Blog

  • Rebranding: cos’è e l’esempio di Pepsi

    Rebranding: cos’è e l’esempio di Pepsi

    Il rebranding definisce non solo l’aspetto visivo di un brand, ma anche la sua capacità di evolversi nel tempo.

    Loghi, palette, linguaggio e posizionamento diventano elementi chiave per comunicare cambiamento e innovazione.
    Scegliere di rinnovarsi significa adattarsi al contesto, restando coerenti e riconoscibili senza perdere la propria personalità.

    Cos’è il rebranding?

    Il rebranding è il processo con cui un marchio ridefinisce la propria identità per adattarsi a nuove esigenze di mercato, a cambiamenti nei consumi o a trasformazioni interne.

    Non significa solo cambiare logo o colori: è un percorso più ampio che coinvolge l’intero sistema di comunicazione.
    Dalla grafica al tone of voice, dal posizionamento competitivo al linguaggio sui diversi canali, ogni elemento deve trasmettere coerenza e riconoscibilità.

    È una trasformazione che nasce da un’analisi strategica accurata, basata su obiettivi, valori e percezione dei consumatori.

    Un rebranding ben fatto permette di rafforzare la reputazione, consolidare la fiducia dei clienti storici e conquistare nuovi target.
    L’obiettivo finale è creare linee guida chiare che diano al brand un’immagine distintiva e capace di restare competitiva nel tempo.

    Quando un rebranding diventa necessario

    Non esistono regole fisse, ma ci sono segnali chiari che indicano quando un brand deve ripensare la propria identità.

    Un calo di rilevanza presso il pubblico giovane, l’arrivo di nuovi competitor aggressivi, un cambiamento nel core business o una crisi di reputazione possono rendere indispensabile un aggiornamento dell’immagine.

    Rebranding Pepsi: una nuova era ha inizio

    Nel marzo 2023, in occasione del suo 125° anniversario, Pepsi ha svelato un logo completamente rinnovato, inaugurando ufficialmente una nuova era del brand.

    Il design mantiene i colori iconici rosso, bianco e blu, ma introduce elementi inediti: la scritta “Pepsi” torna al centro del Globe e le tonalità diventano più vibranti ed elettriche, arricchite da un contorno nero che ne esalta il carattere.

    A firmare il nuovo look è il team interno di Pepsi, con il supporto di diverse agenzie creative.

    Il risultato unisce tradizione e innovazione: da un lato riprende loghi storici del brand (1950-1997), dall’altro introduce un font bold e maiuscolo insieme a due nuove varianti cromatiche per le lattine — blu elettrico e nero, quest’ultimo dedicato alla linea Zero Sugar.

    Il logo non è pensato solo per le lattine: la sua struttura permette di integrarlo facilmente nei materiali pubblicitari, persino sovrapponendolo a immagini di cibi o bevande, creando un legame immediato con i momenti di consumo.

    Un secolo di evoluzione

    Dal 1898 a oggi, il logo Pepsi ha attraversato numerose trasformazioni, riflettendo i cambiamenti culturali e le esigenze del mercato.

    Le prime versioni richiamavano volutamente lo stile di Coca-Cola, con la scritta “Pepsi-Cola” in corsivo rosso. Negli anni ’50 nasce invece il “Pepsi Globe”, inizialmente disegnato su un tappo di bottiglia, con i tre colori che ancora oggi caratterizzano il brand. Nel 1962 la parola “Cola” scompare, e il font si fa più audace, segnando l’inizio di una comunicazione rivolta ai giovani.

    Nel 1973 il tappo lascia spazio a un logo più essenziale, con il Globe piatto e la scritta centrale: un design che diventerà un’icona. Tra gli anni ’90 e i primi Duemila il marchio sperimenta effetti tridimensionali e dettagli grafici complessi, in linea con i trend visivi dell’epoca. Il 2008 segna una rottura: il logo viene semplificato, con il wordmark in minuscolo e un Globe meno simmetrico.

    Ora, dopo 14 anni, Pepsi torna a una versione più forte e riconoscibile, che guarda al futuro senza dimenticare le sue radici.

    Il nuovo logo omaggia il passato ma guarda al futuro

    Dopo 14 anni dall’ultimo restyling, Pepsi torna con un’immagine che combina memoria storica e visione contemporanea.

    Il ritorno della scritta al centro del Globe ricorda l’iconico design del 1973, ma con un look più deciso e moderno. Il nuovo font custom, maiuscolo e audace, comunica forza e autorevolezza, mentre l’uso del nero sottolinea la centralità della gamma Zero Sugar.

    L’“electric blue”, invece, rende l’immagine più luminosa e facilmente riconoscibile in ogni contesto.

    Il rollout del logo è iniziato in Nord America nell’autunno 2023 e si estenderà a livello globale nel 2024, comparendo su lattine, merchandising, punti vendita e canali digitali.

    Con questa evoluzione, Pepsi dimostra di non inseguire semplicemente un trend estetico, ma di voler consolidare una strategia che intreccia passato e futuro, tradizione e innovazione, dialogando con generazioni diverse senza perdere la propria identità.

    Pepsi: l’esempio perfetto di come fare rebranding

    Il rebranding di Pepsi è l’esempio perfetto di un brand che ha saputo ascoltare le esigenze dei consumatori, accoglierle e modificare la propria identità nel rispetto della storia aziendale.

    Con il logo 2023, infatti, Pepsi collega passato e futuro. Una scelta davvero audace che però ha assicurato al brand risultati di successo: i consumatori, infatti, hanno espresso grande apprezzamento sui canali social.

  • Come progettare un e-commerce: elementi chiave e best practice

    Come progettare un e-commerce: elementi chiave e best practice

    Creare un e-commerce richiede pianificazione strategica e attenzione a diversi elementi: scelta della piattaforma, design responsive, facilità di navigazione, sicurezza dei pagamenti e gestione logistica.

    L’esperienza utente deve essere intuitiva e veloce, con processi di checkout semplificati e supporto clienti sempre disponibile.

    Che cos’è un e-commerce?

    Un e-commerce è una piattaforma digitale strategica per le imprese moderne, che consente di vendere prodotti o servizi online attraverso un processo di acquisto sicuro, rapido e ottimizzato per qualsiasi dispositivo, dal computer allo smartphone. Non si tratta semplicemente di un “negozio virtuale”, ma di un vero e proprio ecosistema in grado di integrare vendite, marketing e customer care in un unico ambiente digitale.

    La principale innovazione introdotta dall’e-commerce è l’eliminazione dei vincoli geografici e temporali: i clienti possono acquistare in qualunque momento e da qualsiasi luogo, senza le limitazioni tipiche dei negozi fisici. Questo amplia notevolmente le opportunità per le aziende, che possono raggiungere un pubblico globale e intercettare nuove nicchie di mercato.

