Categoria: Hosting e domini

HOSTING E DOMINI

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  • Bando CONneSSi: contributi per l’internazionalizzazione digitale delle PMI

    Bando CONneSSi: contributi per l’internazionalizzazione digitale delle PMI

    La Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi ha pubblicato il Bando CONneSSi 2026, un’agevolazione a fondo perduto pensata per aiutare le micro, piccole e medie imprese a sviluppare e potenziare la propria presenza online sui mercati esteri.

    Il bando nasce con un obiettivo preciso: accompagnare le imprese nel percorso di internazionalizzazione digitale, sostenendo investimenti in attività di marketing e comunicazione online rivolte esclusivamente a clienti e mercati fuori dall’Italia. Pertanto il mercato italiano è esplicitamente escluso: tutti i progetti finanziati devono avere come target l’estero.

    A cosa serve il Bando CONneSSi 2026?

    Oggi il digital marketing rappresenta uno degli strumenti più efficaci per entrare in nuovi mercati senza affrontare i costi e le complessità tipiche dei canali tradizionali offline.

    Il Bando CONneSSi 2026 nasce proprio per aiutare le imprese a utilizzare i canali digitali per promuovere i propri prodotti e servizi online nei mercati esteri. 

    Nello specifico, il Bando ha l’obiettivo di:

    • Aumentare la visibilità internazionale del brand
    • Promuovere prodotti e servizi online verso clienti esteri
    • Utilizzare in modo strategico siti web, marketplace e piattaforme digitali
    • Migliorare il posizionamento sui motori di ricerca nei mercati target

    Lo scopo non è solo quello di “fare pubblicità”, ma costruire una presenza digitale solida e coerente, capace di generare opportunità commerciali nel tempo.

    Chi può accedere al Bando 2026?

    Possono accedere ai contributi del Bando 2026 solamente le imprese con sede operativa nelle province di Milano, Monza Brianza o Lodi, regolarmente iscritte al Registro Imprese e in possesso di un sito web aziendale attivo (anche in lingua straniera) oppure di almeno un canale digitale operativo.

    Sono escluse invece le aziende che hanno già beneficiato dei Bandi CONneSSi negli anni precedenti.

     

    Quali spese sono finanziabili nel Bando CONneSSi 2026?

    Il contributo del Bando CONneSSi copre spese sostenute per attività di digital marketing rivolte ai mercati esteri, tra cui:

    • Digital marketing e content marketing
    • Social media marketing e campagne pubblicitarie (ADV)
    • Promozione su motori di ricerca, marketplace e social network internazionali
    • Attività SEO, come ottimizzazione del sito web, creazione e localizzazione dei contenuti, miglioramento delle performance tecniche e della visibilità online
    Promozione-su-motori-di-ricerca

    Contributo economico e importi

    • Tipologia di agevolazione: contributo a fondo perduto
    • Spesa minima ammissibile: € 4.000
    • Spesa massima per singola tipologia di intervento: fino a € 6.000 – € 8.000, in base all’attività prevista

    Le spese sono considerate ammissibili se sostenute a partire dal 5 febbraio 2026 ed entro 270 giorni dalla data di pubblicazione della graduatoria.

     

    Affidati al nostro supporto!

    Mr Keting affianca le aziende in tutte le fasi del Bando CONneSSi 2026, offrendo un supporto completo sia a livello progettuale che amministrativo. 

    Ci occupiamo della definizione del progetto di digital marketing, della redazione del preventivo dettagliato, della descrizione delle attività e della preparazione di tutta la documentazione necessaria per la rendicontazione finale.

    Il nostro intervento è pensato per semplificare la presentazione della domanda e garantire il pieno rispetto dei requisiti richiesti dalla Camera di Commercio.

    Vuoi sapere se puoi accedere al Bando CONneSSi 2026?

  • Visual identity: cos’è l’identità visiva di marca

    Visual identity: cos’è l’identità visiva di marca

    Oggi l’attenzione è una risorsa sempre più rara. 

    Ogni giorno siamo esposti a centinaia di stimoli visivi: contenuti che scorrono rapidi tra feed, storie e piattaforme digitali, riducendo la nostra capacità di restare concentrati.

    In questo scenario, i brand hanno solo pochi istanti per farsi notare: se il messaggio non colpisce subito, viene semplicemente ignorato.

