retina in edizione limitata, pensata per chi vuole fare il pieno di vitamine.

    Ogni confezione diventa così un piccolo messaggio di amore ironico e accessibile, che mantiene la coerenza con il tono fresco e inclusivo della campagna.

    Presenza nei punti vendita

    I limoni sono stati distribuiti in supermercati, ipermercati e discount selezionati.

    Per rendere l’esperienza più coinvolgente, in alcuni punti vendita erano presenti promoter pronti a regalare cartoline personalizzate con messaggi ironici e inclusivi. Questa scelta ha permesso di creare un contatto diretto con il pubblico, trasformando la semplice esposizione del prodotto in un momento di interazione e coinvolgimento, e aumentando la memorabilità della campagna.

    Comunicazione e tono

    Lo slogan “Limoniamo?” invita tutti a partecipare, celebrando ogni tipo di relazione e percorso personale.

    L’iniziativa ribadisce il messaggio del brand: l’amore ha mille forme e non esiste un unico modo di viverlo. La comunicazione ha saputo bilanciare ironia e valori positivi, rafforzando l’immagine di Citrus come marchio vicino al pubblico e attento all’inclusività.

    Attivazioni media e digitali

    La campagna non si è limitata ai punti vendita: Citrus ha creato un vero e proprio ecosistema mediatico integrato.

    Per tutta la settimana di San Valentino, i limoni del brand sono stati protagonisti di spot radiofonici su Radio Deejay, caratterizzati da messaggi “vitaminici” che hanno immediatamente catturato l’attenzione degli ascoltatori.

    Parallelamente, sui social sono stati condivisi contenuti coinvolgenti, dai post ironici alle stories interattive, invitando il pubblico a partecipare e condividere le proprie esperienze.
    L’approccio coordinato tra radio e digital ha amplificato la portata della campagna, rafforzando l’immagine di Citrus come brand creativo e innovativo, capace di trasformare un prodotto semplice come il limone in protagonista di un progetto di comunicazione originale, coerente e in grado di generare engagement concreto e misurabile.

    Valore e impatto

    Secondo Marianna Palella, CEO di Citrus, la campagna “Limoniamo?” non è semplicemente un’idea ironica per celebrare San Valentino, ma rappresenta un progetto che trasmette valori concreti e attuali.

    Il concept della campagna mette al centro inclusività, diversità e positività, dimostrando come un brand del settore ortofrutticolo possa dialogare con il pubblico in modo autentico e contemporaneo.

    Grazie a un tono leggero ma coerente, Citrus è riuscita a trasformare un prodotto quotidiano in uno strumento di comunicazione capace di sensibilizzare e coinvolgere.

    L’iniziativa ha anche rafforzato l’impegno del brand verso il fronte D&I, sottolineando che la creatività può convivere con valori sociali rilevanti.

    “Limoniamo?” ha così dimostrato che anche un settore tradizionale, come quello ortofrutticolo, può diventare protagonista di campagne di marketing non convenzionale, generando attenzione, engagement reale e un impatto positivo sulla percezione del marchio.

    Il risultato è un equilibrio tra intrattenimento e responsabilità sociale, che aumenta la credibilità e la riconoscibilità del brand nel lungo periodo.

    Un esempio di marketing efficace

    L’uso del limone come regalo originale, la distribuzione mirata nei punti vendita, il packaging creativo e le attivazioni radio e social hanno creato un’esperienza memorabile per il pubblico.

    Questo esempio dimostra come creatività, coerenza e attenzione ai valori del brand possano fare la differenza anche in un settore tradizionale come l’ortofrutta, lasciando un impatto positivo e riconoscibile.

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  • Rebranding: cos’è e l’esempio di Pepsi

    Rebranding: cos’è e l’esempio di Pepsi

    Il rebranding definisce non solo l’aspetto visivo di un brand, ma anche la sua capacità di evolversi nel tempo.

    Loghi, palette, linguaggio e posizionamento diventano elementi chiave per comunicare cambiamento e innovazione.
    Scegliere di rinnovarsi significa adattarsi al contesto, restando coerenti e riconoscibili senza perdere la propria personalità.

    Cos’è il rebranding?

    Il rebranding è il processo con cui un marchio ridefinisce la propria identità per adattarsi a nuove esigenze di mercato, a cambiamenti nei consumi o a trasformazioni interne.

    Non significa solo cambiare logo o colori: è un percorso più ampio che coinvolge l’intero sistema di comunicazione.
    Dalla grafica al tone of voice, dal posizionamento competitivo al linguaggio sui diversi canali, ogni elemento deve trasmettere coerenza e riconoscibilità.