    Oltre alla comodità, un e-commerce ben progettato offre strumenti avanzati di analisi e raccolta dei dati, permettendo alle imprese di monitorare il comportamento degli utenti e trasformarlo in esperienze d’acquisto sempre più personalizzate. L’integrazione di funzionalità come algoritmi di raccomandazione, sistemi di segmentazione dei clienti e strategie di marketing automatizzate consente di proporre offerte e prodotti coerenti con le preferenze individuali, creando un dialogo costante con il consumatore.

    Personalizzazione e marketing digitale

    L’e-commerce moderno sfrutta strumenti di personalizzazione e marketing digitale. Algoritmi e sistemi di recommendation consentono di proporre prodotti rilevanti, mentre campagne mirate su email, social e pubblicità online aumentano visibilità e conversioni. La segmentazione dei clienti permette di creare offerte su misura e promozioni tempestive.

    Questo approccio non solo incrementa le vendite, ma rafforza la relazione con il cliente, trasformandolo in un promotore del brand e aumentando il valore complessivo del business.

    Tendenze e innovazioni

    Il mondo dell’e-commerce evolve rapidamente: intelligenza artificiale, automazione, realtà aumentata e chatbots stanno rivoluzionando l’esperienza di acquisto. L’integrazione con sistemi di logistica avanzati e strumenti di analisi predittiva permette di ottimizzare inventario, prezzi e campagne in tempo reale. Le aziende che adottano queste tecnologie riescono a migliorare efficienza, personalizzazione e competitività, offrendo ai clienti esperienze sempre più immersive e fluide.

    L’importanza dei dettagli

    Migliorare un e-commerce non richiede sempre grandi investimenti: spesso sono i piccoli dettagli a fare la differenza.
    L’uso di keyword mirate, immagini ottimizzate con alt text, un percorso di navigazione chiaro e un assistenza clienti efficace influiscono direttamente su fiducia e esperienza utente.

    Questi accorgimenti migliorano il posizionamento sui motori di ricerca, aumentano la visibilità e stimolano la fidelizzazione, trasformando i visitatori in clienti abituali e soddisfatti.

    Curare ogni elemento della piattaforma consente di ottenere risultati concreti in termini di conversioni e reputazione del brand, senza necessariamente sostenere grandi costi aggiuntivi.

    E-commerce di successo: l’esempio di Zalando

    Con quasi 50 milioni di clienti attivi in Europa, Zalando rappresenta uno dei casi più emblematici di e-commerce vincente.

    Il sito e l’app sono progettati con un design intuitivo e sicuro, che guida l’utente lungo un percorso d’acquisto semplice, fluido e privo di frizioni. Ogni dettaglio, dall’organizzazione del catalogo alla chiarezza delle informazioni, è studiato per ridurre lo sforzo cognitivo e rendere l’esperienza piacevole e coinvolgente.

    Uno dei principali punti di forza è la personalizzazione locale: l’azienda ha saputo modellare metodi di pagamento, politiche di prezzo e promozioni in base alle esigenze specifiche di ciascun Paese, eliminando barriere culturali e logistiche che spesso ostacolano gli acquisti online. A questa attenzione si affianca un servizio clienti efficiente, elemento determinante per instaurare fiducia e fidelizzare i consumatori.

    Il successo di Zalando dimostra quindi come un e-commerce efficace non si limiti alla vendita di prodotti, ma costruisca un ecosistema di servizi e valori aggiunti, capace di differenziare l’offerta e creare un vantaggio competitivo duraturo.

    Conclusione

    L’e-commerce non è più solo un’opzione: è uno strumento strategico essenziale per crescere, competere e fidelizzare i clienti in un mercato globale.

    Una piattaforma ben progettata unisce vendite, dati e marketing, creando valore misurabile per le aziende. Investire in tecnologie, analisi e personalizzazione permette di costruire un vantaggio competitivo duraturo, rafforzare il brand e garantire una presenza digitale efficace e distintiva.

    Il futuro del commercio è online, e chi agisce oggi ottimizza risultati e opportunità di crescita.

    VUOI APRIRE UN E-COMMERCE?

    CONTATTACI per sviluppare una piattaforma personalizzata.

  • Cos’è il whistleblowing? Significato e vantaggi per le aziende

    Cos’è il whistleblowing? Significato e vantaggi per le aziende

    Negli ultimi anni il whistleblowing ha acquisito crescente rilevanza a livello internazionale.

    In Italia, a partire da marzo 2023, le aziende con più di 50 dipendenti sono tenute a dotarsi di un sistema interno per la gestione delle segnalazioni. Si tratta non solo di un obbligo normativo, ma anche di un’opportunità per creare un ambiente di lavoro più sicuro, trasparente e competitivo.

    Che cos’è il WHISTLEBLOWING?

    Il whistleblowing è la pratica che consente a dipendenti, collaboratori e terze parti di segnalare, in modo anonimo e protetto, comportamenti illeciti o irregolarità all’interno dell’azienda.

    Non si tratta di semplici reclami, ma di denunce relative a frodi, corruzione, conflitti di interesse, discriminazioni, abusi o violazioni di leggi e del Codice Etico, con potenziali impatti significativi su persone e business.

    Un sistema efficace prevede canali dedicati, riservatezza delle informazioni, protezione dalle ritorsioni, tempi di risposta chiari e tracciabilità delle azioni di follow-up.

    Possono segnalare dipendenti, fornitori, consulenti o clienti: in sostanza, chiunque individui un rischio.

    La gestione corretta delle segnalazioni consente di prevenire danni economici e legali, individuare tempestivamente criticità organizzative e rafforzare la cultura della trasparenza.

    WHISTLEBLOWING interno ed esterno

    Le segnalazioni possono avvenire attraverso due principali modalità.

    Il whistleblowing interno coinvolge i dipendenti che individuano comportamenti illeciti o irregolari e li comunicano tramite canali sicuri messi a disposizione dall’azienda, garantendo anonimato e protezione da eventuali ritorsioni.

    Il whistleblowing esterno, invece, riguarda le segnalazioni provenienti da clienti, fornitori o da chiunque abbia contatti con l’impresa, fino alla possibilità di rivolgersi direttamente alle autorità competenti.

    In entrambi i casi, è fondamentale che la denuncia riguardi illeciti previsti dalla normativa nazionale o europea, assicurando così che le segnalazioni siano rilevanti, legittime e gestite secondo criteri di correttezza, trasparenza e responsabilità.

    Quali segnalazioni rientrano

    I whistleblower possono segnalare un ampio spettro di comportamenti scorretti, che spaziano dalla corruzione e dall’abuso di potere, alle molestie e discriminazioni sul lavoro, fino a frodi fiscali, riciclaggio di denaro e violazioni della privacy o uso improprio dei dati.

    Rientrano tra le segnalazioni anche la falsificazione di documenti, l’insider trading, le violazioni ambientali, nonché le infrazioni legate alla proprietà intellettuale e ai diritti umani.