    Ed è proprio qui che entrano in gioco le immagini, primo e più potente punto di contatto tra un brand e le persone. Prima ancora di leggere un claim o un payoff, è l’impatto visivo a raccontare chi sei, cosa rappresenti e come vuoi essere percepito.

    Un colore, una composizione o una fotografia ben studiata possono trasmettere emozioni, valori e personalità in una frazione di secondo.

    È questo il ruolo della visual identity: un linguaggio visivo capace di rendere un brand immediatamente riconoscibile e memorabile.

    linguaggio visivo

    Visual identity: significato e funzione

    La visual identity è l’insieme di tutti gli elementi visivi che costruiscono l’identità grafica di un brand

    Logo, palette colori, tipografia, immagini, icone e layout lavorano insieme per creare un sistema coerente, riconoscibile e distintivo.

    La visual identity non è solo una questione estetica: è uno strumento strategico che traduce i valori del brand in un linguaggio visivo chiaro e immediato. È ciò che permette a un marchio di essere riconosciuto, ricordato e associato a determinate sensazioni ed emozioni.

    Brand identity e visual identity: la differenza

    Parlare di brand identity e visual identity significa distinguere tra ciò che un brand è e ciò che un brand mostra.

    La brand identity comprende l’insieme di valori, mission, vision, tono di voce e posizionamento di un marchio. La visual identity, invece, è la sua espressione visiva: il modo in cui tutto questo prende forma agli occhi delle persone.

    La visual identity non sostituisce la brand identity, ma la rende concreta e visibile. Senza un sistema visivo coerente, anche il messaggio più forte rischia di perdersi o di non essere compreso fino in fondo.

    Definire la visual identity: un percorso che parte da te

    Definire la visual identity non è un esercizio puramente grafico, ma un percorso di consapevolezza che parte da dentro: prima di comunicare all’esterno, è necessario capire chi si è, cosa si vuole raccontare e quali elementi rendono il marchio unico.

    Colori, tipografie, logo, stile grafico del sito web e di tutti i materiali di comunicazione, fino all’abbigliamento del personale a contatto con il pubblico, fanno parte di un unico sistema visivo.

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    Abbigliamento-del-personale_2

    Quali sono le caratteristiche di una visual identity efficace?

    Una visual identity ben progettata non nasce soltanto per essere esteticamente gradevole, ma per essere funzionale, strategica e duratura. Deve supportare il brand nel tempo e adattarsi ai suoi obiettivi di crescita. 

    In particolare, un’identità visiva efficace presenta alcune caratteristiche fondamentali:

    1. Flessibile

    Una visual identity deve funzionare su più canali e formati, dal digitale all’offline, adattandosi a contesti diversi senza perdere riconoscibilità. Inoltre, deve essere in grado di evolversi insieme al brand, accompagnandone lo sviluppo e l’ingresso in nuovi mercati.

    2. Completa

    Un sistema visivo solido non lascia spazio all’improvvisazione. Tutti gli elementi necessari alla comunicazione devono essere progettati fin dall’inizio, prevedendo anche utilizzi futuri, così da garantire continuità e coerenza nel tempo.

    3. Accurata

    Ogni scelta visiva deve riflettere l’identità del brand. Colori, forme e stile devono parlare la stessa lingua, trasmettendo valori, personalità e posizionamento in modo chiaro e immediato.

    4. Coerente

    Ogni elemento della visual identity deve dialogare con gli altri. Nulla è isolato o casuale: tutto fa parte di un sistema armonico, pensato per comunicare un messaggio unitario e riconoscibile.

     

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    Mr Keting: trasformiamo la tua identità in strategia

    In Mr Keting crediamo che la visual identity sia una leva strategica fondamentale per costruire brand solidi e riconoscibili.

    Affianchiamo aziende e professionisti nella definizione e nello sviluppo della loro identità visiva, partendo dall’analisi del brand fino alla progettazione di sistemi visivi coerenti, efficaci e pensati per durare nel tempo.

    Non creiamo solo immagini: costruiamo linguaggi visivi che raccontano storie, valori e visioni, aiutando i brand a distinguersi e a lasciare il segno.

    Vuoi dare una nuova forma visiva al tuo brand?

