La Pasqua, nel panorama del marketing, è spesso stata vittima di un immaginario visivo un po’ cristallizzato. Per anni, la ricetta standard per i brand è rimasta invariata: coniglietti, tonalità pastello e l’immancabile uovo di cioccolato, il tutto condito da auguri istituzionali che faticano a distinguersi nel feed.
Sebbene questa tradizione rassicuri, oggi rischia di trasformarsi in “rumore bianco” digitale. Limitarsi a seguire questi cliché significa perdere l’opportunità di connettersi davvero con la propria community attraverso un racconto che sia realmente rilevante e memorabile.
Social Media: il terreno fertile della creatività pasquale
Le attività di comunicazione per il periodo pasquale possono essere estremamente numerose e variegate: si va dalle grandi produzioni degli spot televisivi alle imponenti campagne di affissione e cartelloni pubblicitari che colorano le nostre città.
Tuttavia, il contenuto più semplice, immediato e accessibile per instaurare un legame autentico restano i canali social.
In questo spazio, la comunicazione si fa agile, permettendo di trasformare un’intuizione in un contenuto capace di generare un dialogo immediato, senza necessariamente richiedere budget faraonici ma puntando tutto sulla creatività.
Questa flessibilità permette ai brand di puntare su un’interazione reale e su una gestione strategica delle community. Diventa così possibile superare il rumore di fondo digitale, trasformando una festività tradizionale in un’opportunità di puro engagement.


LEGO: la creatività prende vita in stop-motion (2025)
Il primo esempio di questa agilità creativa ci viene offerto da LEGO.
Per Pasqua 2025, il brand non si è accontentato di proporre i classici set a tema, ma ha spinto l’acceleratore sull’interazione digitale.
Attraverso un Reel animato in stop-motion, ha deciso di non vendere un semplice prodotto fisico, ma di promuovere la sua App, invitando i genitori a far prendere vita alle storie dei propri figli.
Dal punto di vista strategico, questa mossa è brillante. Perché LEGO non si limita a vendere mattoncini, ma crea un intero ecosistema creativo. Promuovendo la sua app LEGO Play attraverso un formato nativamente virale come lo stop-motion, il brand trasforma l’utente da spettatore passivo a creatore attivo.
La festività diventa così il pretesto perfetto per far scaricare un’app che prolungherà l’interazione con il marchio tutti i giorni dell’anno.
Netflix Italia: Il pranzo pasquale diventa pop (2025)
Seguendo questo approccio basato sull’interazione, Netflix Italia ha scelto di celebrare un rito intoccabile: l’infinito pranzo della domenica di Pasqua.
Attraverso un carosello di foto che ritraggono i volti più amati delle loro serie in atteggiamenti conviviali (come Nicola Coughlan di Bridgerton sorridente con un calice di vino), hanno posto alla community una domanda tanto semplice quanto efficace: “Chi scegliereste per il PERFETTO pranzo pasquale???”
Questi scatti “rubati” rendono il contenuto estremamente nativo per Instagram, abbassando la percezione di star guardando una “pubblicità”. Inoltre, la domanda diretta scatena le vanity metrics migliori per l’algoritmo: i commenti. Il brand si trasforma nel pretesto per una chiacchierata tra fan, dominando il feed festivo senza nemmeno nominare la parola “Pasqua” (se non per il pranzo!).

Too Good To Go: Il marketing del giorno dopo (2024-2025)
L’ultimo esempio di questa rassegna, che chiude perfettamente il cerchio tra sostenibilità e tempismo, è Too Good To Go.
Mentre gli altri brand smettono di comunicare a Pasquetta, l’app entra in azione esattamente il giorno dopo.
Con l’iniziativa “Salva le Feste“, l’app anti-spreco rilancia la sua missione trasformando colombe, uova di cioccolato e dolci artigianali invenduti in speciali Surprise Bag, acquistabili presso centinaia di partner.
Come ha commentato Mirco Cerisola, Country Director di Too Good To Go Italia: “A Pasqua, con tavole imbandite di dolci e piatti tipici, è ancora più importante non perdere di vista il valore del cibo. Con ‘Salva le Feste’ vogliamo offrire un’alternativa concreta e sostenibile, salvando prodotti buoni e dando loro una seconda possibilità”.
Dal punto di vista strategico, questa campagna è un capolavoro di tempismo e posizionamento. Too Good To Go rompe il guscio della stagionalità allungando il ciclo di vita della festività.
Road to 2026
La sorpresa, oggi, non è più quella dentro l’uovo, ma quella che un brand riesce a generare nel feed dell’utente: una risata per un meme ben riuscito, la scoperta di un’app utile o la possibilità di fare un gesto sostenibile.
Mentre rileggiamo i successi dell’anno scorso, la domanda sorge spontanea: quali saranno le campagne del 2026?




