    Portare alla luce queste situazioni significa tutelare non solo l’azienda, ma anche l’intera collettività, rafforzando trasparenza, legalità ed etica in ogni ambito.

    OBBLIGHI DI LEGGE

    Con la Direttiva UE 2019/1937, dal 17 dicembre 2023 tutte le aziende italiane con oltre 50 dipendenti devono dotarsi di un sistema di whistleblowing. Il processo di segnalazione prevede tre livelli:

    1. Segnalazione interna

    Il dipendente comunica l’irregolarità attraverso un canale dedicato dell’azienda, pensato per garantire riservatezza e protezione.

    2. Segnalazione alle autorità competenti

    Se la gestione interna non risolve il problema, il whistleblower può rivolgersi ad ANAC o ad altre autorità designate, che assicurano un controllo indipendente.

    3. Segnalazione pubblica

    Solo in ultima istanza la denuncia può essere resa pubblica, con possibili conseguenze anche gravi sul piano economico e reputazionale per l’impresa.

    Tempistiche operative

    Per garantire trasparenza e tutela, chi riceve la segnalazione è tenuto a confermarne la presa in carico entro 7 giorni e a fornire un aggiornamento sostanziale entro 3 mesi.

    Nei casi più complessi, questo termine può essere esteso fino a 6 mesi, purché ne venga data adeguata motivazione.

    Tali tempistiche devono essere chiaramente indicate nella policy aziendale, comunicate al segnalante e monitorate attraverso una piattaforma dedicata che assegni un ID univoco, invii promemoria automatici e gestisca eventuali escalation.

    In questo modo l’intero iter rimane trasparente, le aspettative delle parti coinvolte risultano allineate e la fiducia nel processo viene rafforzata.

    I vantaggi per le aziende aziende

    Il whistleblowing è molto più della semplice compliance: consente di intercettare tempestivamente irregolarità e rischi operativi, riducendo la probabilità di sanzioni, contenziosi e fermi produttivi.

    La tracciabilità del processo (chi fa cosa, quando e con quali evidenze) rende la trasparenza misurabile e rafforza la fiducia di clienti, partner, investitori e candidati.

    La piattaforma centralizza le evidenze e lo storico delle segnalazioni, semplificando i controlli e le valutazioni dei partner.

    Questo approccio favorisce l’accesso a gare e filiere con standard elevati di integrità, facilita il dialogo con assicurazioni e istituti di credito e contribuisce a migliorare i rating ESG, agevolando l’ingresso in bandi e supply chain più esigenti.

    Un canale sicuro alimenta una cultura “speak-up” fondata su responsabilità e ascolto: crescono engagement, produttività e retention.

    Il risultato è un governo dei rischi più solido e un’azienda più competitiva nel tempo: un sensore organizzativo che accelera le correzioni e rende visibili i progressi.

    Perchè scegliere un software di whistleblowing

    Affidarsi a una semplice casella email o a una linea telefonica non è sufficiente: strumenti di questo tipo non garantiscono né anonimato né un livello adeguato di sicurezza.

    Il software di Mr Keting risponde a tutte queste esigenze: offre una piattaforma sicura e criptata, che tutela l’identità dei whistleblower e al tempo stesso semplifica il lavoro interno di gestione delle irregolarità, trasformando un obbligo normativo in un’occasione di crescita per l’organizzazione.

    VUOI UN SISTEMA DI WHISTLEBLOWING SICURO PER LA TUA AZIENDA?

    CONTATTACI subito per una consulenza dedicata.

  • Smemoranda, Comix e Be you: il diario scolastico come strumento di marketing

    Smemoranda, Comix e Be you: il diario scolastico come strumento di marketing

    Per decenni il diario scolastico è stato molto più di un semplice strumento per segnare i compiti. È stato un oggetto identitario, simbolo di appartenenza e spazio personale di espressione.

    Disegni, dediche, bigliettini nascosti e pagine consumate raccontavano le giornate di milioni di studenti. In un’epoca pre-digitale, il diario era al tempo stesso agenda, album dei ricordi e taccuino segreto.

    IL DIARIO SCOLASTICO

    Chi non ricorda il proprio diario scolastico?

    Alle scuola primaria, con personaggi dei cartoni animati, pieno di adesivi e disegni. Crescendo, il diario si trasformava: da semplice agenda diventava un vero oggetto di condivisione, dove amici e compagni lasciavano dediche, frasi o piccoli segreti custoditi tra le pagine.

    Ogni pagina si prestava a mille usi diversi: c’era chi scriveva pensieri personali, chi incollava biglietti di concerti, fotografie o cartoline, chi lo arricchiva con scarabocchi e disegni fatti di nascosto durante le lezioni. Non era solo carta, ma uno spazio libero da regole, pronto ad accogliere emozioni, creatività e piccoli gesti di affetto.

    La sua importanza superava la funzione pratica: il diario era un rito collettivo, un linguaggio condiviso tra studenti che trovavano in quelle pagine un modo per raccontarsi e sentirsi parte di un gruppo. Sfogliarlo significava ritrovare non solo gli impegni scolastici, ma anche frammenti della propria adolescenza, di un periodo di crescita e scoperta.

    E, in molti casi, diventava persino uno strumento di ribellione: frasi ironiche, messaggi provocatori o riflessioni critiche si mescolavano ai compiti assegnati, trasformando il diario in uno spazio autentico, senza filtri, in cui ognuno poteva esprimersi liberamente.

    strumento di marketing

    VEICOLO DI COMUNICAZIONE

    Le aziende hanno presto compreso il potenziale del diario scolastico come veicolo di comunicazione. Non più solo strumento organizzativo, ma prodotto in grado di intercettare gusti, linguaggi e interessi delle giovani generazioni.

    Attraverso grafiche accattivanti, personaggi iconici e la collaborazione con fumettisti, scrittori o musicisti, il diario si è trasformato in un oggetto di culto, ricercato e atteso a ogni nuovo anno scolastico.

    CONTENITORE DI VALORI

    L’operazione non è soltanto commerciale: il diario diventa un contenitore di valori, capace di trasmettere messaggi sociali e culturali vicini al mondo dei ragazzi.

    Così i brand rafforzano il legame emotivo con gli studenti, costruendo una relazione duratura basata su appartenenza, riconoscimento e fidelizzazione. Un semplice oggetto cartaceo si trasformava così in un potente strumento di marketing, capace di unire utilità, intrattenimento e identità.

    Smemoranda: cultura e ribellione

    Negli anni ’90 Smemoranda rivoluzionò il concetto di diario scolastico, trasformandolo in un manifesto generazionale. Scrittori, musicisti e vignettisti arricchivano le pagine con testi ironici, provocatori e attuali, creando un legame emotivo con gli studenti e rendendo la “Smemo” un simbolo culturale più che un prodotto cartaceo.