  • Le migliori campagne natalizie degli ultimi anni

    Le migliori campagne natalizie degli ultimi anni

    Ogni anno, quando i tetti si tingono di bianco e i caminetti si accendono, anche la comunicazione si veste di magia

    Le campagne natalizie sono molto più di semplici spot pubblicitari: si tratta di piccole storie capaci di farci fermare, sorridere e, alcune volte, addirittura commuovere.

    In questo magico periodo dell’anno, anche i brand decidono di raccontare ciò che conta davvero: le relazioni, i gesti di cura, il tempo condiviso.

    E così, tra le luci soffuse e le note di un pianoforte, nascono racconti che restano impressi nel cuore e nella mente.

    Abbiamo selezionato le migliori campagne natalizie degli ultimi anni, dal 2020 fino ad oggi: 6 storie che ci ricordano che il marketing più potente non vende: emoziona.

    DocMorris: “Take care of yourself” (2020)

    Nel 2020, la campagna natalizia di DocMorris ha saputo conquistare milioni di spettatori in tutta Europa.

    Lo spot mostra un anziano signore che, giorno dopo giorno, si allena con determinazione sollevando una piccola kettlebell. Solo alla fine il pubblico scopre il vero motivo di questo impegno: quell’uomo non si allena per se stesso, ma per fare un regalo alla nipote.

    Dal punto di vista marketing, questo spot è un esempio di storytelling efficace [link interno news Mr Keting: “Come fare uno storytelling di successo”] che trasforma DocMorris, un brand di prodotti farmaceutici, in un simbolo di amore e vicinanza alle persone.

    La campagna di Natale 2020 non promuove direttamente i prodotti dell’azienda, ma costruisce associazioni positive con il marchio: resilienza, amore familiare e dedizione, valori che rimangono impressi nella memoria degli spettatori.

    Amazon: “Kindness, the greatest gift” (2021)

    In un mondo segnato dalla pandemia, Amazon ha deciso di raccontare i problemi dei giovani nel ritornare alla normalità: solitudine, tristezza, ansia sociale.

    “La gentilezza, il regalo più grande” è un atto di attenzione e cura in forma di spot: un’anziana nota che la giovane vicina di casa sta attraversando un momento difficile e decide di farle un regalo.

    Nessun effetto speciale, solo luce calda e occhi che parlano. È la prova che, anche nell’era dell’e-commerce, il valore non è nel pacco che consegni, ma nel pensiero che sta dietro.

    Perché la campagna di Amazon funziona?

    Dal punto di vista del marketing, la campagna di Natale di Amazon funziona perché trasforma la comunicazione in un’esperienza emotiva. Amazon non cerca di vendere oggetti, ma di associare il brand a valori universali: empatia, cura e connessione umana. 

    In un contesto post-pandemia, in cui le persone erano più fragili e attente ai gesti autentici, questo messaggio ha acquistato una risonanza immediata, ricordando a tutti che il vero investimento è l’empatia.

    “The Snow Gran” (2022)

    Tra le campagne natalizie più toccanti degli ultimi anni, O2 ha scelto di raccontare la connessione digitale in modo poetico.

    “La nonna di neve” è la storia di un’anziana fatta di neve che torna alla vita grazie alla magia della tecnologia per restare vicina ai propri cari.

    Uno spot delicato e visivamente sorprendente, che unisce il calore delle relazioni umane al potere della connettività.

    Esselunga: “La Noce” (2023)

    Tra le campagne di Natale più belle del 2023, Esselunga ha lasciato il segno con “La Noce” .

    Un racconto intimo e quotidiano che parte da un gesto semplice, condividere una noce, e si trasforma in una metafora dei legami d’amicizia, che non conoscono né tempo né distanza.

    Lo spot ha conquistato il pubblico grazie a un tono cinematografico e autentico, capace di restituire al Natale la sua dimensione più umana.

    Un esempio perfetto di storytelling che valorizza il brand e lo rende più vicino ai bisogni delle persone.

    Deutsche Telekom: “Bubbles” (2024)

    Con “Bolle”, Deutsche Telekom, uno dei principali gruppi europei nel settore delle telecomunicazioni, firma una delle campagne di Natale più simboliche degli ultimi anni. 