    È una trasformazione che nasce da un’analisi strategica accurata, basata su obiettivi, valori e percezione dei consumatori.

    Un rebranding ben fatto permette di rafforzare la reputazione, consolidare la fiducia dei clienti storici e conquistare nuovi target.
    L’obiettivo finale è creare linee guida chiare che diano al brand un’immagine distintiva e capace di restare competitiva nel tempo.

    Quando un rebranding diventa necessario

    Non esistono regole fisse, ma ci sono segnali chiari che indicano quando un brand deve ripensare la propria identità.

    Un calo di rilevanza presso il pubblico giovane, l’arrivo di nuovi competitor aggressivi, un cambiamento nel core business o una crisi di reputazione possono rendere indispensabile un aggiornamento dell’immagine.

    Rebranding Pepsi: una nuova era ha inizio

    Nel marzo 2023, in occasione del suo 125° anniversario, Pepsi ha svelato un logo completamente rinnovato, inaugurando ufficialmente una nuova era del brand.

    Il design mantiene i colori iconici rosso, bianco e blu, ma introduce elementi inediti: la scritta “Pepsi” torna al centro del Globe e le tonalità diventano più vibranti ed elettriche, arricchite da un contorno nero che ne esalta il carattere.

    A firmare il nuovo look è il team interno di Pepsi, con il supporto di diverse agenzie creative.

    Il risultato unisce tradizione e innovazione: da un lato riprende loghi storici del brand (1950-1997), dall’altro introduce un font bold e maiuscolo insieme a due nuove varianti cromatiche per le lattine — blu elettrico e nero, quest’ultimo dedicato alla linea Zero Sugar.

    Il logo non è pensato solo per le lattine: la sua struttura permette di integrarlo facilmente nei materiali pubblicitari, persino sovrapponendolo a immagini di cibi o bevande, creando un legame immediato con i momenti di consumo.

    Un secolo di evoluzione

    Dal 1898 a oggi, il logo Pepsi ha attraversato numerose trasformazioni, riflettendo i cambiamenti culturali e le esigenze del mercato.

    Le prime versioni richiamavano volutamente lo stile di Coca-Cola, con la scritta “Pepsi-Cola” in corsivo rosso. Negli anni ’50 nasce invece il “Pepsi Globe”, inizialmente disegnato su un tappo di bottiglia, con i tre colori che ancora oggi caratterizzano il brand. Nel 1962 la parola “Cola” scompare, e il font si fa più audace, segnando l’inizio di una comunicazione rivolta ai giovani.

    Nel 1973 il tappo lascia spazio a un logo più essenziale, con il Globe piatto e la scritta centrale: un design che diventerà un’icona. Tra gli anni ’90 e i primi Duemila il marchio sperimenta effetti tridimensionali e dettagli grafici complessi, in linea con i trend visivi dell’epoca. Il 2008 segna una rottura: il logo viene semplificato, con il wordmark in minuscolo e un Globe meno simmetrico.

    Ora, dopo 14 anni, Pepsi torna a una versione più forte e riconoscibile, che guarda al futuro senza dimenticare le sue radici.

    Il nuovo logo omaggia il passato ma guarda al futuro

    Dopo 14 anni dall’ultimo restyling, Pepsi torna con un’immagine che combina memoria storica e visione contemporanea.

    Il ritorno della scritta al centro del Globe ricorda l’iconico design del 1973, ma con un look più deciso e moderno. Il nuovo font custom, maiuscolo e audace, comunica forza e autorevolezza, mentre l’uso del nero sottolinea la centralità della gamma Zero Sugar.

    L’“electric blue”, invece, rende l’immagine più luminosa e facilmente riconoscibile in ogni contesto.

    Il rollout del logo è iniziato in Nord America nell’autunno 2023 e si estenderà a livello globale nel 2024, comparendo su lattine, merchandising, punti vendita e canali digitali.

    Con questa evoluzione, Pepsi dimostra di non inseguire semplicemente un trend estetico, ma di voler consolidare una strategia che intreccia passato e futuro, tradizione e innovazione, dialogando con generazioni diverse senza perdere la propria identità.

    Pepsi: l’esempio perfetto di come fare rebranding

    Il rebranding di Pepsi è l’esempio perfetto di un brand che ha saputo ascoltare le esigenze dei consumatori, accoglierle e modificare la propria identità nel rispetto della storia aziendale.

    Con il logo 2023, infatti, Pepsi collega passato e futuro. Una scelta davvero audace che però ha assicurato al brand risultati di successo: i consumatori, infatti, hanno espresso grande apprezzamento sui canali social.