    La Smemoranda, infatti, diventò presto “social” e “anti-social”: possederne una significava appartenere a una comunità, uno status symbol da mostrare, tanto più preziosa quanto più ricca di appunti e ricordi risultava; anti-social perché ciò che vi si scriveva restava privato, un archivio segreto di emozioni, delusioni e primi amori custodito tra le copertine rigide.

    Oggi il brand ha ampliato la sua offerta con linee dedicate a studenti universitari, docenti e professionisti, affiancando al cartaceo la presenza digitale. Smemoranda resta così un oggetto di marketing capace di rinnovarsi, senza perdere la sua anima inclusiva e generazionale.

    Se fa ridere è Comix

    “Se fa ridere è Comix”

    Dal 1994 Comix porta nelle scuole la leggerezza e l’ironia delle strisce umoristiche, trasformando il diario da semplice agenda scolastica a un vero e proprio spazio di intrattenimento creativo.

    Battute fulminanti e vignette irriverenti alleggerivano anche le giornate più impegnative, creando un legame diretto con studenti di ogni età.

    La forza di Comix è sempre stata questa: un linguaggio immediato, giovane e trasversale, capace di parlare a tutti e di coniugare utilità e divertimento.

    Con il tempo, questa identità non solo si è consolidata, ma si è anche ampliata. Oggi il diario non ospita soltanto strisce di fumettisti affermati, ma anche battute di comici, rubriche originali e interviste a influencer e personaggi dello spettacolo, creando un mix che riflette la cultura pop e digitale contemporanea.

    Ogni anno, inoltre, Comix sorprende con edizioni limitate nate da collaborazioni esclusive: da PlayStation a Netflix, passando per artisti musicali amatissimi, fino a progetti di co-branding che lo rendono un oggetto da collezione, sempre di tendenza e desiderato.

    Be you: personalizzazione e socialità

    Oggi Be you rappresenta l’evoluzione contemporanea del diario scolastico.

    Grazie alle possibilità di personalizzazione, gli studenti possono creare agende uniche, scegliendo copertine, contenuti e inserti speciali che rispecchiano gusti, passioni e stili personali. Non più un prodotto standard, ma un diario che parla la lingua di chi lo utilizza.

    L’approccio social del brand, fatto di sticker, challenge e spazi dedicati alla condivisione, trasforma il diario in una piccola community. Ogni dettaglio è pensato per incoraggiare l’interazione, stimolare la fantasia e creare legami tra studenti, andando oltre le semplici pagine di carta.

    Be You non è solo agenda: è uno strumento di auto-espressione, capace di mantenere viva la magia dei diari tradizionali ma adattandola alle esigenze e ai linguaggi delle nuove generazioni, sempre connessi e sempre alla ricerca di esperienze autentiche.

    In questo senso, il brand rappresenta un esempio di come un prodotto cartaceo possa dialogare in modo naturale con il mondo online, creando continuità tra esperienza fisica e digitale.

    Be you: personalizzazione e socialità

    Il diario oggi: tra nostalgia e innovazione

    Nonostante la crescente digitalizzazione della scuola, i diari scolastici hanno saputo evolversi ben oltre la loro funzione originaria di semplice strumento di organizzazione. Da Smemoranda, simbolo generazionale e spazio di espressione culturale, a Comix, compagno ironico e creativo, fino a Beeyou, diario contemporaneo e interattivo, questi prodotti rappresentano l’incontro tra utilità, intrattenimento e identità personale.

    Oggi i diari non sono più soltanto oggetti cartacei: diventano strumenti di marketing, veicoli di brand experience e piattaforme di relazione diretta con le nuove generazioni. La loro capacità di adattarsi ai cambiamenti sociali e tecnologici li rende tuttora protagonisti nel mondo della comunicazione.

  • Google vs Chatgpt: due modelli informativi a confronto

    Google vs Chatgpt: due modelli informativi a confronto

    Il nostro modo di cercare informazioni sta vivendo una trasformazione profonda. Se un tempo bastava digitare una parola chiave su Google per ottenere una lista di risultati, oggi ci rivolgiamo sempre più spesso a sistemi di intelligenza artificiale conversazionale.

    La diffusione di strumenti come ChatGPT rappresenta un vero cambio di paradigma, capace di ridefinire il nostro rapporto con la conoscenza.

    Per chi crea contenuti, offre consulenza o opera nell’e-commerce, questa evoluzione non è solo un trend tecnologico, ma un fattore destinato ad avere conseguenze concrete e decisive.

    Dall’informazione alla conversazione digitale

    Google e ChatGPT incarnano due modalità profondamente diverse di accesso alla conoscenza, fondate su filosofie complementari.

    Google è un motore di ricerca che esplora miliardi di pagine, le indicizza tramite algoritmi complessi e restituisce una lista di link da consultare. Se digiti, ad esempio, “ristoranti a Milano”, troverai recensioni, mappe, articoli di blog e siti ufficiali: un ventaglio di contenuti che permette di confrontare punti di vista e verificare la credibilità delle fonti. È un processo che richiede tempo e spirito critico, ma che educa all’analisi e alla selezione delle informazioni.

    ChatGPT, al contrario, funziona come un motore di risposte: non mostra collegamenti esterni, ma genera direttamente un testo sintetico grazie a modelli linguistici di ultima generazione, addestrati su grandi quantità di dati. Alla stessa domanda sui ristoranti di Milano, proporrà un elenco di locali corredato da descrizioni e consigli pratici, riducendo al minimo i passaggi intermedi e lo sforzo cognitivo dell’utente.

    I due approcci si integrano: Google stimola l’esplorazione critica, ChatGPT offre sintesi immediata. Insieme creano un ecosistema informativo ibrido, adattabile a contesto ed esigenze.

    Gemini: la risposta di Google all’AI conversazionale

    Per restare competitiva nell’era dell’intelligenza artificiale generativa, nel 2023 Google ha lanciato Gemini, la sua nuova famiglia di modelli linguistici.

    Gemini integra le funzionalità classiche del motore di ricerca con capacità avanzate di comprensione, sintesi e ragionamento, ponendosi come un ponte tra il mondo dei link e quello delle risposte immediate.

    Oltre a fornire risultati più contestuali e personalizzati, Gemini punta sull’integrazione multimodale (testo, immagini, codice e audio) e su un’interazione più naturale con l’utente.

    L’obiettivo è ridurre la distanza tra la ricerca tradizionale e le conversazioni con l’AI, rafforzando la posizione di Google come punto di riferimento nell’ecosistema digitale globale.

    Cambiamento nell’esperienza utente

    Tuttavia, questa immediata accessibilità cambia profondamente il comportamento dell’utente: si riduce il tempo dedicato alla ricerca, diminuisce l’esposizione a link e contenuti esterni e cresce la dipendenza dal prompt, cioè dalla precisione con cui viene formulata la domanda.

    Il rischio è trasformare l’utente in un lettore più passivo, che delega la comprensione all’AI, ma chi sa utilizzare questi strumenti in modo consapevole può ottenere una produttività significativamente maggiore.