    Lo spot è la storia commovente di due bambine che vivono in mondi separati, racchiuse in due distinte bolle di vetro. Due universi diversi, due vite che non dovrebbero sfiorarsi, e invece lo fanno.

    Nonostante le barriere e gli sguardi diffidenti degli adulti, le due piccole protagoniste trovano un modo per connettersi: prima con piccoli giochi, poi con un regalo che diventa il primo ponte tra loro. 

    Fino al momento più potente dello spot: le due bolle che si infrangono, metafora visiva del superare ciò che divide, come culture, pregiudizi e paure.

    Perché Bubbles è un esempio di marketing efficace?

    Dal punto di vista del marketing, Bubbles incarna perfettamente il posizionamento di Deutsche Telekom, che ha sempre costruito il proprio linguaggio di marca intorno a un concetto semplice: la connessione avvicina le persone.

    Un promemoria che le barriere possono cadere, se qualcuno compie il primo passo.

    John Lewis: “Where Love Lives” (2025)

    Chiudiamo con una delle campagne natalizie più attese di ogni anno: quella di John Lewis.

    Con “Dove vive l’amore”, il brand britannico continua la sua tradizione di racconti visivi capaci di toccare il cuore, unendo musica, narrazione e simbolismo. Questo spot è la storia di un padre e di suo figlio, e del regalo che li aiuta a ritrovare la strada l’uno verso l’altro.

    Come ogni anno, quella di John Lewis è una delle campagna natalizie più belle e commoventi di sempre. Insomma, la celebre catena di grandi magazzini non si smentisce mai: dopotutto, c’è un motivo se ogni dicembre aspettiamo i loro spot come si aspettano i cinepanettoni a Natale!

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  • .eco: il dominio che certifica la sostenibilità digitale

    .eco: il dominio che certifica la sostenibilità digitale

    Negli ultimi anni, la crescente attenzione alla sostenibilità ha influenzato anche il mondo digitale.

    Il dominio .eco rappresenta una risposta concreta a questa tendenza, offrendo un’estensione web dedicata a chi intende comunicare il proprio impegno ambientale.

    Lanciato nel 2017, il .eco permette a organizzazioni, imprese e individui di costruire una presenza online immediatamente riconoscibile come sostenibile, integrando valori ecologici nella strategia digitale.

    CHE COS’É IL DOMINIO .ECO?

    Il dominio .eco è un top-level domain (TLD) progettato specificamente per aziende e iniziative orientate alla sostenibilità.

    A differenza di estensioni generiche come .com o .org, il .eco veicola un messaggio chiaro: chi lo utilizza si impegna a rispettare standard di responsabilità ambientale.
    Registrare un .eco non è solo una scelta di branding, ma implica l’adesione a un codice di condotta ambientale, che garantisce la coerenza tra l’identità digitale e le pratiche sostenibili reali.

    Il dominio funge da sigillo digitale: rende immediatamente comprensibile la missione ecologica del sito e permette agli utenti di identificare con facilità contenuti affidabili legati all’ambiente.

    La registrazione è subordinata alla verifica dell’impegno ambientale, rendendo il .eco un dominio credibile, eticamente orientato e coerente con gli standard internazionali di sostenibilità digitale.

    PERCHÉ SCEGLIERE UN DOMINIO .ECO

    Scegliere un .eco significa distinguersi nel panorama digitale e consolidare la propria reputazione.

    La presenza online con un dominio ecologico comunica professionalità e trasparenza, trasmettendo immediatamente ai visitatori e ai partner il valore attribuito alla sostenibilità.

    Dal punto di vista del branding digitale, il .eco funziona come elemento distintivo: differenzia l’organizzazione, rafforza la percezione positiva del pubblico e può aumentare la fiducia nei confronti dei prodotti o servizi offerti.

    COME FUNZIONA LA REGISTRAZIONE

    La registrazione di un dominio .eco richiede l’adesione a un codice di condotta ambientale, che definisce standard minimi di responsabilità ecologica e trasparenza dei contenuti.

    Questo approccio garantisce coerenza tra la comunicazione digitale e le pratiche reali dell’organizzazione.