    Business model a confronto

    Sul piano economico, Google e ChatGPT adottano strategie differenti.

    Google monetizza attraverso la pubblicità basata su click e attenzione, un modello che ha dominato il web negli ultimi vent’anni.

    OpenAI, invece, punta su abbonamenti, API e risposte sponsorizzate, aprendo la strada a contenuti generati dall’AI arricchiti da brand mirati.

    Entrambi stanno sperimentando nuove forme di monetizzazione, ma la direzione appare evidente: offrire risposte sempre più integrate e personalizzate, in cui informazione e marketing si intrecciano.

    Fonti e credibilità: chi ci garantisce l’affidabilità?

    Questo modifica radicalmente il rapporto con l’informazione: la verifica diventa più complessa e il confine tra dato certo ed elaborazione probabilistica si assottiglia.

    La sfida dei prossimi anni sarà garantire risposte non solo rapide, ma anche trasparenti e verificabili; per questo editori, aziende e istituzioni dovranno investire nella qualità dei contenuti e nella reputazione online, fornendo all’AI materiale affidabile e al pubblico strumenti realmente utili per orientarsi.

    L’arrivo di GPT-5: l’evoluzione dell’IA conversazional

    Il 7 agosto 2025, OpenAI ha ufficialmente lanciato GPT-5, un nuovo modello di intelligenza artificiale che non solo migliora la comprensione del linguaggio naturale, ma segna anche un progresso verso l’intelligenza artificiale generale (AGI), con l’obiettivo di replicare il ragionamento umano in attività complesse.

    Tra le principali innovazioni introdotte:

    • Capacità di ragionamento avanzato: il modello è in grado di affrontare problemi complessi che richiedono un pensiero logico articolato, migliorando la qualità delle risposte in ambiti specialistici.
    • Riduzione delle “allucinazioni”: grazie a un addestramento più accurato, GPT-5 offre risposte più precise e affidabili.
    • Interazione multimodale: il nuovo modello supporta l’elaborazione di input e output in diversi formati, come testo, immagini e audio, ampliando le possibilità di utilizzo in vari contesti.
    • Maggiore capacità contestuale: GPT-5 è in grado di gestire conversazioni più lunghe e complesse, mantenendo la coerenza e la pertinenza delle risposte.

    Google e ChatGPT: concorrenti o alleati?

    Dobbiamo davvero scegliere? No, non è (ancora) il momento di decidere tra Google e ChatGPT. È il momento di capire come usare entrambi in modo strategico.

    Per i professionisti della formazione, della consulenza, del marketing, basta essere visibili su Google? Oggi serve anche farsi trovare nelle risposte delle AI.

    Come? Scrivendo meglio, in modo più chiaro, segmentato e strutturato. Investendo nella reputazione e nella qualità, perché le AI imparano da ciò che trovano.

  • Digital detox vs brand presence: come comunicare in estate

    Digital detox vs brand presence: come comunicare in estate

    pausa dal sovraccarico informativo

    In questo scenario, i brand si trovano davanti a una sfida: come restare presenti senza risultare invadenti? Come comunicare con un’audience meno ricettiva, senza forzare i messaggi?

    Cos’è il Digital Detox?

    Il termine Digital Detox  indica la scelta consapevole di ridurre — o sospendere temporaneamente — l’esposizione ai dispositivi digitali.

    Non è un semplice allontanamento dalla tecnologia, ma un vero e proprio atto di riequilibrio: si decide di limitare smartphone, social e notifiche costanti per riappropriarsi di tempi più lenti e di spazi di qualità.

    Questa pratica è sempre più diffusa come risposta al sovraccarico informativo quotidiano e alla pressione della connessione continua, che spesso porta a stress, frammentazione dell’attenzione e calo della produttività.

    Il Digital Detox non riguarda solo la sfera individuale, ma incide anche sui comportamenti collettivi online: si riducono le interazioni impulsive, aumenta la selettività nella fruizione dei contenuti, i tempi di risposta diventano più dilatati e consapevoli.

    Non si tratta quindi di assenza, bensì di una presenza diversa e più misurata, che permette di tornare a vivere la dimensione digitale in modo meno compulsivo e più equilibrato.

    Per i brand, riconoscere questa trasformazione è fondamentale: ignorare il fenomeno può compromettere la rilevanza della comunicazione, mentre comprenderlo e integrarlo nelle strategie apre nuove opportunità per creare dialoghi più autentici.

    Digital detox

    Perché comunicare in estate è un’opportunità

    Ad Agosto, molti brand scelgono di rallentare – o persino fermare – la comunicazione, convinti che il pubblico sia meno presente online.
    Ma è davvero così? In realtà, l’engagement non scompare: cambia forma. Con meno rumore competitivo, i contenuti in sintonia con il momento trovano più spazio per emergere e attirare attenzione.

    Il clima estivo apre la strada a una comunicazione più autentica, meno promozionale e più empatica. È il momento ideale per costruire relazioni, sperimentare toni più leggeri e introdurre — con misura — temi che torneranno centrali in autunno.

    Comunicare ad agosto non è un rischio, ma una scelta consapevole: chi lo fa con consapevolezza può trasformare un periodo apparentemente “vuoto” in un’opportunità concreta di posizionamento. E chi riesce a farlo bene, arriva a settembre con un vantaggio competitivo già attivo — più riconoscibile, più credibile.

    Brand presence

    Come Ikea ha comunicato l’estate

    Un esempio particolarmente efficace? IKEA Italia.
    In un post pubblicato il 17 giugno, invita esplicitamente gli utenti a fermarsi, smettere di scorrere il feed e semplicemente respirare.

    L’immagine utilizzata è quella di una sedia, un oggetto quotidiano e immediatamente riconoscibile, trasformato in simbolo universale di comfort e riposo. Non si tratta di una proposta commerciale, ma di un messaggio che si inserisce con naturalezza nel tema del digital detox: un invito a prendersi cura di sé, comunicato con empatia e autenticità.

    Questo approccio evidenzia come il brand sappia dialogare con la propria audience senza forzature, creando una vera connessione emotiva. IKEA non impone l’attenzione, ma la conquista attraverso la vicinanza e la capacità di interpretare un’esigenza reale.

    Il 4 luglio, il marchio ha rilanciato il tema con un nuovo post: protagonista, questa volta, è un’amaca in giardino, accompagnata dalla frase “programmi per l’estate: questo e il suono delle cicale in sottofondo”. Ancora una volta, nessuna call to action diretta, nessuna promozione: solo la costruzione di un’atmosfera positiva e immediatamente condivisibile.

    Post ikea

    Una questione di ascolto e presenza

    La realtà è che ad agosto l’attenzione cala: le interazioni diminuiscono, i numeri sono più bassi e il pubblico è meno coinvolto. Ma questo non significa spegnere del tutto la comunicazione.

    La chiave è rallentare anche nel linguaggio, scegliendo contenuti semplici, visivi ed emozionali. Invece di inseguire la performance, puntare alle connessione.
    Meglio pochi messaggi, ma coerenti con il momento e capaci di lasciare una traccia duratura.

    Chi riesce a comunicare così in estate non solo mantiene viva la relazione con il proprio pubblico, ma a settembre riparte già in vantaggio: più riconoscibile, più vicino, più rilevante.

    Vuoi comunicare il tuo brand in modo efficace anche in estate?

    Contattaci e costruiamo insieme una strategia su misura pensata per il tuo pubblico.

  • Siti non accessibili? Ecco i rischi per bandi e business

    Siti non accessibili? Ecco i rischi per bandi e business

    Dal 28 giugno 2025, l’European Accessibility Act (EAA) introduce un cambiamento sostanziale nel panorama digitale: tutti i siti web, le applicazioni e le piattaforme online dovranno garantire l’accesso pieno e senza ostacoli a ogni utente, indipendentemente dalle sue capacità.

    Non si tratta più solo di un impegno etico o di una scelta legata alla responsabilità sociale: l’accessibilità diventa un requisito legale a tutti gli effetti, con implicazioni concrete per aziende, enti pubblici e fornitori di servizi digitali.

    I siti non accessibili, cioè quelli che non rispettano gli standard internazionali, rischiano di escludere milioni di utenti e, allo stesso tempo, di far perdere alle aziende opportunità concrete.

    In Italia, l’Accessibility Act richiede la piena conformità alle linee guida WCAG 2.1, già adottate dalla Pubblica Amministrazione e sempre più presenti nei requisiti di bandi pubblici e partnership commerciali.

    Adeguarsi significa mettere in regola il proprio sito, evitare sanzioni e prepararsi a un mercato digitale dove l’accessibilità è sinonimo di innovazione, competitività e reputazione.

    Accessibilità e bandi pubblici: cosa sta cambiando? 

    Con l’entrata in vigore dell’Accessibility Act, cresce il numero di bandi pubblici, italiani ed europei, che richiedono la conformità ai requisiti di accessibilità digitale, come le linee guida WCAG 2.1. Le pubbliche amministrazioni non accettano più dichiarazioni generiche: richiedono prove concrete, come audit tecnici, dichiarazioni di accessibilità aggiornate e report di conformità.

    Chi presenta siti non accessibili rischia l’esclusione immediata dalla gara o penalizzazioni nel punteggio finale.

    Normative come la Direttiva UE 2016/2102 e lo standard EN 301 549 fissano criteri chiari e controlli rigorosi. Essere conformi non è più un’opzione: è una condizione necessaria per accedere a fondi e opportunità pubbliche.

    Non solo PA: l’accessibilità come requisito nelle opportunità commerciali

    Non solo la Pubblica Amministrazione impone oggi criteri di accessibilità. Anche molte grandi aziende, soprattutto multinazionali e realtà B2B internazionali, stanno integrando la conformità agli standard di accessibilità digitale nei loro requisiti contrattuali. Questo perché l’accessibilità è sempre più letta come un elemento chiave per la responsabilità sociale d’impresa (CSR) e per il rispetto dei criteri ESG (Environmental, Social, Governance).

    Un sito non conforme può diventare un ostacolo a partnership strategiche, forniture o gare commerciali, impedendo di accedere a importanti opportunità. In questo scenario, avere canali digitali accessibili è non solo un dovere etico, ma anche una leva competitiva fondamentale per consolidare la reputazione aziendale e favorire relazioni di lungo termine con clienti e fornitori.

    Unrecognizable man filling application form. Businessman checking papers. He signing document. Manager working with report. Financial report concept

    Da dove iniziare? Il percorso consigliato

    Il primo passo verso la conformità all’Accessibility Act consiste in un’analisi tecnica approfondita del proprio sito o piattaforma digitale, con una verifica puntuale dei requisiti WCAG 2.1. Successivamente si definisce una roadmap personalizzata, che individua gli interventi necessari per adeguare progressivamente il sito, garantendo la tracciabilità di ogni fase.

    Questo approccio consente di pianificare l’adeguamento senza interrompere l’attività quotidiana, ottimizzando tempi e risorse.

    Compliance e competitività: un binomio strategico per le aziende

    Adeguare oggi i propri canali digitali agli standard di accessibilità significa prepararsi in anticipo a un mercato sempre più attento a inclusione e sostenibilità. Le organizzazioni che investono nell’accessibilità dimostrano innovazione e lungimiranza, evitando interventi d’urgenza e costosi correttivi all’ultimo momento.

    A completamento del processo, Mr Keting rilascia un attestato di conformità, utile come documentazione ufficiale da allegare in fase di candidatura o gara. Uno strumento concreto che certifica l’impegno verso l’accessibilità e rafforza la credibilità digitale dell’organizzazione.

    Vuoi sapere se il tuo sito è conforme?

  • Da zero a Perfex: il valore strategico dell’open source spiegato alle PMI

    Da zero a Perfex: il valore strategico dell’open source spiegato alle PMI

    Non è stato un semplice workshop tecnico.

    Lo scorso 30 giugno, presso la Camera di Commercio di Milano, si è tenuto “Da zero a Perfex”, un evento pensato per offrire alle PMI italiane uno sguardo nuovo – e soprattutto concreto – sulla digitalizzazione dei processi aziendali.

    A guidare l’incontro è stato Ivan Agliardi, CTO di Mr Keting e innovation manager certificato MISE, che ha costruito un percorso in grado di unire formazione operativa, casi d’uso reali e una riflessione più ampia sul ruolo dell’open source all’interno delle imprese.

    Oltre la tecnologia: prima i processi

    In un contesto in cui spesso la tecnologia viene proposta come una “soluzione magica”, il workshop ha scelto di fare il contrario: rimettere al centro i processi, prima ancora degli strumenti.

    Perfex – il CRM open source protagonista dell’incontro – non è stato presentato come un prodotto da installare, ma come una base flessibile su cui costruire, in modo consapevole, la propria organizzazione aziendale.

    Camera di commercia Milano

    Una cultura organizzativa, prima ancora che tecnica

    Fin dalle prime battute, Ivan ha invitato i partecipanti – imprenditori, professionisti e operatori del mondo PID – a porsi le domande giuste: Come comunichiamo tra reparti? Come gestiamo le richieste dei clienti? Come archiviamo offerte e preventivi?

    È solo a partire da queste domande che si può progettare un sistema digitale coerente, realmente funzionale alle esigenze aziendali. In questo scenario, Perfex si rivela uno strumento ideale: open source, personalizzabile, modulare, pensato per le PMI che desiderano digitalizzare i propri flussi mantenendo pieno controllo.