    Alcuni servizi di registrazione possono richiedere ulteriori conferme dell’impegno ambientale, ma la procedura è strutturata per essere chiara e accessibile. Una volta registrato, il dominio .eco consente di entrare in una rete globale di siti web sostenibili, rafforzando la reputazione online e permettendo di distinguersi come attore responsabile nel panorama digitale.

    IMPATTI E BENEFICI DI AVERE UN DOMINIO .ECO

    Possedere un .eco non significa semplicemente avere un indirizzo web differente: è un impegno concreto e misurabile verso la sostenibilità.

    Il dominio trasmette fiducia a clienti, partner e stakeholder, evidenziando che l’organizzazione agisce con responsabilità e trasparenza.

    Dal punto di vista tecnico, il .eco permette di consolidare la reputazione digitale e di distinguersi nella comunicazione online, riducendo il rischio di greenwashing percepito.

    Inoltre, facilita l’accesso a una comunità internazionale di siti web sostenibili, creando opportunità di collaborazione, condivisione di best practice e visibilità all’interno di network dedicati all’eco-responsabilità.

    LA COMMUNITY .ECO: UNA RETE GLOBALE DI SOSTENIBILITÀ

    Oltre agli aspetti tecnici, registrare un dominio .eco significa accedere alla community internazionale ospitata su profiles.eco, che conta migliaia di membri attivi in quasi 200 Paesi.

    Questa rete globale riunisce aziende, istituzioni, associazioni e singoli individui, favorendo la creazione di collaborazioni, la condivisione di buone pratiche e l’aumento della visibilità delle iniziative più virtuose.

    Entrare in questa community significa poter dialogare con interlocutori che operano in settori diversi ma accomunati dalla stessa visione: costruire un futuro più sostenibile.

    La community consente inoltre di allinearsi agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite, offrendo uno strumento concreto per rafforzare la credibilità delle organizzazioni e permettendo loro di essere riconosciute a livello internazionale come attori responsabili e innovativi.

    IL FUTURO DIGITALE CON IL DOMINIO .ECO

    Guardando al futuro, il .eco può diventare un elemento centrale nelle strategie di Responsabilità Sociale d’Impresa (CSR) e nei piani di transizione ecologica delle organizzazioni. In questo senso, rappresenta non solo una scelta di immagine, ma un vero e proprio investimento in credibilità, trasparenza e posizionamento competitivo, capace di incidere sulla percezione del pubblico e sull’evoluzione stessa dell’identità digitale.

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  • Cos’è il whistleblowing? Significato e vantaggi per le aziende

    Cos’è il whistleblowing? Significato e vantaggi per le aziende

    Negli ultimi anni il whistleblowing ha acquisito crescente rilevanza a livello internazionale.

    In Italia, a partire da marzo 2023, le aziende con più di 50 dipendenti sono tenute a dotarsi di un sistema interno per la gestione delle segnalazioni. Si tratta non solo di un obbligo normativo, ma anche di un’opportunità per creare un ambiente di lavoro più sicuro, trasparente e competitivo.

    Che cos’è il WHISTLEBLOWING?

    Il whistleblowing è la pratica che consente a dipendenti, collaboratori e terze parti di segnalare, in modo anonimo e protetto, comportamenti illeciti o irregolarità all’interno dell’azienda.

    Non si tratta di semplici reclami, ma di denunce relative a frodi, corruzione, conflitti di interesse, discriminazioni, abusi o violazioni di leggi e del Codice Etico, con potenziali impatti significativi su persone e business.

    Un sistema efficace prevede canali dedicati, riservatezza delle informazioni, protezione dalle ritorsioni, tempi di risposta chiari e tracciabilità delle azioni di follow-up.

    Possono segnalare dipendenti, fornitori, consulenti o clienti: in sostanza, chiunque individui un rischio.

    La gestione corretta delle segnalazioni consente di prevenire danni economici e legali, individuare tempestivamente criticità organizzative e rafforzare la cultura della trasparenza.

    WHISTLEBLOWING interno ed esterno

    Le segnalazioni possono avvenire attraverso due principali modalità.

    Il whistleblowing interno coinvolge i dipendenti che individuano comportamenti illeciti o irregolari e li comunicano tramite canali sicuri messi a disposizione dall’azienda, garantendo anonimato e protezione da eventuali ritorsioni.