    Mr flow CRM
    People working on a laptop in a meeting

    L’open source come leva strategica

    Come raccontato anche da StratupItalia in un recente approfondimento, l’open source sta vivendo una nuova stagione nelle imprese italiane, non solo per ragioni economiche, ma per la sua capacità di offrire trasparenza, autonomia e flessibilità.

    Nel corso del workshop, questi valori sono stati concretamente messi in pratica attraverso una demo guidata, basata su scenari reali: dalla gestione dei ticket interni alla tracciabilità delle attività operative, fino alla digitalizzazione dei preventivi.

    Non si è parlato di software “chiavi in mano”, ma di metodo, struttura e capacità di ottimizzare processi che spesso vengono affrontati con strumenti improvvisati o scollegati tra loro.

    Ivan ha sottolineato come la vera forza dell’open source stia nella possibilità di modellare il software sulle persone – e non viceversa. Ed è proprio in quest’ottica che Perfex può diventare uno strumento potente, a patto che venga inserito all’interno di un progetto guidato da chi conosce davvero le dinamiche aziendali.

    Mr FLow: da Perfex a soluzione integrata

    L’esperienza maturata in anni di consulenze e implementazioni ha portato Mr Keting a sviluppare Mr Flow, una piattaforma CRM evoluta, costruita a partire da Perfex e pensata per rispondere in modo mirato alle esigenze delle PMI italiane.

    Mr Flow non è un pacchetto preconfezionato, ma un sistema modulare, personalizzabile e integrabile. Nasce per accompagnare la crescita aziendale, offrire visione su ciò che accade in azienda e semplificare i passaggi che spesso rallentano le attività quotidiane.

    Scegliere Mr Flow significa adottare non solo uno strumento, ma un approccio strategico alla digitalizzazione, guidato da professionisti che conoscono il linguaggio delle imprese.

    In questo senso, il workshop alla Camera di Commercio ha rappresentato solo il primo passo di un percorso più ampio, fatto di affiancamento, formazione e sviluppo su misura.

    Mr Flow CRM Mockup

    Un invito alla consapevolezza digitale

    Il messaggio emerso è chiaro: adottare strumenti digitali non basta per definirsi digitali. Serve metodo, cultura del processo e una visione integrata.

    L’open source, se guidato da competenze reali, può diventare una leva concreta di trasformazione. Non solo per ottimizzare flussi e architetture, ma per cambiare la mentalità con cui un’impresa guarda a sé stessa.

    Chi ha partecipato al workshop non è tornato a casa con un nuovo tool, ma con un nuovo schema di lettura: quello che trasforma le criticità operative in occasioni di crescita.

    Vuoi scoprire se Mr Flow è adatto alla tua realtà?

    Contattaci per una demo gratuita

  • European Accessibility Act in Italia: multe fino a 40.000€ per le aziende

    European Accessibility Act in Italia: multe fino a 40.000€ per le aziende

    A partire dal 28 giugno 2025, in Italia entrerà ufficialmente in vigore l’European Accessibility Act (EAA), una normativa europea che impone alle aziende l’obbligo di rendere accessibili i propri siti web, app e servizi digitali anche alle persone con disabilità visive, uditive, motorie e cognitive.

    Le imprese che non si adegueranno in tempo rischiano sanzioni fino a 40.000 euro, oltre alla possibilità di vedersi ritirati i prodotti digitali dal mercato o esclusi da gare pubbliche.

    Cosa prevede l’European Accessibility Act in Italia?

    L’obiettivo dell’European Accessibility Act in Italia è garantire che ogni cittadino, a prescindere dalla propria condizione fisica o sensoriale, possa navigare, informarsi, acquistare e comunicare online in modo autonomo e senza ostacoli.

    L’Accessibility Act obbliga le aziende a progettare i propri servizi digitali secondo i principi dell’accessibilità universale, introducendo requisiti tecnici minimi da rispettare su:

     

    • Siti web
    • App mobili
    • E-commerce
    • Servizi bancari digitali
    • Comunicazioni elettroniche (email, chat, VoIP)
    • Streaming e TV on demand
    • Documenti digitali
    • Servizi pubblici online
    Mr Keting - European Accessibility ACT in Itlia: Multe finoa 40.000 € per le aziende

    EAA: il web è un diritto di tutti

    Rendere accessibile la propria piattaforma digitale significa permettere a milioni di persone con disabilità di navigare senza ostacoli, informarsi, fare acquisti e comunicare in autonomia online.

    È molto più di un obbligo normativo: è un segno concreto di rispetto verso chi affronta ogni giorno barriere digitali che oggi, grazie agli sviluppi della tecnologia, possono essere evitate.

    Quali sono le aziende che devono adeguarsi?

    In Italia, devono adeguarsi alla normativa dell’European Accessibility Act, tutte le aziende che offrono prodotti o servizi digitali al pubblico in possesso dei seguenti requisiti:

     

    • Più di 10 dipendenti
    • Fatturato superiore a 2 milioni di euro
    • Microimprese (≤10 dipendenti e ≤2 milioni di fatturato) che non offrono servizi digitali al pubblico, ma offrono prodotti digitali (es: podcast, musica, e-book, etc.)
    • Microimprese che realizzano prodotti digitali conto terzi
    Mr Keting - European Accessibility ACT in Itlia: Multe finoa 40.000 € per le aziende

    Vendita di prodotti digitali: nessuno è esente

    Per quanto riguarda la vendita di prodotti digitali, a differenza dei servizi, tutte le aziende italiane (anche le microimprese) devono rispettare i requisiti previsti dall’EAA.

    I prodotti digitali includono:

     

    • E-book o guide PDF
    • Modelli e template
    • Musica e podcast
    • Fotografie e illustrazioni digitali

    Qual è la differenza tra prodotti e servizi digitali?

    La principale differenza tra prodotti e servizi digitali sta nella modalità di fornitura.

    I prodotti digitali sono beni intangibili, come ebook o software, che vengono acquistati e scaricati dal consumatore. I servizi digitali, invece, sono prestazioni che vengono offerte al consumatore, come ad esempio un abbonamento a un servizio di streaming o un corso online.

    Quindi, le microimprese devono adeguarsi all’European Accessibility Act solo se forniscono al consumatore prodotti digitali. Se, al contrario, si occupano esclusivamente della fornitura di servizi digitali, le microimprese sono esentate dagli obblighi dell’EAA.

    Mr Keting - European Accessibility ACT in Itlia: Multe finoa 40.000 € per le aziende
    Mr Keting - European Accessibility ACT in Itlia: Multe finoa 40.000 € per le aziende

    European Accessibility Act: le sanzioni previste

    Il mancato adeguamento all’EAA può comportare alle aziende pesanti sanzioni:

     

    • Multe da 5.000 a 40.000 euro
    • Sanzioni fino al 5% del fatturato annuo
    • Ritiro dal mercato di prodotti o servizi digitali
    • Esclusione da bandi e finanziamenti pubblici
    • Reclami e segnalazioni all’AGID

    Tutti i vantaggi di rendere la tua piattaforma accessibile

    Rendere accessibile un sito web non è solo un dovere legale, ma anche un vantaggio competitivo.