    Il whistleblowing esterno, invece, riguarda le segnalazioni provenienti da clienti, fornitori o da chiunque abbia contatti con l’impresa, fino alla possibilità di rivolgersi direttamente alle autorità competenti.

    In entrambi i casi, è fondamentale che la denuncia riguardi illeciti previsti dalla normativa nazionale o europea, assicurando così che le segnalazioni siano rilevanti, legittime e gestite secondo criteri di correttezza, trasparenza e responsabilità.

    Quali segnalazioni rientrano

    I whistleblower possono segnalare un ampio spettro di comportamenti scorretti, che spaziano dalla corruzione e dall’abuso di potere, alle molestie e discriminazioni sul lavoro, fino a frodi fiscali, riciclaggio di denaro e violazioni della privacy o uso improprio dei dati.

    Rientrano tra le segnalazioni anche la falsificazione di documenti, l’insider trading, le violazioni ambientali, nonché le infrazioni legate alla proprietà intellettuale e ai diritti umani.

    Portare alla luce queste situazioni significa tutelare non solo l’azienda, ma anche l’intera collettività, rafforzando trasparenza, legalità ed etica in ogni ambito.

    OBBLIGHI DI LEGGE

    Con la Direttiva UE 2019/1937, dal 17 dicembre 2023 tutte le aziende italiane con oltre 50 dipendenti devono dotarsi di un sistema di whistleblowing. Il processo di segnalazione prevede tre livelli:

    1. Segnalazione interna

    Il dipendente comunica l’irregolarità attraverso un canale dedicato dell’azienda, pensato per garantire riservatezza e protezione.

    2. Segnalazione alle autorità competenti

    Se la gestione interna non risolve il problema, il whistleblower può rivolgersi ad ANAC o ad altre autorità designate, che assicurano un controllo indipendente.

    3. Segnalazione pubblica

    Solo in ultima istanza la denuncia può essere resa pubblica, con possibili conseguenze anche gravi sul piano economico e reputazionale per l’impresa.

    Tempistiche operative

    Per garantire trasparenza e tutela, chi riceve la segnalazione è tenuto a confermarne la presa in carico entro 7 giorni e a fornire un aggiornamento sostanziale entro 3 mesi.

    Nei casi più complessi, questo termine può essere esteso fino a 6 mesi, purché ne venga data adeguata motivazione.

    Tali tempistiche devono essere chiaramente indicate nella policy aziendale, comunicate al segnalante e monitorate attraverso una piattaforma dedicata che assegni un ID univoco, invii promemoria automatici e gestisca eventuali escalation.

    In questo modo l’intero iter rimane trasparente, le aspettative delle parti coinvolte risultano allineate e la fiducia nel processo viene rafforzata.

    I vantaggi per le aziende aziende

    Il whistleblowing è molto più della semplice compliance: consente di intercettare tempestivamente irregolarità e rischi operativi, riducendo la probabilità di sanzioni, contenziosi e fermi produttivi.

    La tracciabilità del processo (chi fa cosa, quando e con quali evidenze) rende la trasparenza misurabile e rafforza la fiducia di clienti, partner, investitori e candidati.

    La piattaforma centralizza le evidenze e lo storico delle segnalazioni, semplificando i controlli e le valutazioni dei partner.

    Questo approccio favorisce l’accesso a gare e filiere con standard elevati di integrità, facilita il dialogo con assicurazioni e istituti di credito e contribuisce a migliorare i rating ESG, agevolando l’ingresso in bandi e supply chain più esigenti.

    Un canale sicuro alimenta una cultura “speak-up” fondata su responsabilità e ascolto: crescono engagement, produttività e retention.

    Il risultato è un governo dei rischi più solido e un’azienda più competitiva nel tempo: un sensore organizzativo che accelera le correzioni e rende visibili i progressi.

    Perchè scegliere un software di whistleblowing

    Affidarsi a una semplice casella email o a una linea telefonica non è sufficiente: strumenti di questo tipo non garantiscono né anonimato né un livello adeguato di sicurezza.

    Il software di Mr Keting risponde a tutte queste esigenze: offre una piattaforma sicura e criptata, che tutela l’identità dei whistleblower e al tempo stesso semplifica il lavoro interno di gestione delle irregolarità, trasformando un obbligo normativo in un’occasione di crescita per l’organizzazione.

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