    Essere accessibili significa offrire un’esperienza inclusiva a milioni di utenti con disabilità, ampliare il proprio mercato potenziale, migliorare l’usabilità per tutti gli utenti e rafforzare la brand reputation, aumentando la responsabilità sociale d’impresa.

    Mr Keting - European Accessibility ACT in Itlia: Multe finoa 40.000 € per le aziende

    Come rendere accessibile la tua piattaforma digitale?

    I problemi più comuni su siti web e altri servizi digitali riguardano:

     

    • Contrasto cromatico insufficiente tra testo e sfondo
    • Mancanza di testo alternativo nelle immagini
    • Moduli compilabili senza etichette
    • Navigazione non accessibile da tastiera e limitata al solo uso del mouse
    • Titoli e sezioni disorganizzate
    • Link generici (“clicca qui”) non descrittivi
    • Nessuna trascrizione nei contenuti audio/video
    • Interfacce poco intuitive

     

    Per risolvere tutte queste problematiche l’unico modo è rivolgersi a tecnici e sviluppatori esperti in grado di apportare tutte le modifiche
    necessarie previste dall’EAA.

    Mr Keting - European Accessibility ACT in Itlia: Multe finoa 40.000 € per le aziende

    Rendi accessibile il tuo sito web con Mr Keting!

    Se stai cercando un partner di fiducia per rendere accessibile il tuo sito web e tutti i tuoi servizi digitali sei nel posto giusto.

    Da Mr Keting, i nostri sviluppatori restano costantemente aggiornati sulle normative, per mettere la tua azienda in regola con l’European Accessibility Act.

    Non aspettare oltre. Hai tempo fino al 28 giugno per evitare sanzioni e danni reputazionali.

    Il tuo sito è davvero conforme alle nuove regole di accessibilità?

    Contattaci per ricevere una consulenza dedicata e verificare subito lo stato del tuo sito.

  • Cuborcar, Mr Keting e Feralpisalò: cresce la cultura d’impresa

    Cuborcar, Mr Keting e Feralpisalò: cresce la cultura d’impresa

    Il 19 novembre 2024, a Calcinato (BS) si è tenuta l’inaugurazione della nuova sede operativa di Cuborcar, già attiva da luglio.

    Per l’occasione, oltre 100 partner della società calcistica Feralpisalò si sono riuniti per celebrare una cultura d’impresa condivisa e nuove opportunità di crescita e innovazione.

    Nella suggestiva cornice della nuova sede, i fondatori di Cuborcar Raimondo Cuccuru, Valentino Borghi e il nuovo amministratore Alessandro Borghi hanno accolto gli ospiti con grande ospitalità ed entusiasmo.

    Presente anche Giuseppe Pasini, presidente di Feralpisalò e figura chiave nell’industria bresciana, per vivere questo prezioso momento di incontro, confronto e condivisione.

    40 anni di crescita e innovazione nella logistica industriale

    Fondata negli anni ’80, Cuborcar è concessionario ufficiale Toyota per la provincia di Brescia occupandosi di noleggio, vendita e assistenza di carrelli elevatori e soluzioni per la movimentazione industriale.

    Per Cuborcar, la nuova sede di Calcinato rappresenta un enorme salto qualitativo in termini di spazi, accoglienza, showroom e servizi per la clientela.

    Durante l’evento, il CEO Alessandro Borghi ha illustrato con entusiasmo la visione che guida l’azienda, ispirata anche ai principi del leggendario ingegnere giapponese Taiichi Ōhno, padre del Toyota Production System.

    Una filosofia che coniuga concretezza, rispetto e innovazione continua per la crescita sostenibile dell’impresa.

    Mr Keting - Storie B2B Feralpisalo Cubor-Car

    Feralpisalò: generare valore dall’unione di sport e impresa

    Come Cuborcar, anche Feralpisalò integra una forte cultura d’impresa nella propria organizzazione.

    Durante l’evento, la società calcistica bresciana ha presentato i risultati della prima parte di stagione, con particolare attenzione alla crescita digitale, alle collaborazioni con gli sponsor e ai progetti di responsabilità sociale intrapresi.

    Tutto questo per generare valore sul territorio: attraverso lo sport, infatti, Feralpisalò punta alla crescita dei giovani e delle comunità locali, promuovendo relazioni autentiche, tramite una rete consolidata di partner uniti dall’iconico stemma verdeblu dei “Leoni del Garda”.

    Mr Keting - Storie B2B Feralpisalo Cubor-Car
    Mr Keting - Storie B2B Feralpisalo Cubor-Car

    Mr Keting il partner digitale di Cuborcar e Feralpisalò

    Proprio per valorizzare questa sinergia, Cuborcar e Feralpisalò hanno scelto Mr Keting come partner digitale per potenziare la comunicazione digitale e i processi online.

    Attualmente la nostra web agency sta sviluppando per Cuborcar un nuovo sito istituzionale composto da:

    • un wizard interattivo per configurare carrelli elevatoriintegrazioni di marketing automation per gestire lead e richieste
    • un’area post-vendita intuitiva per assistenza
    • un design aggiornato, in linea con l’identità Toyota e i valori aziendali

    Per Feralpisalò, invece, collaboriamo già da anni su progetti digitali altamente innovativi, affiancando il Club nella creazione di contenuti per il sito web, nella gestione social e nel rafforzamento del brand nel mondo sportivo e imprenditoriale.

    Mr Keting - Storie B2B Feralpisalo Cubor-Car

    Una sinergia che unisce impresa, sport e innovazione digitale

    La partnership tra Feralpisalò, Cubor Car e Mr Keting si fonda su una profonda stima reciproca e una visione condivisa di leadership, innovazione e cultura d’impresa.

    Giuseppe Pasini, presidente di Feralpisalò, Alessandro Borghi, amministratore di Cuborcar, e Antonio Conti, founder di Mr Keting, sono i protagonisti di questo entusiasmante progetto.

    Tra noi abbiamo instaurato relazioni autentiche e di fiducia, che oggi guidano con successo ogni nostra iniziativa.

    Comunicare per crescere: la nuova frontiera dell’impresa

    L’inaugurazione di Cuborcar, con il supporto di Feralpisalò, è molto più di un semplice evento istituzionale: questo incontro incarna una cultura d’impresa moderna che unisce innovazione, relazioni umane e condivisione.

    E in questo scenario, la comunicazione digitale diventa uno strumento chiave per esprimere al meglio i valori che ci rappresentano e creare nuove opportunità di crescita e unione.

    Per questo motivo, Mr Keting continua a sostenere e promuovere con orgoglio questa collaborazione, come occasione unica di fare squadra anche fuori dal campo.

    SCOPRI DI Più SULLA NOSTRA REALTà